La rivincita della Radio al Web Radio Festival 2016 tra innovazione e talento

settembre 27, 2016

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Si è conclusa la seconda edizione del Web Radio Festival, manifestazione dedicata sia alle novità che alle opportunità del mondo radiofonico on line organizzata da Radiospeaker, con il contributo di importanti sponsor, quali NewRadio, Spreaker, Dm Broadcast, Full Motion Stream, Tedes, Polimatrix, Planet Multimedia, ScuolaZoo, M2o e Food Family.

L’importante evento ha messo in evidenza come questo mezzo di comunicazione, tra i più antichi tra quelli di diffusione di massa, sia in continua evoluzione ed estremamente contemporaneo, continuando ad affascinare anche le generazioni più giovani.

Cambia il mondo delle emittenti, che non trasmettono più soltanto in FM, ma anche tramite Internet o utilizzando entrambi i canali, ma, soprattutto, cambia il modo di fruire i programmi radiofonici che vengono ascoltati guidando l’auto o attraverso lo smartphone.

Nel corso del Festival, sono state presentate soluzioni innovative come UanApp, il software completamente italiano ideato da Paolo Noise de Lo Zoo di 105, una piattaforma che permette alle emittenti di creare un proprio profilo, inserire palinsesto e sito web, organizzando i propri contenuti attraverso un pannello di controllo personale, analizzando l’andamento del canale e monetizzando la pagina all’interno dell’applicazione.

Dal punto di vista dell’utente, l’App consente non soltanto di ascoltare le varie emittenti inserite, ma anche di interagire con loro in real time durante le dirette.

Nel corso della manifestazione, sono stati presentati anche molti altri applicativi, come Full Motion Stream, un network di web radio, con servizi ad hoc, dal web radio hosting allo sviluppo di portali e applicazioni, fino all’innovazione della Web Radio on demand.

Di grande interesse anche l’App Mb Studio Live, presentata da NewRadio (che permette di andare in diretta in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo direttamente dal proprio smartphone) e, ultima novità nel settore della radio, inStore, uno strumento dalle dimensioni ridotte (entra in un palmo di mano) che consente di trasmettere lo stesso segnale radio in centinaia di negozi o alberghi, ma con pubblicità diversificate a seconda del punto vendita. Inoltre, è stato presentato Fluo, il nuovo software di automazione radiofonica, anche questo completamente made in Italy e distribuito da Dm Broadcast, che, tra le varie funzioni, prevede anche la possibilità di creare una lista di canzoni che verranno lanciate in automatico in caso di black out della rete.

Infine, al termine della giornata, sono stati annunciati i nomi dei vincitori delle varie categorie del contest collegato al Web Radio Festival e che si sono aggiudicati importanti premi, come forniture di materiale radiofonico di alto livello e la possibilità per gli speaker di vivere un’esperienza lavorativa presso realtà importanti come M2O e la web radio di ScuolaZoo.

I VINCITORI

MIGLIOR SPEAKER MASCHILE: Francesco Cellini
MIGLIOR SPEAKER FEMMINILE
: Alessia Pellegrino
MIGLIOR WEB RADIO DI PROGRAMMI
:  Luceverde Radio
MIGLIOR WEB RADIO MUSICALE
: 92100 Radio Station
MIGLIOR PODCAST
: Zen Zero
VINCITORI PREMIO SCUOLAZOO
: Alessia Pellegrino e Francesco Cellini

Il mondo della radio, quindi, conferma di essere entrato in una fase di intensa evoluzione, fortemente caratterizzata dalla sempre più capillare diffusione dei nuovi dispositivi digitali: la comunicazione radiofonica si arricchisce di nuove opportunità e amplia il proprio scenario di azione.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Festival Internazionale del Giornalismo 2016

marzo 31, 2016

Festival Internazionale del Giornalismo 2016

Dal 6 al 10 Aprile, a Perugia, si terrà la decima edizione del Festival Internazionale del Giornalismo.

Il motivo conduttore di quest’anno sarà incentrato prevalentemente sulle questioni attinenti alle tendenze del giornalismo attuale e di quello futuro.

