Giornalismo aumentato e in evoluzione

ottobre 13, 2017

Il libro scritto da Giorgio Triani, “Giornalismo aumentato. Attualità e scenari di una professione in rivoluzione”, mette in risalto lo scenario del giornalismo e dell’informazione contemporanei, sempre più sottoposti a profondi mutamenti. Infatti, sembra sempre più raro il giornalismo degli inviati speciali, dei fotoreporter, del microfono in mano e la telecamere in spalla. Delle corse sui luoghi degli eventi per essere i primi sulla notizia. Al suo posto, una schiera di giornalisti e di comunicatori di nuovissima generazione: sono gli infocitizen, i bloggers, youtubers, stotytellers, social reporters. Si tratta di figure ibride, così come lo è l’intero ecosistema dell’informazione.

I modelli di produzione e distribuzione non sono più le aziende editoriali classiche, le redazioni contigue alle tipografie, le edicole, i grandi studi radio-televisivi centralizzati. È invece il web che ha progressivamente disintermediato i media tradizionali e ridotto il valore delle notizie, dunque, del giornalismo come professione in sé. Le news on line sono commodities: girano libere e, rimbalzando da un sito all’altro, da un blog a un aggregatore di news, sono non di rado fuori controllo. E le fake news sono il malefico sottoprodotto dell’informazione al tempo dei social network e della post-verità.

È un giornalismo aumentato quello che vede imporsi nuovi modelli in cui scrivere e pubblicare sono un unico gesto. L’acceso agli archivi, alle agenzie, agli eventi in corso e ai dati è istantaneo. La visualizzazione, i video, le immagini sono la nuova narrazione. Insomma, la professione si disperde nei nuovi ambiti dello storytelling, del brand reporting e del data journalism. Un giornalismo ubiquo, forse 3.0 o, addirittura, 4.0, che permette di essere ovunque e in tempo reale, senza però esserci fisicamente. Giornalisti e comunicatori sono prossimi o già entrati nell’era dell’extra media.

Questo libro corale, edito da Franco Angeli, raccoglie la sfida di mostrare i vari aspetti di questa rivoluzione, fornendo uno strumento di scenario e di orientamento, utile per gli studenti dei corsi di laurea in comunicazione e delle scuole di giornalismo, ma anche per i professionisti e per tutti i creatori e fruitori di informazione.

Ma, soprattutto, è l’ennesima e importante conferma che la professione giornalistica vive una fase di vera e propria rivoluzione permanente.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

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La Passione per il Delitto 2017: scrittura noir ancora alla ribalta

ottobre 13, 2017

Oltre trenta ospiti in due giorni, tra scrittori, giornalisti, saggisti. Una carrellata intensa di autori e libri di genere usciti nell’ultimo anno, affiancati da mostre, spettacoli musicali, concorsi e incursioni culinarie:

giunto con successo alla sua 16esima edizione, torna anche quest’anno il festival di narrativa gialla e noir La Passione per il Delitto offrendo al suo folto pubblico di appassionati un fine settimana (Sabato 14 e Domenica 15 Ottobre) di incontri letterari, concorsi, cucina in giallo e musica all’insegna della contaminazione dei generi, all’interno del Centro Espositivo e Congressuale Lariofiere di Erba, in provincia di Como.

Il Festival, organizzato dalla giornalista Paola Pioppi, si conferma come una delle manifestazioni dedicate alla narrativa di genere più longeve in Italia, la cui prima edizione risale al 2002. Per raccontarlo in numeri, 580 sono gli ospiti che hanno presenziato nelle quindici edizioni passate, oltre 50.000 le presenze di pubblico, 250 incontri complessivi con autori italiani e stranieri, 60 laboratori per bambini, 15 mostre d’arte con più di 100 artisti coinvolti. Una storia importante che testimonia l’interesse, ancora forte, per il genere letterario noir e poliziesco che richiama ogni anno numerosi appassionati.

Il programma dell’edizione 2017 è ricco di proposte narrative delle più note case editrici italiane ma anche di piccole ed esordienti, capaci di proporre al mercato e ai lettori nuove voci inedite e interessanti. L’edizione 2017, in particolare, è particolarmente ricca di ospiti e di presentazioni.

