La frammentazione della professione giornalistica

ottobre 29, 2010
Giornalismo: il lato emerso della professione. Una ricerca sulla condizione dei giornalisti italiani visibili”: è questo il tema di uno studio realizzato da LSDI (Libertà di Stampa, Diritto all’Informazione) sulla base dei dati forniti dall’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani), dall’Ordine dei Giornalisti e dalla FNSI, il sindacato unitario della stampa italiana. L’indagine evidenzia il profilo della professione in Italia attraverso l’analisi di tutti i dati di carattere occupazionale, contrattuale e previdenziale dei giornalisti “visibili” ufficialmente, ammontanti a meno della metà degli iscritti all’Ordine (49.239 su 108.437, dati aggiornati al 31 Dicembre 2009). Emerge l’immagine di una professione decisamente frammentata, con status professionali ed economici alquanto variegati e con differenze, non di rado, molto profonde fra i vari segmenti che la compongono. La ricerca, oltre a segnalare l’esistenza di un numero rilevante di giornalisti del tutto “invisibili” sul piano contrattuale, conferma anche l’esistenza di una vistosa spaccatura fra il lavoro dipendente (che, in prevalenza, opera dentro le redazioni) e il lavoro autonomo, tipologia, quest’ultima, che nell’industria editoriale cresce e diventa sempre più vitale per l’intera macchina dell’informazione, ma che non riesce ad acquisire una vera e concreta dignità sul versante professionale. Questi importanti aspetti verranno discussi, nell’ambito di un incontro pubblico che si terrà la mattina del 4 Novembre, a Roma, nella sala “Walter Tobagi” della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dal Presidente dell’INPGI Andrea Camporese, dal Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino, dal Segretario Generale e dal Presidente della FNSI, Franco Siddi e Roberto Natale, oltre che dagli autori dell’indagine, Pino Rea e Vittorio Pasteris. Sono previsti anche gli interventi di Arianna Ciccone (Coordinatrice del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia) e di Antonio Tombolini (Amministratore Delegato della casa editrice Simplicissimus).


Marco Mancinelli
PressWeB Editor
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Managers, scarsa fiducia nei social media

ottobre 27, 2010
I top managers ripongono una scarsa fiducia nei social media: è quanto risulta da una recente indagine internazionale realizzata dalla multinazionale delle relazioni pubbliche Weber Shandwick e che ha interessato 60 amministratori delegati delle più importanti imprese a livello mondiale (sono stati intervistati 20 top managers statunitensi, 27 europei, 9 asiatici e 4 sudamericani). Dall’indagine, emerge che il 64% dei managers a capo delle più grandi realtà aziendali internazionali non è presente in modo attivo sui social media: ad essere preferiti sono i canali più tradizionali, quali i giornali quotidiani, le riviste di settore, i seminari universitari e le conferenze. La scarsa fiducia espressa dagli interpellati nell’ambito della ricerca condotta da Weber Shandwick pare derivare dalla difficoltà riscontrate sul versante del calcolo relativo al ritorno sugli investimenti nei new media, ma va anche detto che sul dato complessivo riscontrato incide in modo significativo la non elevata dimestichezza con i nuovi mezzi di comunicazione da parte dei managers di età più avanzata. 

Marco Mancinelli
PressWeB Editor


Proclamati i sei vincitori delle migliori Web Tv 2010

ottobre 27, 2010

 

TiVoglioCosì è il primo premio italiano dedicato al nuovo mondo delle web tv realizzato da TiVoglioDigitale.it con la collaborazione del MEI – Meeting degli indipendenti. Dopo una prima fase di votazione online, effettuata dagli utenti della piattaforma www.tivogliodigitale.it, che hanno scelto fra le oltre 500 web tv le 25 finaliste, la giuria di qualità, composta da giornalisti, esperti stranieri, community, creativi, utenti virtuosi, comunicatori, operatori del settore e responsabili MEI, ha decretato come Migliore Web Tv del 2010 la piattaforma DeAbyDay http://www.deabyday.tv/, una Web Tv decisamente utile e ricca di interessanti contenuti.

