Il racconto giornalistico della tecnologia

febbraio 6, 2017

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Nell’epoca dei social networks, dell’ineluttabile avanzata del mondo digitale e dei nuovi strumenti tecnologici, il racconto giornalistico della tecnologia è necessariamente chiamato a evidenziare la portata effettiva delle innovazioni, abbinando le 5 W (Who, What, When, Where, Why) al Plus, cioè al valore aggiunto che, almeno potenzialmente, è insito negli strumenti in esame.

Il crescente affollamento delle informazioni che popolano il web, tra le tante conseguenze, funge non d rado da viatico per una strisciante confusione indotta anche da modalità di racconto non sufficientemente focalizzate sulle caratteristiche effettive dei nuovi strumenti tecnologici, caratteristiche non soltanto ed esclusivamente tecniche, ma anche di approccio personale, collettivo e culturale rivolto agli strumenti stessi.

Soffermarsi sul come, per esempio, certi nuovi strumenti vengono presentati dai produttori e dalle rispettive campagne promozionali rischia di non offrire uno sguardo approfondito in merito alle peculiarità che differenziano un’innovazione da un’altra.

Andare in profondità non significa necessariamente addentrarsi, nell’ambito del racconto giornalistico, in omeriche descrizioni squisitamente tecniche, ma evidenziare quali bisogni, vecchi e nuovi, un determinato tool è orientato a soddisfare, se non addirittura ad anticipare.

La filosofia e la mission dalle quali trae origine un nuovo tool sono, al tempo stesso, importanti per comprendere le sue reali applicazioni nell’ambito del vissuto quotidiano di un consumer privato e di una realtà aziendale o professionali.

Inoltre, raccontare la tecnologia, almeno in parte, significa anche raccontare la società contemporanea e i trends che ne qualificano le dinamiche sociali ed economiche.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Dal festival di narrazione poliziesca, qualità e contenuti della scrittura

ottobre 17, 2016

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La quindicesima edizione del festival di narrazione poliziesca La Passione per il Delitto, organizzato dalla giornalista Paola Pioppi, e svoltosi presso il centro espositivo LarioFiere di Erba, ha confermato, di fatto, la propria essenza improntata alla qualità dei contenuti: dai vari incontri con gli autori e con le autrici di libri noir che si sono alternati sul palco della kermesse, sono emersi molti spunti e molte chiavi di lettura attinenti al mondo di questo particolare quanto appassionante genere letterario.

Gli scrittori e le scrittrici presenti hanno avuto modo non soltanto di illustrare i propri libri, ma anche di raccontarsi sia sotto il profilo letterario che sotto quello personale: in particolare, è proprio da quest’ultimo aspetto, fatto di esperienze, sensibilità e spirito di osservazione che, in ampia prevalenza, scaturisce il processo creativo della scrittura che, con modalità frequente, offre significativi richiami alla realtà dei nostri giorni.

Come ogni anno, dunque, uno degli aspetti più significativi che caratterizza La Passione per il Delitto è insito nell’ascoltare gli autori e le autrici perché ciò permette di entrare dentro i rispettivi processi creativi nell’ambito della scrittura e della narrazione: si tratta di un valore non soltanto culturale, ma anche esperienziale.

Protagonisti sono gli scrittori e le scrittrici, certo, ma anche la scrittura come strumento principe di comunicazione, di narrazione e di condivisione di storie, di immagini e di luoghi filtrati attraverso anche la sensibilità e la visione di chi scrive libri noir.

Durante i due giorni del festival, inoltre, di grande impatto si sono rivelate le fotografie in mostra del fotoreporter Mattia Vacca e del fotografo/blogger Fabrizio Galli, a riprova che anche lo scatto fotografico, quando è contestualizzato e orientato a cogliere istanti densi di senso, è capace non soltanto di offrire suggestioni, ma anche di comunicare e di raccontare storie.

Storie che suscitano attenzione, riflessione e passione.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor 
pressweb@teletu.it


In arrivo la 15esima edizione del festival di narrativa poliziesca “La Passione per il Delitto”

ottobre 12, 2016

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Il festival di narrativa poliziesca La Passione per il Delitto, giunto con successo alla sua 15esima edizione e organizzato dalla giornalista Paola Pioppi, offre anche quest’anno una due giorni no stop, da Sabato 15 a Domenica 16 Ottobre, di incontri letterari, fotografia, cucina e didattica all’insegna della contaminazione, presso il centro espositivo e congressuale Lariofiere di Erba.

Il festival è una delle manifestazioni dedicate alla narrativa di genere più longeve in Italia, la cui prima edizione risale al 2002.

Per raccontarlo in numeri, 550 sono gli ospiti che hanno presenziato nelle quattordici edizioni passate, oltre 40.000 le presenze di pubblico, 230 incontri complessivi con autori italiani e stranieri, 60 laboratori per bambini, 13 mostre d’arte con più di 100 artisti coinvolti.

Una storia importante che testimonia l’interesse, ancora forte, per il genere letterario noir e poliziesco che richiama ogni anno numerosi appassionati.

Il programma dell’edizione 2016 parte come sempre sulla centralità delle opere letterarie di genere, pubblicate in Italia nel corso dell’ultimo anno, attraverso incontri con autori di notorietà nazionale.

Tra queste, le ultime proposte di piccole e promettenti case editrici, capaci di proporre al mercato e ai lettori nuove voci inedite e interessanti.

Ma c’è di più: oltre alle presentazioni, sono previsti eventi e iniziative capaci di dare la dimensione del festival.

L’edizione 2016 si apre Sabato 15 Ottobre alle ore 14 con il corso di scrittura, a partecipazione gratuita fino a esaurimento posti intitolato, “Raccontare una storia. Trame, personaggi, scrittura”.

Il corso è tenuto da Franco Limardi, scrittore, giornalista, sceneggiatore e docente di corsi di scrittura.

Segue alle ore 16 il corso dal titolo “Raccontare una storia. Le immagini”.

Fotografie che racchiudono una storia: un percorso a ritroso che parte dallo scatto, ritratto di un momento da cui si sviluppa il racconto dell’accadimento e di chi ne è stato protagonista.

Il relatore è Mattia Vacca, fotogiornalista impegnato per le principali testate giornalistiche italiane e straniere.

Entrambi i corsi, a partecipazione gratuita con iscrizione, sono validi per il riconoscimento dei crediti formativi per giornalisti attraverso la piattaforma Sigef.

Inoltre, durante tutta la durata del festival, da non perdere è la suggestiva mostra fotografica di Fabrizio GalliLuoghi di lettura

La giornata di Domenica 16 Ottobre si apre alle ore 13 con l’incontro “Come ti cucino un giallo”: racconti, libri e cucina con lo showcooking di Federica Camperi, cuoca a domicilio con il nome Incomincia per C.

Intervengono Emilio Martini (dalla penna di Elena e Michela Martignoni) con “Il mistero della gazza ladra. Le indagini del commissario Bertè” (Corbaccio) e Cristina Rava con “Quando finiscono le ombre” (Garzanti).

L’incontro è moderato dalla giornalista Katia Trinca Colonel. Al termine dell’incontro verrà servito un piatto rigorosamente giallo.

Segue alle 14.30 il dialogo a due voci, moderato da Elisabetta Bucciarelli, tra: Claudio Morandini con “Neve, cane, piede” (Exorma) e Andrea Fazioli con “L’arte del fallimento” (Guanda).

Alle 15.30, salgono sul palco Antonio Fusco con “Il metodo della fenice” (Giunti), Claudio Metallo con “come una foglia al vento” (CasaSirio), Paolo Restuccia con “Io sono Kurt” (Fazi).

Modera l’incontro Carmen Legnante con Carolina Crespi.

Alle 16.30, torna lo showcooking di Federica Camperi che accompagna le presentazioni di Nicoletta Sipos con “La promessa del tramonto” (Garzanti), Silvia Avanzato con “Anemone al buio” (Fazi).

Modera Antonella Bavetta.

La giornata di incontri prosegue alle 17.30 con un nuovo dialogo a tre voci, moderato da Paolo Moretti e Marco Proserpio, tra Cosimo Argentina con “L’umano sistema fognario” (Manni), Antonio Zamberletti con “Cascina smorta” (Runa) e Filippo Fornari con il nuovissimo “Omicidi all’Isola, nevrotico erotico blues” (Todaro).

La quindicesima edizione del festival si chiude alle 18.30 con la Banda Putiferio e lo spettacolo “Liscio assassino, dalla galera alla balera”: racconti, poesie e canzoni ambientati nei vicoli bui del giallo e del noir.

Ideato da Daniele Manini e Roberto Barbini, porta sul palco scrittori, cantanti e musicisti per una grande performance artistica.

La serata erbese vede la partecipazione degli scrittori Gianluca Mercadante e Samuel Giorgi.

Infine, come da tradizione, alle ore 19.30, risotto giallo e brindisi collettivo.

I numeri delle edizioni passate, congiuntamente alla qualità del programma dell’edizione 2016, parlano chiaro: il festival di narrativa poliziesca rappresenta una vera e propria eccellenza italiana nell’ambito della letteratura di genere e della cultura di cui essa è portatrice.

Protagonista è il mondo della scrittura, calato in diversi ambiti e accezioni, con significativi richiami al mondo musicale, teatrale e della gastronomia di alta qualità.

Incontrare gli scrittori, ascoltarne i motivi ispiratori e dialogare con essi crea un clima denso di stimoli rivolti, in particolare, alla scrittura, alla lettura, alla creatività e, in particolare, alla cultura non esclusivamente di tipo letterario.

Il festival La Passione per il Delitto, quindi, conferma il proprio ruolo di testimone di una molteplicità di concetti valoriali basati sia sulla lettura che sulla scrittura di qualità.

Informazioni: 
Ingresso gratuito, compresa la partecipazione ai corsi (fino ad esaurimento posti)
redazione@lapassioneperildelitto.it
www.lapassioneperildelitto.it
Libreria del Festival
: Libri al 7 di Carugo (Como)

Social: 
È possibile seguire il festival attraverso:
Facebook (Lapassioneperildelitto)
Twitter #passionedelitto15 

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Internazionale a Ferrara 2016

settembre 26, 2016
Internazionale a Ferrara 2016

                            

Da Venerdì 30 Settembre a Domenica 2 Ottobre, torna Internazionale a Ferrara, il festival del giornalismo organizzato dalla rivista Internazionale.
Con giornalisti italiani ed esteri, si parlerà di informazione, attualità, economia, letteratura e fotografia: nell’agenda dell’edizione 2016, 240 ospiti, 31 Paesi, 60 testate giornalistiche e 120 incontri.
Tra le tante personalità di spicco del mondo del giornalismo e della cultura, saranno presenti Corrado Formigli, Gad Lerner, Moni Ovadia, Tullio De Mauro, Marco Mancassola, Alessio Jacona, David Randall, David Rieff, Luca Sofri, Daria Bignardi, Giampiero Gramaglia, Loris De Filippi, Jonathan Freedland, John Hooper e Dan Savage.
Nelle varie location del festival, avranno luogo dibattiti, conferenze, workshop e una cospicua serie di eventi artistici.
Tra i più significativi momenti del Festival, da segnalare l’incontro con Hossam Bahgat, giornalista e attivista egiziano che riceverà il Premio Anna Politkovskaja alla presenza dei genitori di Giulio Regeni.
Anche quest’anno, Internazionale a Ferrara, manifestazione giunta alla decima edizione, trasformerà la città estense in una grande newsroom capace di richiamare migliaia di appassionati di media e cultura.

Programma Internazionale a Ferrara 2016

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Reading in libreria per la libertà di scrittura dedicato ad Aslı Erdoğan

settembre 15, 2016

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Asli Erdoğan, nata nel 1967, è una scrittrice e giornalista turca.
Scienziata del Cern, attraverso le proprie attività editoriali, ha sempre lottato per la libertà.
Dallo scorso 16 Agosto, Asli è detenuta presso il carcere di Istanbul con le pretestuose accuse di propaganda e appartenenza a un’organizzazione terrorista e di incitazione al disordine.
Il suo arresto è avvenuto in concomitanza con la chiusura del quotidiano Özgür Gündem, accusato dal pubblico ministero di aver fatto propaganda a favore dei ribelli separatisti curdi del Pkk.
Altri 11 giornalisti sono stati arrestati insieme ad Asli Erdoğan.
Questi arresti fanno parte di un’ampia azione dittatoriale che, ormai da oltre un mese, il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan sta mettendo in atto: si tratta di un’azione gravissima che mira a colpire i fondamentali diritti sia della libertà di stampa che della libertà di espressione.
Il mondo dell’editoria si è mosso per cercare di attirare l’attenzione su questi fatti così gravi.
Allo stesso tempo, sono state fatte petizioni a favore della scrittrice turca e vengono organizzate letture dei suoi libri.
Anche in Italia, su iniziativa della libreria Modusvivendi di Palermo, si vuole fare qualcosa per denunciare alla pubblica opinione la gravissima violazione di un diritto così importante.
Tra il 20 e il 24 Settembre, moltissime librerie di tutta Italia organizzeranno una lettura condivisa dell’unico libro della Erdogan edito in Italia, Il mandarino meraviglioso (Keller editore): saranno momenti di condivisione delle belle e intense parole che l’autrice scrive nei suoi libri e che, spesso,  rimandano ai concetti di libertà, esilio, appartenenza e nostalgia.
PressWeb seguirà, in particolare, l’evento reading presso la libreria Libri al Sette, a Carugo, in provincia di Como, organizzato con grande passione dalla titolare Carmen Legnante e prevista per Martedì 20 Settembre alle ore 21. Dai vari partecipanti che si alterneranno nel corso della serata, verranno letti alcuni brani tratti dal libro “Il mandarino meraviglioso” e si parlerà di libertà e scrittura.

Per Asli e per la libertà di espressione, di stampa e di scrittura.

Informazioni:
http://www.librialsette.it/wp/?p=2692

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Cancellata la norma che prevedeva 9 anni di carcere per i giornalisti colpevoli di diffamazione a politici e a magistrati. Almeno, per ora…

giugno 24, 2016

Cancellata la norma che prevedeva 9 anni di carcere per i giornalisti colpevoli di diffamazione a politici e a magistrati. Almeno, per ora...

Dopo giorni di forti polemiche, i giornalisti italiani possono dirsi salvi (almeno, al momento): infatti, con il primo sì espresso dal Senato della Repubblica, è stata ritirata la norma che prevedeva fino a 9 anni di carcere per i giornalisti che avessero diffamato politici o magistrati (mentre, per lo stesso reato commesso nei confronti di un semplice cittadino, ricordiamolo sempre, si preveda una pena fino a 6 anni e chissà perché tale disparità…).

Viene eliminato, dunque, il reato di diffamazione a mezzo stampa dalla proposta di legge in materia di contrasto al fenomeno delle intimidazioni ai danni dei politici, degli amministratori locali e dei magistrati, approvato con 180 voti a favore, 0 contrari e 43 astenuti, fra i quali spiccano parlamentari appartenenti alla Lega e al Movimento 5 Stelle.

Ora, l’esame del provvedimento passerà alla Camera dei Deputati.

Con il Ddl approvato, si è inteso intervenire su norme già esistenti, come quelle previste dell’articolo n. 338 del codice penale sulle violenze o minacce a un “corpo politico amministrativo o giudiziario”.

In questo caso, l’articolo in questione viene modificato estendendo la tutela giuridica ai “singoli componenti” dei corpi elencati nel codice.

Come si è già avuto occasione di rimarcare su PressWeb, la clausola che prevedeva fino a 9 anni di carcere per i giornalisti era stata inserita in Commissione Giustizia e aveva, fin da subito, provocato aspre polemiche da parte degli enti di categoria dei giornalisti che avevano ravvisato, nel provvedimento in questione, il rischio di una legge decisamente non uguale per tutti: un fatto gravissimo e, con ogni probabilità, senza precedenti nell’ambito dello Stato di Diritto.

Al momento, pare dissolversi una delle più insensata e inique norme che, di fatto e non sulla base di una semplice ipotesi, ponevano su un piano diverso politici (in primis) e magistrati da un lato e, dall’altro, i “semplici” privati cittadini.

Quindi, la faccenda sembra andare verso una ricomposizione rispettosa del principio costituzionale che sancisce che ogni cittadino è uguale davanti alla legge (Articolo 3: “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”).

Sperando che qualche altro politico di qualsiasi area non voglia distinguersi con qualche altra bella pensata creativa.


Marco Mancinelli
press.web@teletu.it


9 anni per diffamazione a mezzo stampa: trattamento speciale per la casta dei politici

maggio 27, 2016

9 anni per diffamazione a mezzo stampa_trattamento speciale per la casta dei politici

È ufficiale: per i politici italiani, esistono cittadini di Serie A e cittadini di Serie B.

Di fatto, è quanto emerge dalla recente vicenda parlamentare, datata 3 Maggio 2016, che ha visto la Commissione Giustizia del Senato della Repubblica approvare quasi all’unanimità (forse, soltanto un voto contrario…) una norma (articolo 339 bis del Codice Penale) che prevede il carcere fino a 9 per il giornalista che diffama a mezzo stampa un politico o un magistrato.

Invece, il giornalista che scrive cose sbagliate su un cittadino qualunque rischia una condanna fino a 6 anni di reclusione.

La vicenda ha dell’incredibile, eppure ciò è quanto accaduto: ancora una volta e senza farsi tanti scrupoli, la classe politica italiana (la casta per eccellenza) si impegna fattivamente per tirare un ulteriore calcio in faccia al mondo dell’informazione e lo fa in modo che definire offensivo nei riguardi della società civile è un estremo eufemismo.

L’unanimità del voto, poi, la dice lunga, molto lunga sulla sostanziale tendenza all’omologazione di un certo modus operandi da parte di tutti (proprio tutti) i gruppi politici eletti dai cittadini italiani.

Va detto che le reazioni a questa grave novità illiberale non sono mancate: in particolare, il Comitato esecutivo dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, riunitosi a Roma, ha subito osservato che, da una parte, viene sbandierata come già compiuta (ma di fatto insabbiata) l’abolizione del carcere per la diffamazione a mezzo stampa e, dall’altra parte, con un vero e proprio colpo di mano, vengono inasprite le pene previste determinando una inaudita disparità di trattamento tra politici e magistrati (considerandoli cittadini di Serie A) e tutti gli altri (cittadini di Serie B).

Appare assai ridicola la motivazione espressa da alcuni esponenti politici in base alla quale il provvedimento trae origine dalla necessaria tutela degli amministratori pubblici nei confronti di intimidazioni, di violenze o di minacce finalizzate a ostacolarne o bloccarne il mandato.

Come dichiarato dai vertici dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti, “in realtà, si accentua il tentativo di intimidire i giornalisti, limitando il diritto dei cittadini ad essere informati”.

Nel provvedimento, nemmeno una riga a tutela dei tanti giornalisti bersagliati dalle cosiddette “querele temerarie”, dalle minacce e dalle intimidazioni di vario genere.

Il prossimo passaggio tocca all’aula del Senato.

Va detto che appare ulteriormente ridicolo e fortemente ipocrita che, ora, come viene riportato da alcuni organi di stampa, qualche membro della Commissione Giustizia accenni qualche timido tentativo di fare marcia indietro (?) o affermi (roba da cabaret di quarta categoria) di non ricordare cosa abbia votato.

Complimenti vivissimi a Tutti.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it