Il Festival, oltre ai consueti incontri con gli autori più interessanti della narrativa di genere italiana propone, quest’anno, due curiosi concorsi: “Poesie dorsali gialle e noir” e “Selfie alla Passione. Io e il mio libro su Instagram”. Al primo concorso è possibile partecipare creando una propria composizione che utilizzi libri di genere: gialli, noir o thriller impilati fino a formare, attraverso i loro titoli (8 al massimo) una brevissima trama. Questa è la poesia dorsale, che nasce dai dorsi dei libri e non dai titoli. Le poesie saranno votate da una giuria di scrittori e giornalisti e i primi tre classificati saranno premiati in diretta durante il festival ottenendo un attestato e buoni per l’acquisto di libri.

Per partecipare, invece, al secondo concorso proposto “Selfie alla Passione” prevede di scattare un selfie con il libro del festival che più è piaciuto. Sarà, infatti, allestita una postazione dove il pubblico potrà scattare i selfie da postare il giorno stesso su Instagram con hastag #passionedelitto2017selfie. La foto che otterrà il maggior numero di like nella settimana successiva, sarà proclamata vincitrice il 22 ottobre e avrà in premio un buono per l’acquisto di libri.

Entrando nel vivo del festival, l’edizione 2017 si apre Sabato 14 Ottobre alle ore 14.00 con Elisa Pazè, magistrato e sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Torino, che presenta il saggio “Giustizia Roba da ricchi” edito da Laterza. L’incontro è moderato dall’avvocato Roberto Rallo e dal giornalista Mauro Migliavada. Segue alle ore 16.00 l’incontro con lo scrittore Gioacchino Criaco che presenta il libro “Anime Nere” (Rubettino) da cui è stato tratto il premiatissimo film di Francesco Nunzi, Anime Nere. L’incontro è moderato dai giornalisti Piero Colaprico e Paolo Moretti.

Entrambi gli incontri sono validi per l’ottenimento dei crediti formativi obbligatori per i giornalisti.

Alle 18.15, proiezione di “Anime Nere”. Il film, che racconta le vicende di una famiglia collusa con la ‘ndrangheta, ha partecipato alla 71esima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia nel concorso ufficiale e ottenuto 9 David di Donatello nel 2015, tra i quali quelli per il miglior film, miglior regista, migliore sceneggiatura e colonna sonora.

La giornata di domenica 15 ottobre si apre alle ore 13.30 con l’incontro a quattro voci di Nicola Verde con “Il vangelo del boia” (Newton Compton), Emilio Martini “Invito a Capri con delitto” (Corbaccio), Paolo Pedote “I bambini di Escher” (Todaro), Alex Boschetti “Un interminabile inverno” (Alpha &Beta). Modera Antonella Bavetta. Durante l’incontro sarà servito al pubblico un piatto caldo rigorosamente in giallo.

Alle 14.30, segue il dialogo, moderato da Giorgio Bardaglio, tra: Paolo Moretti “Una crepa nel muro” (goWare), Vittorio Nessi “Due lune sono troppe” (Piazza), Daniele Bresciani “Nessuna notizia dello scrittore scomparso” (Garzanti).

Alle 15.30, salgono sul palco Piernicola Silvis “Formicae” (Sem), Gianni Morelli “Rosso Avana” (Adv), Valerio Varesi “Il commissario Soneri e la legge del Corano” (Frassinelli), Bruno Morchio “Un piede in due scarpe” (Rizzoli). Modera l’incontro Cecilia Scerbanenco.

Alle 16.30, l’incontro con merenda avrà ospiti Alessandro Perissinotto “Quello che l’acqua nasconde” (Piemme), Cristina Rava “L’ultima sonata. Un’indagine di Adelia Spinola” (Garzanti), Alice Basso “Non ditelo allo scrittore” (Garzanti). Modera Nicoletta Sipos.

La fitta giornata di incontri prosegue alle 17.30 con un nuovo dialogo a quattro voci, moderato da Marco Proserpio, tra Roberto Centazzo “Squadra speciale minestrina in brodo. Operazione Portofino” (Tea), Flavio Santi “L’estate non perdona” (Mondadori), Emiliano Bezzon “Il manoscritto scomparso di Siddartha” (Robin), Marina Visentin “La donna della pioggia” (Piemme).

L’ultimo incontro letterario della giornata, alle 18.30 con aperitivo, è con Elisabetta Bucciarelli “Chi ha bisogno di te” (Skira), Rosa Teruzzi “La fioraia del Giambellino” (Sonzogno), Simona Giacomelli e Monica Stefinlongo, due delle sette autrici dell’antologia “L’uomo nero. Stereotipi maschili raccontati dalle donne” (Caracò). Modera Manuela Lozza.

La sedicesima edizione del festival si chiude alle 19.30 con lo spettacolo musicale di Clarionet Ensemble dal titolo “Wolfgang Amadeus Mozart, una morte misteriosa?”. La morte di Mozart è un momento misterioso, al quale hanno dato attenzione studiosi e appassionati, musicisti e cineasti. Alexandr Puskin ha dedicato agli ultimi momenti della vita di Mozart un micro dramma con due personaggi, Mozart e Salieri. Proprio da questa pièce prende le mosse la serata musicale che, attraverso le letture di documenti originali e ascolti musicali con il Clarionet Ensemble, cercherà di dar conto del noir che accompagna la fine di uno dei più grandi geni della storia dell’umanità.

Alle ore 20.30, risotto giallo e brindisi per tutti con la chef (anzi, come ama definirsi lei stessa, “cuochessa”) Federica Camperi – Incomincia per C.

Imperdibili sono anche le mostre di Gianluca Bucci e Fabrizio Galli:
Gianluca Bucci, “Fiori Neri”
Le fotografie di Fiori Neri, certamente oniriche, ritraggono una Natura non “bella”, accogliente, rassicurante, ma, anzi, a tratti un po’ inquietante. Dove la bellezza è nelle forme, ma non nel suggerito. Dove ci sono fiori e piante, ma anche erbacce, natura morta e cupi paesaggi. Dove il mondo vegetale (con le sue spine affilate, i rami che si protendono minacciosi, le piante simil-carnivore) può apparire assai più ostile di quello urbano. Con questa serie di immagini, Gianluca Bucci ha cercato di indagare il rapporto sempre presente in fotografia tra realtà e trasfigurazione della stessa da parte della macchina fotografica. Quando guardiamo una foto abbiamo sempre presente il rapporto di impronta che la lega all’oggetto fotografato, ma invariabilmente assistiamo anche a uno slittamento di significato: il soggetto fotografato spesso rimanda a qualcos’altro.
Fabrizio Galli, “Luoghi di Lettura”
I libri protagonisti della sedicesima edizione del festival sono stati fotografati da Fabrizio Galli sugli sfondi naturali più suggestivi del territorio, ideali luoghi di lettura in cui appartarsi alla ricerca di quella tranquillità sempre tanto ambita dal lettore.

Il festival di quest’anno, per contenuti, autori e momenti speciali, si preannuncia un’occasione davvero particolare in cui poter approfondire importanti aspetti del mondo della scrittura: sempre più spesso, la letteratura noir, come la stessa Passione per il Delitto ha più volte evidenziato nel corso degli anni, trae ispirazione dalla cronaca e dalle dinamiche della società contemporanea, arricchendo il senso stesso e profondo del racconto.

 

Informazioni:
www.lapassioneperildelitto.it

 

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Internazionale a Ferrara 2017: il racconto dei fatti contrapposto alle fake news

settembre 29, 2017

Oltre 250 ospiti provenienti da 40 paesi e da 4 continenti per 250 ore di programmazione e 130 incontri: sono questi i numeri del programma di Internazionale a Ferrara 2017.

Filo conduttore di questa edizione è la prospettiva intesa come lungimiranza e opportunità, una risposta ai moti xenofobi, ai populismi e ai nuovi protezionismi, sintomi di un affanno della politica a fare fronte ai grandi mutamenti sociali. Per tendere verso un’informazione corretta, per leggere gli eventi in corso senza paura, immaginando soluzioni rispettose dei diritti umani e per individuare modelli economici più inclusivi, serve la giusta distanza.

Anche nell’ambito dell’edizione 2017, di particolare interesse i workshop tenuti da giornalisti (tra i quali, David Randall), scrittori e fotoreporter.

“Anche quest’anno, la città di Ferrara si trasforma per un fine settimana nella più grande redazione al mondo”, ha dichiarato Giovanni De Mauro, Direttore di Internazionale, “Il mondo del nostro logo quest’anno ha un cannocchiale, per cercare una direzione, mettere in prospettiva le cose, guardarle dalla giusta distanza per vedere non solo crisi ma anche le possibili soluzioni”.