Assegnati anche i premi speciali riservati alle altre categorie:

Books Web Tv (http://www.booksweb.tv/) è la Web Tv Più Efficace,
Exibart TV (
http://tv.exibart.com/) è la Più Creativa,
YouImpact (
http://www.youimpact.it/) la Più Innovativa;
You Reporter (
http://www.youreporter.it/) la Più Interattiva;
Artivi Tv (
http://www.artivi.com/) è la Web Tv Estera Più interessante.

Tutti i premi saranno consegnati nell’ambito del MEI 2010, il pomeriggio di Sabato 27 Novembre, all’interno di “MusicLab”, importante incontro incentrato sul rapporto esistente fra Musica, Internet, nuove tecnologie e nuovi media.

Lo sviluppo dei nuovi canali comunicativi del futuro, dunque, sembra sempre più incentrato anche sulla grande autostrada telematica: è legittimo ipotizzare un nuovo slancio e nuovi spazi per le attività di comunicazione e di informazione.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

 


Booksweb.tv vince il Premio Italiano alla Web Tv Più Semplice ed Efficace

ottobre 18, 2010
La cultura letteraria e la profonda passione per la lettura che ha sempre contraddistinto Booksweb.tv (web tv di presentazione, approfondimento e incontro tra lettore, libro e autore) ha ottenuto un significativo riconoscimento: il Premio Italiano alla Web Tv Sezione Più Semplice ed Efficace, organizzato da TiVoglioDigitale.it in collaborazione con il MEI (Meeting degli Indipendenti).
Booksweb.tv, on line dall’1 Dicembre 2007 con Alessandra Casella direttore editoriale, è ormai diventata un vero e proprio punto di riferimento per tutti gli amanti della lettura e per gli addetti ai lavori, forte dei suoi canali tematici ricchi di interviste e di approfondimenti.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

 


Cresce il numero dei giornalisti uccisi nel mondo

ottobre 6, 2010
Secondo l’ultimo rapporto diffuso dall’organizzazione non governativa PEC (Press Emblem Campaign), fino a primi giorni dell’Ottobre 2010, sono almeno 92 i giornalisti uccisi in 33 Paesi.
Di recente, la Press Emblem Campaign ha inviato un appello urgente a tutte le parti interessate precisando il fatto che, nonostante gli sforzi fino ad oggi profusi per ridimensionare il tragico fenomeno, il numero delle vittime tra i giornalisti avvenute nell’anno in corso mostra un preoccupante aumento pari al 25% rispetto allo stesso periodo di riferimento (72 giornalisti) dell’anno scorso.