I tanti e qualificati relatori presenti (tra i quali, Mario Calabresi, Beppe Severgnini, Luca Sofri, Enrico Mentana, Ferruccio de Bortoli, Marco Damilano, Giovanni Floris, Emily Bell, Riccardo Iacona, Corrado Formigli, Alessia Cerantola, Rosy Battaglia, Alberto Angela, Mark Little, Emiliano Fittipaldi, Alessandra Sardoni, Greg Barber, Marc Lavallee, Antonella Di Lazzaro, etc.) si confronteranno su fact-checking, data journalism, explanatory journalism, ruolo giornalistico delle piattaforme, paywall vs crowdfunding, era dei video e del mobile, robot journalism, realtà virtuale, coinvolgimento dei lettori e ruolo civico dell’informazione, crisi dell’homepage, ricerca della “nuova” obiettività, giornalismo mobile first, capire l’audience oltre le metriche, social networks vs media mainstream.

Non mancheranno riflessioni che prenderanno spunto dal caso Spotlight per discutere in merito al potere del giornalismo di cambiare le cose.

Il pubblico e gli speaker in arrivo da tutto il mondo saranno impegnati ad affrontare questi temi che riguardano strettamente la riflessione giornalistica, ma anche tematiche legate all’attualità: i migranti, le guerre, il terrorismo, la rinascita dei nazionalismi, l’Europa in crisi e le nuove sfide della democrazia, la privacy e la sorveglianza di massa, la libertà di espressione e la lotta contro la censura, il ruolo delle organizzazioni non governative nel coprire territori di guerra.

Grazie al sostegno di sponsor pubblici e privati, oltre a una riuscita campagna di crowdfunding, anche quest’anno, gli organizzatori Arianna Ciccone e Chris Potter sono riusciti a realizzare quello che viene sempre più spesso considerato come il più importante media event nel panorama europeo e non solo: 5 giorni, oltre 200 eventi, oltre 500 speaker provenienti da 34 Paesi diversi e, come durante le edizioni precedenti, il tutto rigorosamente a ingresso libero e in live streaming.

Il Festival Internazionale del Giornalismo, la cui prima edizione risale al 2006, rappresenta un appuntamento di grande qualità in cui il giornalismo non dialoga soltanto con se stesso, ma anche e soprattutto con il pubblico dei lettori, degli appassionati e degli studiosi dei mass media: in una società sempre più complessa come quella contemporanea, nel cui ambito tutto ciò che riguarda le varie declinazioni del giornalismo vive una fase di significativa trasformazione, l’informazione va analizzata e compresa nel suo evolversi avvicinandosi ad essa, alle proprie modalità e ai suoi stessi operatori.

Informazioni:
www.festivaldelgiornalismo.com

 

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Festival Internazionale del Giornalismo 2015: grandi numeri e qualità culturale

aprile 21, 2015
Festival Internazionale del Giornalismo 2015: grandi numeri e qualità culturale

Festival Internazionale del Giornalismo 2015: grandi numeri e qualità culturale

Domenica 19 Aprile, si è conclusa la nona edizione del Festival Internazionale del Giornalismo: 5 giorni in cui la città di Perugia è diventata uno straordinario luogo di confronto dove si sono incontrate le mille voci e i mille colori di chi fa giornalismo, dei professionisti dell’informazione, dei cittadini che vogliono contribuire e del pubblico che vuole partecipare attivamente.
L’edizione 2015 ha registrato un significativo aumento delle presenze rispetto allo scorso anno: circa 60.000 persone hanno seguito i vari momenti del Festival Internazionale del Giornalismo.
In 14 sale dislocate nel centro storico di Perugia, si sono succeduti 279 eventi, tutti a ingresso libero, di cui molti in traduzione simultanea, tra incontri-dibattito, interviste, premiazioni, presentazioni di libri, case history, startup, e nuove realtà e tendenze editoriali.
623 i relatori provenienti da 34 Paesi diversi, oltre 2.500 i giornalisti accreditati, oltre 170.000 le visite al sito Internet (in particolare, il sito in versione inglese ha registrato un incremento di visite pari al 30%), 35.000 gli accessi per i video del canale Youtube del festival (15.000 in più rispetto al 2014), 363.000 minuti durante i 5 giorni della kermesse umbra dedicata al giornalismo.
Altre cifre importanti riguardano i 360 video totali prodotti, tra i quali 260 gli eventi live (subito disponibili on demand), 70 mini-puntate del webmagazine con interviste, 5 pillole del diario quotidiano.
Sono stati trasmessi in diretta streaming tutti gli eventi in 10 differenti sale, 7 in più rispetto all’anno scorso.
Gli eventi più seguiti in diretta sono stati il panel con Edward Snowden (Venerdì 17 Aprile) e l’incontro con Chef Rubio e Zerocalcare (Sabato 18 Aprile), entrambi con circa 3.500 visualizzazioni tra live e on demand.
Densi di significati e di importanti spunti finalizzati a un giornalismo dalla valenza sociale sono stati i diversi panel di discussione che si sono alternati durante il Festival, tra i quali “Ambiente & Informazione: occasione mancata?”, evento al quale ha partecipato, tra gli altri, Rosy Battaglia, giornalista on line, social media specialist e blogger, specializzata in inchieste ambientali e curatrice di Cittadini Reattivi, progetto di giornalismo civico e sito di crowdmapping su ambiente, salute e legalità.
Gazebo Live, in diretta sul sito di repubblica.it, ha registrato 150.000 visualizzazioni.
In merito a Twitter, l’hashtag #ijf15 ha prodotto circa 56.000 tweets dal 15 al 19 Aprile, provenienti da circa 11.200 utenti diversi (e da 5 continenti) e oltre mezzo milione di retweets.
Picco di tweets raggiunto: 74 per minuto.
L’hashtag #ijf15 è rimasto tra i trending topics per tutti 5 i giorni, entrando anche nelle tendenze di Svizzera e Canada.
L’account @journalismfest ha guadagnato attorno ai 1.000 follower dal 15 al 19 Aprile.
Il tweet più condiviso è stato il “meme“, con la citazione tratta dall’evento speciale di Edward Snowden, che ha raggiunto circa 43.000 impressioni, più di 220 retweets ed è stato “embeddato” più di 120 volte.
Durante il keynote speech di Jeff Jarvis, Sabato 18 Aprile, l’hashtag #ijf15 ha registrato un picco di 1.500 tweets in 30 minuti.
Per quanto riguarda Facebook: 420.000 sono state le visualizzazioni dei contenuti del festival, 15.000 tra i “like“, commenti e condivisioni durante i 5 giorni.
Inoltre, certamente da non dimenticare sono i 250 volontari, giovani aspiranti giornalisti e non solo che sono arrivati da ogni parte del mondo e si sono mpegnati a pieno e con grande entusiasmo nella macchina organizzativa.
Il centro storico della città è stato popolato da turisti, visitatori e ospiti provenienti da ogni parte del mondo che hanno contribuito ad animare le vie e il corso, anche improvvisando incontri e dibattiti all’aperto, consacrando, di fatto, il Festival Internazionale del Giornalismo come un grande evento promozionale sia per la città di Perugia che per la regione Umbria, sempre più a livello internazionale.
Una grande occasione di networking e un patrimonio culturale da tutelare con tutte le forze.
L’edizione 2016 del Festival Internazionale del Giornalismo si svolgerà a Perugia dal 6 al 10 Aprile 2016: l’hashtag ufficiale è #ijf16.
I numeri e i contenuti della manifestazione parlano chiaro: anche nel nostro Paese, ci sono una grande attenzione e una profonda passione rivolte ai temi caldi del giornalismo, dei mass media (vecchi e nuovi) e alla libertà di informazione.
Ma non solo: sia dall’ambiente degli operatori dell’informazione e sia da quello dei fruitori appassionati del giornalismo, si segnala una crescente convergenza verso gli strumenti digitali della comunicazione contemporanea, elementi che, di fatto, hanno già aperto le porte a una nuove era dell’informazione.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Internazionale a Ferrara 2014: la passione per il racconto giornalistico

ottobre 16, 2014
Internazionale a Ferrara 2014: la passione per il racconto giornalistico

Internazionale a Ferrara 2014: la passione per il racconto giornalistico

L’ottava edizione di Internazionale a Ferrara, festival di giornalismo organizzato dal settimanale “Internazionale“, ha superato le 70.000 presenze tra il 3 e il 5 Ottobre.

Continua, dunque, il trend positivo in ascesa del festival: un aumento di pubblico pari al 12% rispetto all’anno precedente. Come sottolineato dall’ufficio stampa della manifestazione, il festival ha trasformato Ferrara nella “redazione più grande del mondo“.

Tra i tanti eventi che si sono succeduti, alcuni in contemporanea, nelle tante e suggestive locations della kermess giornalistica ospitata dalla bellissima città di Ferrara, alcuni hanno offerto ulteriori e significativi spunti sui quali riflettere in ordine alle tendenze del giornalismo di oggi e di quello che verrà.

Sicuramente, è il caso dell’interessante conferenza “Informazione sotto pressione. Il giornalismo tra etica e sostenibilità economica”, il cui dibattito è stato moderato da Tonia Mastrobuoni (La Stampa) e al quale hanno partecipato Anguel Beremliysky (addetto stampa della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea), Iñigo Domínguez (El Correo), Lee Marshall (corrispondente free lance britannico dall’Italia) e Eric Jozsef (Libération).

Durante il dibattito, è emerso che, in generale, le redazioni della carta stampata tendono sempre di più a fare a meno degli inviati all’estero e delle inchieste, a causa dei costi eccessivi. In particolare, Tonia Mastrobuoni ha sottolineato che “negli anni Novanta e all’inizio del Duemila, gli editori hanno dormito durante il boom di Internet e dell’informazione gratuita che circola in rete la quale, attendibile o meno che sia, ha comunque viziato i lettori“. Lo scenario è chiaro: ormai da anni, la crisi dell’editoria pone significativi interrogativi sul futuro del giornalismo fatto su carta stampata e risposte definibili come concrete tardano ad arrivare, salvo rare e sporadiche eccezioni.

“Quarant’anni e non sentirli” è stato il titolo dell’incontro con David Randall, veterano del giornalismo britannico (The Independent On Sunday), con gli studenti del Liceo Roiti e del Liceo Ariosto di Ferrara. Randall ha illustrato episodi salienti della sua lunga carriera, parlando di etica giornalistica, processi per la ricerca e il trattamento delle news. Grazie anche alla sua carica di grande simpatia, Randall ha letteralmente somministrato alla platea studentesca appassionata di giornalismo molti spunti sul come svolgere e non svolgere l’attività giornalistica: in particolare, in merito all’uso di immagini eccessive, al prediligere il lavoro sul campo a quello al desk, pur indispensabile. Alla domanda “Cosa pensa di Twitter come strumento giornalistico?” rivoltagli da uno studente, Randall ha risposto “Per un giornalista, Twitter è prevalentemente uno strumento di autopromozione“.

Tra le varie presentazioni di libri scritti da giornalisti, sicuramente la presentazione de “La guerra dentro” di Francesca Borri, reporter free lance, ha lasciato molte sensazioni profonde nel pubblico presente. Presentato da Luca Sofri, direttore de Il Post, l’incontro con l’autrice ha evidenziato i risvolti pratici, giornalistici e, soprattutto, umani di un’esperienza da reporter in zona di guerra: la Siria raccontata da Francesca Borri, dopo un periodo vissuto pericolosamente ad Aleppo, è il simbolo di un racconto giornalistico votato alla rappresentazione di ciò che realmente significa il termine “guerra” per quella parte dell’umanità che la vive sulla propria pelle.

Durante tutti gli incontri di Internazionale a Ferrara 2014, si è avuta una duplice conferma: nonostante i complessi cambiamenti indotti da Internet, la critica fase congiuntura dell’economia e gli ostacoli che vengono apposti (di tanto in tanto…) dai nemici della libertà di informazione, la passione per il racconto giornalistico resiste e lo si è visto, in particolare, grazie anche ai tantissimi giovani che hanno affollato e movimentato tutte le giornate del festival.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

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Il presente articolo è pubblicato, in versione inglese, anche su NewsGetting (blog britannico di giornalismo):
“Internazionale A Ferrara 2014: The Passion For The Journalistic Narrative”
http://newsgetting.wordpress.com/2014/10/20/internazionale-a-ferrara-2014-the-passion-for-the-journalistic-narrative/
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Amarcord editoriale: i tempi di Aziendenews.it

dicembre 2, 2010
Sono passati parecchi anni, ormai, da quando ricoprivo l’incarico di direttore editoriale (2001-2003) nel portale di informazione aziendale ed economica Aziendenews.it, ma, nonostante ciò, a distanza di così tanto tempo, capita ancora di ricevere e-mail, telefonate e news da diversi soggetti conosciuti proprio in virtù di quell’esperienza: imprenditori, manager, consulenti, esperti di comunicazione e di marketing, associazioni e via dicendo, per non parlare dei tanti allora studenti universitari, oggi tutti laureati. La cosa non può che farmi piacere e l’aspetto che ricordo con maggiore interesse risiede proprio nell’attenzione che, in parecchi e qualificati soggetti, quel portale fu capace di suscitare. Ricordo che, nel corso di quel periodo e mese dopo mese, restavo sempre più sorpreso dal numero crescente di e-mail che arrivavano alla mia casella e-mail di allora: ben 540, di cui oltre 100 anche dopo la fine del mio incarico. Purtroppo, di quelle tantissime e gradite e-mail ho perso ogni appunto, ma ne ricordo i nomi di parecchi mittenti: Giuseppe, Francesca, Mauro, Alessia, Giuliano, Anastasia, Antonio, Camilla, Andrea, Luca, Chiara, Paolo, Veronica, Giulia, Aldo, Cristina etc. etc. etc.
A tutti quei mittenti e a diversi lettori di allora che ancora oggi sono in contatto con il sottoscritto, dedico questo ricordo: in fondo, è proprio anche a ognuno di loro e al loro feed-back che devo una buona dose di riconoscenza per avermi permesso di entrare con maggior cognizione di causa nel loro vissuto pratico di ogni giorno in relazione a tante tematiche dell’economia, del mondo aziendale, della comunicazione e della formazione.
Confesso che, diversi mesi fa, avevo promesso a un gruppo di fedelissimi lettori dell’allora Aziendenews.it (e, oggi, di PressWeb), di parlare proprio su questo blog di “quei tempi”: un omaggio e un amarcord editoriale, la cui promessa è ora mantenuta.
Di cosa trattava Aziendenews.it?
Marketing, export, organizzazione aziendale, formazione, comunicazione, trend economici, interviste a esperti, certo, ma non solo: venivano affrontati anche fatti attinenti all’attualità di allora (ricordo i miei editoriali sulla tragedia dell’11 Settembre 2001, sui venti di guerra in Iraq, sull’arrivo dell’Euro, sulle tensioni nel mondo del lavoro, su certi pseudoconsulenti incapaci, sullo scandalo delle lauree comprate e su tanti altri argomenti).
Partecipava alla redazione di Aziendenews.it un buon gruppo di collaboratori, motivati, sinceramente interessati sia alle tematiche trattate dal portale che alla scrittura.
Il feed-back positivo di molti lettori fu e resta la prova “vivente” che se un giornale on line, giorno per giorno, viene costruito e gestito con vera passione, legandolo sempre sia alle reali necessità dei propri target di riferimento e sia a tematiche di stretta attualità, i risultati non tardano ad arrivare.
Non fu certo un caso che, ma qui entro nella mia sfera professionale privata, a distanza di qualche anno dal mio incarico, quando il portale (seppur non più aggiornato dall’editore) era ancora on line (non lo è più da almeno un paio di anni, forse anche di più), mi furono proposti da una casa editrice e da una testata giornalistica settoriale la stesura di alcuni libri e la cura di alcune rubriche mensili: tutto nacque dalla lettura dei contenuti su Aziendenews.it e ciò fu un’ulteriore conferma della validità di quell’esperienza editoriale.
E non è certo un caso ciò che, di recente, mi è stato segnalato da un collega giornalista: un noto ente pubblico di ricerca, l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL), non molto tempo fa, ha realizzato e pubblicato on line sul proprio sito web un apposito studio sull’area occupazionale commerciale e marketing (“Orienta on line”) in cui sono citati molti articoli pubblicati su Aziendenews.it, in modo scrupoloso e corretto.
Per il download dello Studio ISFOL con citazioni Aziendenews:
ISFOL_Studio di area
Ai lettori dell’allora Aziendenews.it, un caro saluto.
Marco Mancinelli
PressWeB Editor

pressweb@teletu.it

Opportunità per le imprese: localizzare in Alto Adige

febbraio 25, 2010

Sviluppare nuovo business, ampliare le proprie strategie produttive e commerciali, individuare e cogliere nuove opportunità operative: anche nella criticità dell’attuale congiuntura economica, non possono che essere queste le prioritarie linee guida per il variegato mondo aziendale. Per le aziende, infatti, reagire alla crisi significa investire energie e risorse sul versante competitivo, riorganizzando il proprio approccio al mercato in uno scenario globale che muta rapidamente. Ed è sulla base di queste considerazioni che non sono rari gli esempi di aziende italiane che rivolgono il proprio sguardo verso Paesi esteri, Paesi dove insediare nuove sedi produttive. Ma, in tale contesto, anche dentro i confini nazionali, c’è una novità assoluta che rappresenta un’opportunità concreta al duplice fine della diversificazione strategica e del nuovo insediamento territoriale: l’Alto Adige. In virtù di una cospicua serie di incentivi, l’Alto Adige è diventata la migliore provincia italiana per fare impresa e, dal 2009, vi è stata attivata una nuova struttura competente in tutte le questioni legate alle aree produttive e agli insediamenti. La nuova società provinciale per la promozione territoriale e l’insediamento di imprese è la BLS, Business Location Sudtirol – Alto Adige, con sede a Bolzano. BLS, società interamente a capitale pubblico, fornisce servizi specialistici alle aziende locali, nazionali e internazionali interessate a realizzare un proprio insediamento produttivo in Alto Adige. “BLS fornisce sostegno e assistenza a 360 gradi durante tutto il processo di insediamento e oltre”, sottolinea il direttore della società, Ulrich Stofner, “e funge da nuovo partner di riferimento per gli imprenditori interessati ad insediarsi in Alto Adige”. I punti di forza sono particolarmente tangibili: la strategica posizione geografica, la particolare realtà plurilingue e pluriculturale, oltre all’oculatezza dimostrata dalle locali pubbliche amministrazioni, fanno dell’Alto Adige anche un importante ponte verso importanti mercati europei. In tema di eccellenze produttive, risultano di particolare valore i risultati raggiunti dall’Alto Adige nei settori dell’energia rinnovabile e dell’efficienza energetica, settori ormai consolidati dall’economia altoatesina, il cui territorio si attesta al primo posto nell’utilizzo di energia rinnovabile e nell’impegno per il risparmio energetico. L’Alto Adige, dunque, risulta una localizzazione economica capace di assicurare alle imprese importanti livelli di performance, agevolati anche dalla strategica posizione geografica tra due grandi mercati (Italia e Paesi di lingua tedesca). Oltre a ciò, per le imprese che si insediano in Alto Adige, non sono assolutamente marginali gli aspetti relativi alle agevolazioni e ai finanziamenti, sia a fondo perduto che sotto forma di contributi in conto capitale e di mutui agevolati, alla contenuta pressione fiscale, alla qualità complessiva e all’eccellenza tecnologica. È sulla base di questi aspetti prioritari che l’Alto Adige ha iniziato a promuoversi anche come un vero e proprio brand per la localizzazione mirata di imprese di ogni dimensione operanti nei settori dell’industria, dell’artigianato, del commercio e anche dei servizi, coniugando tra di loro i valori del know-how, dell’efficienza e della qualità.

Marco Mancinelli – PressWeb Editor

Per ulteriori informazioni:
http://www.bls.info/it/