“A undici anni dalla sua prima edizione”, ha detto il Sindaco di Ferrara, Tiziano Tagliani, “Internazionale a Ferrara è sempre più un tassello centrale della programmazione culturale della città di Ferrara. La città intera, oggi, è il palcoscenico del festival, che non occupa più solamente le piazze centrali ma anche una molteplicità di spazi all’interno della cinta muraria. Internazionale a Ferrara è sempre più un luogo di condivisione di un progetto di trasmissione ed allargamento delle possibilità di conoscenza culturale e civile”.

Grandi ospiti da tutto il mondo: da Angela Davis, femminista ed ex militante del partito comunista statunitense a John Lewis che nel 1963, insieme a Martin Luther King organizzò la grande marcia su Washington al termine della quale fu pronunciato il celebre discorso “I have a dream”. Appuntamento, come ogni anno, con giornalisti, scrittori e fotoreporter da ogni continente: dallo scrittore siriano Khaled Khalifa alla reporter colombiana Marta Ruiz, dall’inviato iracheno Gaith Abdul-Ahad all’attivista di origine eritrea Meron Estefanos, fino a Shane Bauer che, nell’anno del risveglio dei nazionalismi e del razzismo istituzionalizzato, sotto copertura si è infiltrato nei movimenti paramilitari di estrema destra americani. Emblematico l’incontro conclusivo del festival, intitolato “L’Età della rabbia” dal libro dello scrittore indiano Pankaj Mishra che dialogherà con lo statunitense Adam Shatz e lo studioso francese Olivier Roy. Si parlerà anche molto di Europa con l’ex ministro greco Varoufakis (Presidente della Vallonia), Paul Magnette e con Romano Prodi.

Con Medici Senza Frontiere si approfondirà l’importante lavoro svolto dall’ONG nella ricerca e salvataggio in mare dei migranti, un lavoro che negli ultimi mesi è stato messo sotto accusa da alcune forze politiche italiane, mentre l’accademica Iris Chyi analizzerà il futuro dei giornali di carta e la sociologa di origine egiziana Shereen El Feki racconterà la mutazione dei costumi sessuali nel mondo arabo dopo le rivolte. Dopo il grande successo dei loro video “Lettere dalla vagina”, pubblicati dal Guardian e tradotti sul sito di Internazionale, saranno a Ferrara le autrici Mona Chalabi e Mae Ryan. Con Guy Delisle, autore di Fuggire, sulla lunga prigionia in Cecenia di un collaboratore di Msf e Zerocalcare si parlerà della graphic novel come strumento per raccontare il presente.

“Sembra sia passato un secolo dalla scorsa edizione, invece è solo un anno”, ha commentato Chiara Nielsen, che dirige il festival con Luisa Cifolilli, “ma il quadro è molto più cupo: non abbiamo fatto in tempo a riprenderci dalla Brexit che è arrivato Trump, nel Mediterraneo abbiamo assistito a una svolta drammatica e l’Europa che, tra pulsioni razziste e populismo, sembra aver smarrito la strada, per questo il programma di quest’anno è declinato sulla prospettiva”.

Per François Dumont, direttore della comunicazione di Medici Senza Frontiere, “ancora una volta, partecipare al Festival di Internazionale ci dà modo di raccontare la nostra azione medico-umanitaria nel mondo, da Mosul alla Libia, dallo Yemen alla Nigeria, in un anno complesso sotto molti aspetti e che ci ha visti sotto attacco per la nostra azione di ricerca e soccorso nel Mar Mediterraneo. Di questo e molto altro parleremo con amici scrittori e giornalisti, portando l’esperienza diretta dei nostri operatori sul campo. E gli appuntamenti proseguono anche al nostro Corner in piazza Trento e Trieste.”

Si rinnova l’appuntamento con il Premio per il giornalismo d’inchiesta Anna Politkovskaja che quest’anno sarà assegnato al giornalista turco Can Dündar, distintosi per le sue coraggiose inchieste sul coinvolgimento diretto della Turchia nella questione siriana e con le rassegne di Mondocinema e di Mondoascolti; al festival anche la mostra del World Press Photo 2017 e la realtà virtuale con Giant, un’installazione nata dall’esperienza personale della regista e co-autrice serba Milica Zec, che fa provare l’esperienza della guerra e un autentico programma parallelo per bambini, con oltre 12 laboratori.

“È un grande onore e piacere portare per il secondo anno consecutivo a Ferrara, città con una forte tradizione d’arte e cultura, la mostra del World Press Photo all’interno del miglior festival di giornalismo in Italia”, ha commentato il fotoreporter Francesco Zizola, “L’offerta culturale di altissimo livello, che da sempre caratterizza il festival, è la cornice ideale per l’esposizione delle immagini vincitrici del World Press Photo, documenti storici che permettono di rivivere gli eventi cruciali del nostro tempo”.

“Anche quest’anno, la Rappresentanza in Italia della Commissione Europea è presente al Festival di Internazionale e lo fa nel momento in cui il progetto di europeo riprende quota dopo anni di difficoltà. Il discorso sullo Stato dell’Unione di Jean-Claude Junker traccia le strade da percorrere nei prossimi mesi e tutti gli eventi di Ferrara contribuiranno a un dibattito pubblico sul futuro dell’Europa”, ha dichiarato Beatrice Covassi, Capo della Rappresentanza in Italia della Commissione Europea.

Per Paolo Marcolini, di Arci Ferrara, “è grazie al Festival di Internazionale che riusciamo a vedere da vicino e di conoscere le difficoltà ed i rischi che tanti giornalisti ed attivisti corrono per garantire la diffusione di notizie e di informazioni basate su fatti veri e reali, documentati e strappati alla censura di tanti Paesi. Ci piace pensare, infatti, che, ancora una volta, le notizie dal mondo “prenderanno vita” dalle piazze e dalla vie del Centro Storico e che i tanti ospiti internazionali, tra personaggi della politica mondiale, corrispondenti, scrittori, giornalisti, disegnatori, verranno affascinati ed ammaliati dall’accoglienza del Festival e dalla bellezza della nostra Città restituendo con passione informazioni e dettagli su articoli ed inchieste internazionali”

“Il Festival di Internazionale a Ferrara riveste ormai da tempo una grande importanza per l’Università di Ferrara, anche in un’ottica di collaborazione con la città e di un “sistema Ferrara” che respiri, in modo pulsante e dinamico, di cultura, a 360 gradi”, ha dichiarato il Rettore dell’Università di Ferrara, Giorgio Zauli, “Il Festival è un evento che si fonde in modo pienamente armonico con il tessuto cittadino e con la proposta culturale complessiva di una città che vive di cultura e di un Ateneo che si sente con orgoglio nel futuro da sempre. Le sollecitazioni e gli stimoli che ogni anno Internazionale è capace di generare rappresentano inoltre una proposta estremamente attrattiva per la comunità studentesca della nostra Università”.

Per Anna Maria Giordano, di RadioTre, “Cronache, interviste e racconti in diretta; teatro, poesie, fumetti, documentari, campagne, letti e descritti dagli autori; musica e cori sul palco nel cortile del Castello Estense: da Venerdì 29 Settembre a Domenica 1 Ottobre, anche quest’anno Radio3 sarà a Internazionale a Ferrara, per seguire l’undicesima edizione del festival con i microfoni di Radio3Mondo. Tanti gli appuntamenti per gli ascoltatori e per il pubblico del festival, tante le conversazioni sulla Terra e i suoi abitanti, in 5 dirette, in onda e in streaming, e poi in podcast”.

“Per il secondo anno, Radio Radicale sarà media partner del Festival di Internazionale a Ferrara e quest’anno con utili strumenti per chi vorrà seguire molti appuntamenti del Festival e le interviste del back stage”, ha sottolineato il Direttore dell’emittente Alessio Falconio, “Ci saranno a disposizione degli appassionati alcune novità: una postazione fissa nella sala stampa per interviste speciali con importanti ospiti presenti al Festival, rese disponibili in tempo reale su una speciale sessione Festival di Internazionale sul portale RadioRadicale.it; live streaming dei più importanti appuntamenti del Festival, privilegiando quelli in lingua italiana, grazie al supporto in loco dei nostri tecnici; collegamenti quotidiani nei nostri notiziari per raccontare le giornate a Ferrara e i principali appuntamenti; aggiornamenti su Facebook e twitter per cogliere spunti o dare informazioni, in sinergia con il magazine Internazionale. E per ripercorrere il tutto, infine, uno speciale di quasi due ore, la domenica primo ottobre, a partire dalle 22, con il meglio dì delle testimonianze raccolte durante il week-end”.

Quindi, molti i temi da affrontare, confrontandosi con giornalisti provenienti da tutto il mondo.

Internazionale a Ferrara, anche quest’anno, rende protagonista il racconto di una realtà sociale ed economica sempre più complessa, cercando di andare in profondità nel narrare i fatti, nonostante le difficoltà oggettive e la crescente confusione dettata dall’arrivo nefasto delle cosiddette “fake news”.

Download: Programma Festival Internazionale a Ferrara 2017


Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Safer Internet Day: la campagna Unieuro contro il cyberbullismo

febbraio 7, 2017

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Nell’ampio panorama delle nuove tecnologie digitali, oltre ai tanti aspetti di sicuro valore sia per i privati cittadini che per gli operatori economici, nel corso degli ultimi anni e in particolare transitando sia per i canali dei social networks che per l’applicazione di messaggistica WhatsApp, è andato via via crescendo un fenomeno deteriore e dai contorni spesso criminali: il cyberbullismo.

Non di rado, la cronaca giornalistica ci ha spesso raccontato storie di vessazioni, umiliazioni e prevaricazioni che hanno colpito duramente un cospicuo numero di giovani e di giovanissimi. In alcuni casi, questo uso incivile e delinquenziale (perché è di questo che si tratta) delle nuove tecnologie digitali ha spinto addirittura alcuni giovanissimi all’estremo gesto del suicidio.

Davanti a una situazione sempre più grave e che tende a minare nel profondo ciò che dovrebbe sempre essere non soltanto l’so corretto dei mezzi di comunicazione, ma anche la base di una convivenza civile, è cresciuta la sensibilità collettiva nei confronti di tale fenomeno: rispetto a pochissimi anni fa, scuola, famiglie e istituzioni hanno iniziato a osservare con maggiore attenzione ciò che accade e che potrebbe accadere di nocivo a causa del bullismo che colpisce attraverso il mondo digitale.

Proprio oggi, 7 Febbraio 2017, in occasione del Safer Internet Day, la giornata mondiale dedicata alla sicurezza in rete (soprattutto, dei minori) che coinvolge oltre 100 Paesi in tutti i continenti, l’azienda di elettronica Unieuro, dimostrando un’ampia sensibilità sul versante sociale, ha ribadito il proprio impegno nella lotta contro il cyberbullismo e ha fatto il punto sul progetto “No Cyberbullismo”.

Il progetto, nato nel 2016, si è sviluppato attraverso una campagna informativa su tutti i punti vendita della catena che ha coinvolto anche gli oltre 4.000 collaboratori e con il tour #cuoriconnessi (nei teatri e nelle scuole) ha informato e sensibilizzato sul tema oltre 10.000 studenti di Forlì, Milano, Roma, Treviso, Senigallia, Firenze, L’Aquila, Torino, Cagliari, Verona, Como e Bologna.

In questo scenario, il docufilm #cuoriconnessi, in modo particolare, fa parte dell‘importante campagna di sensibilizzazione contro questo fenomeno che l’insegna promuove in collaborazione con la Polizia di Stato e che è stata presentata Domenica 5 Febbraio presso la Camera dei Deputati, alla presenza della Presidente della Camera Laura Boldrini e delle più alte cariche della stessa Polizia di Stato.

Si è trattato, nello specifico, come comunicato dall’ufficio stampa dell’azienda, di un momento istituzionale importante per l’insegna, che ha colto tale occasione per confermare il proseguo del tour anche nel 2017, con nuove tappe nelle principali città italiane, a partire dal prossimo mese di Marzo.

Giancarlo Nicosanti, Amministratore Delegato e Presidente di Unieuro, ha sottolineato: “Sono molto orgoglioso di aver ricevuto il ringraziamento della Presidente della Camera, Laura Boldrini, in occasione di questa importante giornata contro il cybercrime, per il nostro impegno a contrastare il cyberbullismo” e ha aggiunto “Come azienda, abbiamo il dovere di sensibilizzare i ragazzi ad utilizzare consapevolmente i dispositivi elettronici, quali computer, smartphone e tablet. Il nostro impegno va nella stessa direzione delle istituzioni e proseguiremo in questo importante progetto di responsabilità sociale”.

Durante il tour #cuoriconnessi, attraverso la proiezione del docufilm, vengono raccontate storie vere di vittime di questa particolare forma di violenza (dalle conseguenze a volte gravissime) al fine di offrire ai giovani un significativo e importante spunto di riflessione.

Flavia Rizza, protagonista di una delle storie del docufilm, ha raccontato: “Essere stata per 3 anni isolata da tutti per la mia voglia di studiare e per il mio aspetto fisico è stato terribile ed è doloroso ogni volta portare la mia testimonianza, ma ho la certezza che la mia storia può essere d’aiuto a tanti ragazzi che vivono situazioni simili. Ringrazio la Polizia di Stato e Unieuro che hanno reso possibile la realizzazione e la divulgazione di #cuoriconnessi“.

Per informazioni e contatti utili:
nocyberbullismo.it.

Per vedere il trailer del docufilm #cuoriconnessi:
https://www.youtube.com/watch?v=Yo4GmZIYjWE

 

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Il racconto giornalistico della tecnologia

febbraio 6, 2017

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Nell’epoca dei social networks, dell’ineluttabile avanzata del mondo digitale e dei nuovi strumenti tecnologici, il racconto giornalistico della tecnologia è necessariamente chiamato a evidenziare la portata effettiva delle innovazioni, abbinando le 5 W (Who, What, When, Where, Why) al Plus, cioè al valore aggiunto che, almeno potenzialmente, è insito negli strumenti in esame.

Il crescente affollamento delle informazioni che popolano il web, tra le tante conseguenze, funge non d rado da viatico per una strisciante confusione indotta anche da modalità di racconto non sufficientemente focalizzate sulle caratteristiche effettive dei nuovi strumenti tecnologici, caratteristiche non soltanto ed esclusivamente tecniche, ma anche di approccio personale, collettivo e culturale rivolto agli strumenti stessi.

Soffermarsi sul come, per esempio, certi nuovi strumenti vengono presentati dai produttori e dalle rispettive campagne promozionali rischia di non offrire uno sguardo approfondito in merito alle peculiarità che differenziano un’innovazione da un’altra.

Andare in profondità non significa necessariamente addentrarsi, nell’ambito del racconto giornalistico, in omeriche descrizioni squisitamente tecniche, ma evidenziare quali bisogni, vecchi e nuovi, un determinato tool è orientato a soddisfare, se non addirittura ad anticipare.

La filosofia e la mission dalle quali trae origine un nuovo tool sono, al tempo stesso, importanti per comprendere le sue reali applicazioni nell’ambito del vissuto quotidiano di un consumer privato e di una realtà aziendale o professionali.

Inoltre, raccontare la tecnologia, almeno in parte, significa anche raccontare la società contemporanea e i trends che ne qualificano le dinamiche sociali ed economiche.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Ketty Magni: raccontare musica e cibo in un libro

febbraio 6, 2017

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L’epoca contemporanea, anche sul versante culturale, vive un’intensa fase di contaminazione tra generi differenti e ciò si riscontra anche nell’ambito della produzione letteraria, sempre più incline a focalizzare la propria attenzione su accostamenti, spesso interessanti, tra argomenti e soggetti che, almeno apparentemente, sembrerebbero essere attinenti ad argomenti tra loro lontani.

Nell’attuale panorama editoriale, un libro di recente pubblicazione, “Rossini, la musica del cibo”, è stato focalizzato, da parte dell’autrice Ketty Magni, su alcuni aspetti della vita di un grande artista e compositore del passato legati alla gastronomia: protagonista è Gioacchino Rossini e la sua passione per la cucina. Gioacchino Rossini è uno dei massimi autori del bel canto italiano, uno dei padri del melodramma, ma viene anche ricordato come appassionato intenditore di cucina: infatti, ricette famose in tutto il mondo portano il suo nome. Fu proprio in questa particolare esistenza spesa tra il pentagramma e l’ideazione di pietanze che trovò il suo spazio anche l’altra grande passione dell’artista: le donne.

Sensibile al fascino femminile, sposò una cantante lirica, Isabella Colbran, prima di incontrare a Parigi l’amore della sua vita: Mademoiselle Olympe, conosciuta alla prima del suo Guglielmo Tell, donna che lo accompagnò fino all’ultimo dei suoi giorni. Nella casa parigina, passarono le migliori menti dell’epoca, come Dumas, Balzac, Liszt, Wagner e il più conosciuto chef dell’Ottocento, quel Marie Antonin Carême che tanti trucchi insegnò al Rossini artista culinario. Per i suoi ospiti, il Maestro elaborava armonie culinarie fatte di “accordi corali” con contributi provenienti da tutta Europa. Da Napoli, si faceva inviare i maccheroni. Da Siviglia, i prosciutti. Da Gorgonzola, il formaggio. Da Milano, il panettone.

Attenta alla storia e alla sua fisionomia narrativa, l’autrice Ketty Magni si è immersa nella vita di questo indiscusso gigante della musica: gli esordi e l’ambiente familiare; gli amici (tanti) e i detrattori (pochi); l’arte musicale e quella culinaria, che tanta celebrità gli procurarono. Dalla penna dell’autrice esce più l’uomo che il musicista e al cuore del romanzo pulsano l’amore travolgente per Olympe (“la cui sfolgorante bellezza non poteva passare inosservata”) e la sua golosa attenzione per le gioie del palato, pretesto per imbandire in queste pagine anche un ricettario d’autore. Nel libro, sono presenti ricette ideate da Rossini e dal cuoco francese Marie Antonin Carême, noto pasticcere e autore di numerosi trattati di cucina. Tra le ricette, anche i maccheroni napoletani secondo Alexandre Dumas e la barbajada, specialità dolciaria inventata dall’impresario teatrale Domenico Barbaja. Inoltre, contiene la ricetta del filetto alla Rossini secondo Gualtiero Marchesi.

Per celebrare l’anno rossiniano, l’autrice farà numerose presentazioni durante le quali sarà accompagnata da cuochi esperti, i quali realizzeranno alcuni piatti. L’autrice del libro, Ketty Magni è nata a Desio, in Brianza. È autrice di romanzi storici e docente di scrittura creativa. Ha esordito nella narrativa con “Riflessi” (2006), a cui si è aggiunto “Il pontile sul Lario” (2007). Poi, ha proseguito con “Teodolinda il senso della meraviglia” (2009) e “Adelaide imperatrice del lago” (2011). Con Cairo Editore, ha pubblicato “Il Principe dei cuochi” (2011), “Il cuoco del Papa” (2013), e nell’anno di Milano Expo, “Arcimboldo, gustose passioni” (2015), romanzi che associano al genere storico uno sfondo culinario.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Dal festival di narrazione poliziesca, qualità e contenuti della scrittura

ottobre 17, 2016

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La quindicesima edizione del festival di narrazione poliziesca La Passione per il Delitto, organizzato dalla giornalista Paola Pioppi, e svoltosi presso il centro espositivo LarioFiere di Erba, ha confermato, di fatto, la propria essenza improntata alla qualità dei contenuti: dai vari incontri con gli autori e con le autrici di libri noir che si sono alternati sul palco della kermesse, sono emersi molti spunti e molte chiavi di lettura attinenti al mondo di questo particolare quanto appassionante genere letterario.

Gli scrittori e le scrittrici presenti hanno avuto modo non soltanto di illustrare i propri libri, ma anche di raccontarsi sia sotto il profilo letterario che sotto quello personale: in particolare, è proprio da quest’ultimo aspetto, fatto di esperienze, sensibilità e spirito di osservazione che, in ampia prevalenza, scaturisce il processo creativo della scrittura che, con modalità frequente, offre significativi richiami alla realtà dei nostri giorni.

Come ogni anno, dunque, uno degli aspetti più significativi che caratterizza La Passione per il Delitto è insito nell’ascoltare gli autori e le autrici perché ciò permette di entrare dentro i rispettivi processi creativi nell’ambito della scrittura e della narrazione: si tratta di un valore non soltanto culturale, ma anche esperienziale.

Protagonisti sono gli scrittori e le scrittrici, certo, ma anche la scrittura come strumento principe di comunicazione, di narrazione e di condivisione di storie, di immagini e di luoghi filtrati attraverso anche la sensibilità e la visione di chi scrive libri noir.

Durante i due giorni del festival, inoltre, di grande impatto si sono rivelate le fotografie in mostra del fotoreporter Mattia Vacca e del fotografo/blogger Fabrizio Galli, a riprova che anche lo scatto fotografico, quando è contestualizzato e orientato a cogliere istanti densi di senso, è capace non soltanto di offrire suggestioni, ma anche di comunicare e di raccontare storie.

Storie che suscitano attenzione, riflessione e passione.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor 
pressweb@teletu.it