Marco Mancinelli
PressWeB Editor


Incontro con Domingo Villar, scrittore

ottobre 4, 2010

Domingo Villar

Il mondo interiore di uno scrittore è capace di offrire nuove chiavi di lettura del mondo letterario e del proprio contesto: è proprio questo che si percepisce distintamente parlando con Domingo Villar, scrittore spagnolo che, da molti anni, vive a Madrid, ma che, ci tiene rimarcarlo, è legatissimo al suo luogo natio, alla Galizia. Lo incontro presso Villa Greppi, a Monticello Brianza, luogo dove è in corso di svolgimento la nona edizione del festival della letteratura noir “La Passione per il delitto”. Domingo Villar, classe 1971, ha appena terminato di presentare al pubblico del festival il suo ultimo libro, “La spiaggia degli affogati” (Kowalski). Il libro è così presentato nella brochure del festival: “Galizia, Ottobre. Una volta che i turisti hanno lasciato le spiagge, sulla costa del Nord della Spagna non restano che il clima uggioso e la vita dura dei pescatori che si svegliano all’alba per andare in mare e, poi, nel pomeriggio, ammazzano il tempo e la nebbia bevendo vino nelle taverne. Quando, però, l’ultimo acquazzone lascia sulla spiaggia il cadavere del marinaio Justo Castelo, la malinconica e taciturna comunità di Panxón deve rinunciare ai suoi silenzi: quello che, a prima vista, sembrava un suicidio, si rivela, infatti, un delitto ben mascherato”. Quando gli chiedo del suo rapporto con la scrittura, Domingo mi parla e con grande passione dell’importanza che, nei suoi libri, attribuisce ai dialoghi, alla gente della sua amata e mai dimenticata Galizia: un mix armonioso finalizzato a raccontare, certo, una storia di investigazione criminale, ma anche a farlo sentire ancora là, proprio là, nei luoghi dove è nato e ha vissuto fino all’età di diciotto anni, luoghi che definisce essere “il paradiso perduto”. “Scrivere”, mi dice, “è per me un modo per farmi riflettere, per pensare e per emozionarmi. Prima dei lettori, devo essere io a pensare ed emozionarmi, altrimenti, il tutto non funziona”. Per Domingo Villar, fare lo scrittore significa tenere “la bocca chiusa, ma le orecchie e gli occhi sempre molto ben aperti”, perché è così che si trae la giusta ispirazione per scrivere un libro: “essere scrittore è vivere un processo personale permanente”. Affascinato dal binomio fantasia/realtà, lo scrittore originario della Galizia sottolinea che è comunque la fantasia a doversi sprigionare dai suoi pensieri e dalla sua percezione riferita alla realtà circostante. Sempre più incuriosito dal suo mondo, dalla sua voglia di sognare e di far sognare con i suoi romanzi, oltre che piacevolmente sorpreso dalla sua grande affabilità, gli chiedo cosa leggesse da giovanissimo, quando abitava in Galizia: “Salgari, Stevenson e Verne, perché affascinato dall’avventura e dalla fantasia”. Passando ai contemporanei, aggiunge “Ah, mi piace molto anche il vostro Camilleri, grandissimo!”. Tornando alla sua attività di scrittore, mi racconta che impiega circa tre anni per scrivere un libro, perché è proprio durante la scrittura che ogni singola storia si arricchisce costantemente di dettagli, di personaggi e di avvenimenti nuovi. Prima di salutarci, Domingo oltre ad accennare con piacere alla rubrica radiofonica settimanale che lo vede impegnato a parlare di letteratura alla Radio Nacional de España, tiene a dirmi “Per me, essere qui, al festival, è un’esperienza interessante, perché mi piace confrontarmi con gli altri autori, conoscere il feed-back proveniente dai lettori e, soprattutto, parlare di letteratura fino a tarda notte con gli altri scrittori presenti, magari davanti a un buon bicchiere di vino”.
Hasta pronto, Domingo, muchas gracias y buena suerte por todo.


Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Per i direttori responsabili di giornali on line, nessuna responsabilità per omesso controllo

ottobre 4, 2010
Il direttore di un giornale on line non può essere chiamato a rispondere di “omesso controllo” in caso di pubblicazioni, sul sito web da lui diretto, dai contenuti diffamatori: ciò è quanto è stato stabilito dalla Corte di Cassazione, la quale ha sottolineato come il reato previsto dall’art. 57 del Codice Penale, che punisce i direttori per non aver vigilato sul contenuto delle pubblicazioni, non possa essere applicato al canale Internet in quanto ciò è espressamente previsto soltanto per la carta stampata.
Ecco la sentenza della V Sezione Penale della Corte di Cassazione: “L’articolo 57 del Codice Penale punisce il direttore del giornale che colposamente non impedisca che, tramite lo pubblicazione del giornale, siano commessi reati. Il dettato dell’articolo 57 del Codice Penale non è applicabile al cosiddetto giornale telematico. La lettera della legge e la sua ratio fanno riferimento al concetto di stampa, concetto nel quale non può essere ricompresa l’informazione on line. Né può pensarsi a una interpretazione analogica, trattandosi, evidentemente di analogia in malam partem. Sul punto, dottrina e giurisprudenza sono concordi”.
Appare più che legittimo ipotizzare l’apertura di un dibattito fino ad oggi inedito, dibattito che vedrà protagonisti giornalisti ed editori on line, giuristi e osservatori dell’informazione che transita per la grande rete telematica.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor