Comunicazione ed editoria aziendale: l’impresa come media company

febbraio 25, 2016
Comunicazione ed editoria aziendale: l'impresa come media company

Comunicazione ed editoria aziendale: l’impresa come media company

Per un’azienda che produce beni di consumo o che eroga servizi e per uno studio professionale, sono diverse le opportunità da sfruttare al meglio per comunicare: senza dubbio, oltre ai classici strumenti quali il comunicato stampa o il ricorso a un’agenzia esterna specializzata in media relations, va considerata anche la cosiddetta editoria aziendale.

Nello specifico, per editoria aziendale si deve intendere l’ideazione, la realizzazione e la diffusione di un vero e proprio notiziario in cui e attraverso il quale l’azienda non soltanto racconta se stessa in merito alle proprie attività, ma, di fatto, apre un significativo e aggiuntivo canale di comunicazione e di dialogo, in particolare, con i propri business targets di riferimento e, in generale, con i vari stakeholders facenti parte del contesto interessato.

Nuovi prodotti, nuovi metodi di lavorazione, nuovi mercati, nuovi servizi post-vendita, accordi commerciali, brevetti, nuovi inserimenti nello staff dirigenziale, riconoscimenti, iniziative speciali: sono soltanto alcuni degli innumerevoli argomenti che possono trovare spazio all’interno del notiziario aziendale.

Per apportare un ulteriore valore aggiunto, è bene che il notiziario (un magazine e un house organ a tutti gli effetti, indipendentemente dal numero delle pagine), oltre alle varie informazioni direttamente riferite all’azienda, offra ai propri lettori anche approfondimenti di qualità riguardanti argomenti coerenti con tutto ciò che è attinente al settore in cui l’azienda stessa opera.

Per fare un piccolo ma significativo esempio, il magazine di un’azienda alimentare può contenere ricette consigliate da uno chef, approfondimenti su tematiche nutrizionali con particolare riferimento alla salute e al benessere, dossier sui territori di provenienza di determinati prodotti agroalimentari e via dicendo.

In tale ambito, svolge un ruolo importante anche l’impostazione grafica e le immagini pubblicate di volta in volta: si tratta di elementi da scegliere con attenzione, con gusto e, soprattutto, con sempre stretta coerenza rispetto ai contenuti del magazine aziendale.

Non va mai dimenticato che siamo entrati nell’era digitale e multimediale: non soltanto per questo motivo, ma anche per una migliore sostenibilità dei costi che è più che consigliabile considerare, in alternativa alla versione cartacea, il ricorso alla versione on line del magazine, inviando per e-mail o il notiziario su file allegato (prestando grande attenzione alle dimensioni) o l’indice con i links ai vari articoli da leggere direttamente su un sito Internet ad hoc predisposto dall’azienda stessa.

L’azienda e lo studio professionale che agiscono da editori di se stessi, inoltre, possono sfruttare la propria presenza sui vari canali social (Facebook, Linkedin, Twitter) per supportare e promuovere sia la visibilità che la diffusione del proprio magazine digitale e, in questo caso, senza doversi accollare alcun costo aggiuntivo dal momento che si tratta di strumenti on line gratuiti e non per questo meno importanti.

Va da sé che i contenuti e la redazione degli stessi devono necessariamente essere ben strutturati, mirati e realizzati in modo competente (magari, coinvolgendo adeguate professionalità giornalistiche).

Le innovative soluzioni offerte dalle nuove tecnologie on line non possono che stimolare una sempre più ricca e puntuale attività di comunicazione per chi opera nel tessuto economico: nell’attuale scenario, anche la comunicazione aziendale, allo stesso modo di quella propria delle realtà associative, ha davanti e accanto a sé nuovi strumenti per un significativo salto di qualità.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Annunci

GlocalNews 2014, Festival del giornalismo digitale, locale e globale

novembre 4, 2014
Glocalnews 2014, Festival del giornalismo digitale, locale e globale

Glocalnews 2014, Festival del giornalismo digitale, locale e globale

Dal 13 al 16 Novembre, a Varese, torna il Festival di GlocalNews: la quattro giorni dedicata al giornalismo digitale ma non solo, organizzata da Varesenews.it, quotidiano on line che quest’anno festeggia i 17 anni dalla fondazione.

Rispetto allo scorso anno, il Festival, diventato un appuntamento fisso per giornalisti da ogni parte d’Italia, cresce nel progetto e nelle intenzioni.

Con oltre 140 speaker e una sessantina tra eventi, incontri, workshop e serate, il programma tocca tutte le aree di interesse per i professionisti della comunicazione.

La terza edizione conferma l’interesse verso un settore in grande evoluzione”, afferma Marco Giovannelli, direttore di Varesenews.it e organizzatore del festival, “infatti, la dimensione locale dell’informazione, inserita in un contesto globale, diventa punto di forza per il giornalismo. Inoltre, crediamo che momenti di scambio, incontro e formazione di qualità, rivolta a tutti, ma soprattutto alle nuove leve, possano rappresentare un valore aggiunto e un traino per il settore e non soltanto”.

Fare e diffondere una nuova cultura digitale è uno degli obiettivi di un festival che, quest’anno, dedica ancora più spazio alla formazione professionale.

Tra le novità di questa edizione, figurano i workshops riconosciuti dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti che offrono crediti per assolvere all’obbligo formativo previsto dalla normativa.

Sono previsti, inoltre, workshops di tipo tecnico e percorsi esclusivi su misura per ottenere competenze professionali specifiche.

L’edizione 2014 del Festival del Giornalismo Locale e Digitale che si tiene a Varese coincide con l’avvio della formazione professionale obbligatoria per tutti i giornalisti”, sottolinea Gabriele Dossena, presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, che aggiunge “dal primo Gennaio di quest’anno è infatti operativa la Riforma dell’Ordine, così come stabilito dal Dpr 137 del 2012. L’aggiornamento continuo degli iscritti ci mette alla pari con gli altri Ordini professionali che già da tempo hanno per legge l’obbligatorietà della formazione permanente. La collaborazione tra l’Ordine dei Giornalisti della Lombardia e il Festival Glocal di Varesenews è una sperimentazione pilota in Italia e offre una significativa opportunità di crescita per la categoria”.

Nella quattro giorni del Festival, si affronteranno temi di attualità, a partire da un focus su Expo2015, con Aldo Bonomi, direttore di Aaster e Giacomo Biraghi, coordinatore dei Tavoli tematici in vista dell’evento, al giornalismo in stato di emergenza all’economia “glocal”, dall’Internet delle cose al Marketing del Territorio, dal giornalismo sociale alle Comunità digitali.

Come da tradizione, il Festival avrà dei momenti dedicati ai più giovani: si aprirà, infatti, con una rappresentazione teatrale sulla Grande Guerra dedicata agli studenti delle scuole superiori.

In programma ci sarà, poi, la terza edizione di BlogLab, il laboratorio di giornalismo per i più giovani.

La quattro giorni sarà arricchita, da eventi collaterali: si parte con un prefestival, con serate omaggio alla scrittura con Daria Bignardi e Marco Malvaldi, fino ad una giornata dedicata all’arte e alla Cultura ambientata nella splendida Villa Panza patrimonio del Fai, con visita alla mostra Aisthesis.

Sono previste serate speciali, con la proiezione di “Italy in a day” di Gabriele Salvatores, con una vera e propria festa dedicata al Territorio e al progetto 141Expo di Varesenews, che, in vista dell’esposizione milanese, mira a creare una rete tra il territorio e il mondo fin da subito e, infine, uno spettacolo con Isabella Ragonese a venti anni dalla morte di Ilaria Alpi e Miran Hrovatin.

Molti i nomi di spicco presenti a Varese, dai direttori di Donna Moderna, La Cucina Italiana e Wired, a scrittori come Roberto Cotroneo, a esperti di Internet e social media, come Michele Vianello, Raffaele Cattaneo, a quelli dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia, Gabriele Dossena e della Toscana, Carlo Bartoli.

Il festival sarà anche l’occasione per l’assemblea annuale dell’ANSO (Associazione Nazionale della Stampa Online) e l’incontro dei giornalisti di ONA (Online News Association) Italia.

“Un’edizione fortemente voluta”, dichiara Marco Giovannelli, “e che quest’anno celebra anche il ricordo, affettuoso, personale e professionale di Angelo Agostini, scomparso nel marzo scorso e tra coloro che hanno sostenuto la nascita di questa iniziativa”.

Alla memoria di Angelo Agostini, infatti, è dedicato un Premio per gli studenti delle scuole di giornalismo e un evento speciale.

Giornalista e grande studioso dei media, dirigeva il trimestrale “Problemi dell’informazione” edito da Il Mulino, oltre ad insegnare teorie e tecniche del linguaggio giornalistico all’Università IULM di Milano.

Come ricercatore si era sempre impegnato nell’incrocio tra la riflessione dei professionisti dell’informazione e l’impegno scientifico dei ricercatori accademici.

Glocalnews sarà ambientato nel centro cittadino varesino tra Camera di Commercio, Teatrino Santuccio, Sala Varese Vive, Sala Bazzaro di Ubi Banca e la storica location di Villa Panza, patrimonio del Fondo Ambiente Italiano.

Sarà possibile seguire gli incontri in programma anche attraverso il live blogging e, inoltre, dalla Sala Campiotti della Camera di Commercio di Varese anche in diretta web dalle ore 14.30 di Giovedì 13 Novembre alle ore 19.30 di Sabato 15 Novembre su Festivalglocal.it, grazie alla collaborazione con Fattore C, sui grandi network editoriali e su decine di media digitali, blog, web tv e community online.

L’hashtag Twitter per interagire è #glocal14.

Informazioni:
www.festivalglocal.it

Programma GLOCAL 2014
_____________________________

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Amarcord editoriale: i tempi di Aziendenews.it

dicembre 2, 2010
Sono passati parecchi anni, ormai, da quando ricoprivo l’incarico di direttore editoriale (2001-2003) nel portale di informazione aziendale ed economica Aziendenews.it, ma, nonostante ciò, a distanza di così tanto tempo, capita ancora di ricevere e-mail, telefonate e news da diversi soggetti conosciuti proprio in virtù di quell’esperienza: imprenditori, manager, consulenti, esperti di comunicazione e di marketing, associazioni e via dicendo, per non parlare dei tanti allora studenti universitari, oggi tutti laureati. La cosa non può che farmi piacere e l’aspetto che ricordo con maggiore interesse risiede proprio nell’attenzione che, in parecchi e qualificati soggetti, quel portale fu capace di suscitare. Ricordo che, nel corso di quel periodo e mese dopo mese, restavo sempre più sorpreso dal numero crescente di e-mail che arrivavano alla mia casella e-mail di allora: ben 540, di cui oltre 100 anche dopo la fine del mio incarico. Purtroppo, di quelle tantissime e gradite e-mail ho perso ogni appunto, ma ne ricordo i nomi di parecchi mittenti: Giuseppe, Francesca, Mauro, Alessia, Giuliano, Anastasia, Antonio, Camilla, Andrea, Luca, Chiara, Paolo, Veronica, Giulia, Aldo, Cristina etc. etc. etc.
A tutti quei mittenti e a diversi lettori di allora che ancora oggi sono in contatto con il sottoscritto, dedico questo ricordo: in fondo, è proprio anche a ognuno di loro e al loro feed-back che devo una buona dose di riconoscenza per avermi permesso di entrare con maggior cognizione di causa nel loro vissuto pratico di ogni giorno in relazione a tante tematiche dell’economia, del mondo aziendale, della comunicazione e della formazione.
Confesso che, diversi mesi fa, avevo promesso a un gruppo di fedelissimi lettori dell’allora Aziendenews.it (e, oggi, di PressWeb), di parlare proprio su questo blog di “quei tempi”: un omaggio e un amarcord editoriale, la cui promessa è ora mantenuta.
Di cosa trattava Aziendenews.it?
Marketing, export, organizzazione aziendale, formazione, comunicazione, trend economici, interviste a esperti, certo, ma non solo: venivano affrontati anche fatti attinenti all’attualità di allora (ricordo i miei editoriali sulla tragedia dell’11 Settembre 2001, sui venti di guerra in Iraq, sull’arrivo dell’Euro, sulle tensioni nel mondo del lavoro, su certi pseudoconsulenti incapaci, sullo scandalo delle lauree comprate e su tanti altri argomenti).
Partecipava alla redazione di Aziendenews.it un buon gruppo di collaboratori, motivati, sinceramente interessati sia alle tematiche trattate dal portale che alla scrittura.
Il feed-back positivo di molti lettori fu e resta la prova “vivente” che se un giornale on line, giorno per giorno, viene costruito e gestito con vera passione, legandolo sempre sia alle reali necessità dei propri target di riferimento e sia a tematiche di stretta attualità, i risultati non tardano ad arrivare.
Non fu certo un caso che, ma qui entro nella mia sfera professionale privata, a distanza di qualche anno dal mio incarico, quando il portale (seppur non più aggiornato dall’editore) era ancora on line (non lo è più da almeno un paio di anni, forse anche di più), mi furono proposti da una casa editrice e da una testata giornalistica settoriale la stesura di alcuni libri e la cura di alcune rubriche mensili: tutto nacque dalla lettura dei contenuti su Aziendenews.it e ciò fu un’ulteriore conferma della validità di quell’esperienza editoriale.
E non è certo un caso ciò che, di recente, mi è stato segnalato da un collega giornalista: un noto ente pubblico di ricerca, l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL), non molto tempo fa, ha realizzato e pubblicato on line sul proprio sito web un apposito studio sull’area occupazionale commerciale e marketing (“Orienta on line”) in cui sono citati molti articoli pubblicati su Aziendenews.it, in modo scrupoloso e corretto.
Per il download dello Studio ISFOL con citazioni Aziendenews:
ISFOL_Studio di area
Ai lettori dell’allora Aziendenews.it, un caro saluto.
Marco Mancinelli
PressWeB Editor

pressweb@teletu.it

Nel settore MarCom, c’è chi merita e chi imbroglia…

marzo 11, 2009
imbroglioni

Nel settore MarCom, c’è chi merita e chi imbroglia…

A volte, in ambiente professionale e nel giro di pochi giorni, è incredibile come si possa avere contatto con persone dalla competenza e della correttezza così diverse.
Senza fare nomi, ho avuto l’immenso piacere di rivedere una straordinaria ex collega e mia grande amica che, dopo alcune esperienze lavorative maturate in ambienti aziendali o pseudo tali che di professionale avevano ben poco, si è rimessa in discussione, si è iscritta a un ottimo master, ne è uscita riportando una valutazione eccellente e che, poi, nel corso degli ultimi quattro anni, step by step, ha intrapreso una carriera di altissimo livello come marketing manager.
Si tratta di una persona estremamente motivata, preparata e che dimostra sempre una costante volontà verso la crescita personale, pur sempre restando saldamente ancorata ai principi della correttezza e dell’amicizia.
Altro discorso, invece, riguarda una sedicente “consulente” aziendale, che, dopo reiterati comportamenti orientati a far passare di sé un’immagine di professionista esperta nel suo settore (ma, in realtà, i suoi sconcertanti e rivelatori strafalcioni sono ormai noti a molti), oltre a tirare fango su terze persone, continua ad arrampicarsi sugli specchi (scivolosi…) per trovare scuse, anche di pessimo gusto, dirette a esonerarla dalle proprie inadempienze.
Come mi faceva notare un mio ottimo collega, le evidenti differenze tra i due soggetti in questione sembrano davvero offrire un quadro di quella che è l’Italia di oggi: c’è chi fa di tutto per impegnarsi a dovere, apportando valore e c’è chi fa di tutto per apportare improvvisazione e marciume.
Il nostro Paese, come noto, sta vivendo una fase congiunturale certamente non florida ed è proprio in periodi come questo che occorrerebbe (anzi, occorre) premiare e incentivare ulteriormente chi merita e riservare, invece, un trattamento esattamente opposto a chi crede di poter operare ricorrendo a volgari mezzucci e alla squallida improvvisazione.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

 


Pubblicità, etica, minori e genitori

settembre 29, 2006

Attualmente, la pubblicità è la più diffusa ed efficace forma di comunicazione e promozione aziendale. Immagini fotografiche sulla stampa, immagini e filmati di vario genere diffusi sui canali televisivi e via Internet: le possibilità sono diverse e, molto spesso, capaci di suscitare sia un certo impatto che un certo ritorno economico per gli inserzionisti (e, ovviamente, per i pubblicitari). Non c’è alcun dubbio, la pubblicità è l’anima del commercio ed è un elemento che riveste un’importanza centrale nella vita economica di un intero Paese. Quindi, ben vengano sempre nuove idee e forme di creatività mirate a promuovere un determinato prodotto o servizio. Come in tutte le attività economiche, anche in un settore sempre innovativo come quello pubblicitario, è necessario, però, rispettare qualche fondamentale principio etico. In primis, dire sempre no alla cosiddetta pubblicità ingannevole, per rispetto nei confronti del pubblico dei consumatori/utenti. Ma non solo, c’è dell’altro: attenzione all’utilizzo dei minori. Pochi giorni fa, ho avuto occasione di fare una piacevole chiacchierata con una mia ottima collega, giornalista e comunicatrice. Le è stato raccontato, con dati alla mano, da un manager che si occupa di casting per iniziative pubblicitarie che, negli ultimi anni, è aumentato in modo esponenziale non soltanto il ricorso a minori (bambini anche molto piccoli) per le attività pubblicitarie, ma anche e soprattutto il numero di genitori che spingono e propongono in ogni modo i propri bambini per fargli ottenere delle parti (anche modeste) in pubblicità televisive o fotografiche. “Mia figlia è davvero una bellissima bambina, vi invio un servizio fotografico per proporvi di scritturarla per una pubblicità o per una trasmissione televisiva…“, “mio figlio è un bambino molto bello, credo che sarebbe l’ideale per qualche vostra campagna pubblicitaria o per un set televisivo…“: più o meno, sono queste le frasi più comuni che molti pubblicitari si sentono dire sempre più di frequente da una miriade di genitori. I pubblicitari fanno il loro lavoro: se intravedono che il bambino o la bambina abbia il viso giusto per “bucare lo schermo” o per aggiungere un valore effettivo ad una campagna pubblicitaria, sottopongono ai genitori l’agognato contrattino. E i genitori? Qual è la causa di tale interesse da parte di un numero crescente di genitori a mandare i propri bambini in tv o altro? Non siamo pochi a sostenere che i bambini devono fare una vita da bambini: la scuola, gli amici, i giochi, lo sport e via dicendo. Certi genitori, probabilmente, saranno anche spinti da una forte ventata di entusiamo nei confronti dei loro figli, ma ciò che sembra trasparire dal loro comportamento è che vogliano a tutti i costi riversare sui loro bambini le proprie frustrazioni di non essersi magari realizzati in un’attività ritenuta come “importante”. L’insistenza che dimostrano alcuni genitori fa pensare a forme di vero e proprio sfruttamento dell’immagine dei minori di cui, per legge, hanno la potestà in quanto genitori. Verrebbe da utilizzare il termine “sciacallaggio“, di fronte a certe insistenze genitoriali per dare “visibilità” (retribuita) ai propri bambini. In ogni caso, si tratta di un problema che attiene a questioni etiche, culturali e, forse, anche di tipo psicologico. Sta certamente anche alle agenzie pubblicitarie fare da filtro a questa situazione, ma anche certi genitori dovrebbero riflettere di più su cosa significa avere rispetto per chi è di minore età. Avete presente JonBenet Ramsey, la bella bambina Miss America, uccisa a 6 anni negli Stati Uniti, tempo fa? Al di là del terrificante epilogo della sua breve vita per mano di un maledetto maniaco, è sufficiente fare una rapida ricerca in Internet per vedere come la sua esistenza è stata interamente dedicata a spot pubblicitari, a servizi fotografici, a vestirsi e ad atteggiarsi in modo certamente non confacente alla vita di una bambina normale che vive e che deve vivere un’infanzia normale. La pubblicità deve essere sempre più innovativa, ma deve anche rispettare determinati principi etici: riflettano, certi pubblicitari e, soprattutto, certi genitori…

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Terziario Avanzato tra esperti e pupazzi. Aneddoti per sorridere…

settembre 5, 2006

Terziario Avanzato tra esperti e pupazzi. Aneddoti per sorridere

Come i colleghi del marketing e della comunicazione sanno bene, il settore dei servizi rappresenta un mondo complesso. Si tratta di un mix di idee, innovazioni, intuizioni, procedure e creatività che stanno alla base del cosiddetto business development. Il mondo professionale di chi presta la propria attività intellettuale, interno o esterno alle aziende, è un ambiente variegato e denso di uomini e donne che, giorno dopo giorno, contribuiscono ad elaborare ed a gestire progetti finalizzati allo sviluppo di diversi settori business. Dal confronto e dall’interscambio di esperienze, per non dire dalla collaborazione diretta, si possono agevolmente ricavare gli scenari di know-how e di professionalità che caratterizzano un determinato settore. L’esperienza insegna che, anche nel nostro Paese, è impegnata una cospicua schiera di valenti professionisti che aggiungono un valore concreto ai progetti che gli vengono affidati: per sviluppare un nuovo servizio, per promuovere un prodotto, per sostenere l’immagine aziendale, per fidelizzare al meglio clienti e collaboratori. Il sottoscritto ha sempre sostenuto che, spesso, pur riconoscendo l’importanza degli studi universitari, risulta molto più formativo lavorare in un team composto da professionalità di rilievo (e non per questo esposte alla luce dei riflettori), perché ciò non può che ingenerare un processo formativo personale che, con gli anni, accresce le proprie capacità professionali e relazionali. Detto questo, però, non è tutto oro quello che luccica. All’interno della miriade di veri professionisti, qualche eccezione bizzarra (non così rara, ma, per fortuna, non così diffusa) non manca. Gli aneddoti che qui riporto, con l’augurio di strappare un sorriso ai colleghi, riguardano alcuni “personaggi” impegnati nel settore dei servizi alle imprese, “personaggi” che, in maniera reiterata, si sono fatti notare nei rispettivi ambienti di lavoro per alcune esternazioni alquanto singolari, direttamente o indirettamente riconducibili alle tematiche, rispettivamente, del marketing, delle pubbliche relazioni e del project management.

L’esperto(?) di marketing… parlando della sua intenzione di fare marketing and promotion per commercializzare prodotti alimentari tipici del Made in Italy, un “personaggio” illustrò la sua idea di far consorziare almeno dieci produttori di mozzarella di bufala. Alla domanda: “Perché vuoi farli consorziare per esportare lo stesso identico prodotto?”, lui rispose: “Perché se un importatore estero non mi vuole comprare la mozzarella di uno dei produttori, magari è interessato alla mozzarella di un altro”. All’ulteriore domanda: “Ma ci sono differenze qualitative tra le mozzarelle dei produttori che vuoi far consorziare?”, lui ripose: “No, sono uguali, ma per attirare il cliente posso giocare sul fatto che un tipo di mozzarella viene prodotta con il latte di una bufala che pascola a un’altitudine maggiore. È un plus, un concetto di marketing, no?”.
Morale: il marketing non sarà una scienza esatta, ma…?

L’esperto(?) di pubbliche relazioni… nel corso dei preparativi necessari per una imminente riunione fissata per il primo pomeriggio con una valida incaricata di una struttura esterna con la quale si stava sviluppando un lavoro in sinergia e che stava arrivando a Milano dopo un viaggio in treno di diverse ore, un “personaggio”, saputo che un suo collega di progetto sarebbe andato ad accogliere l’ospite e pranzarci insieme, disse: “Ma non ci stare troppo, anzi, il meno possibile, altrimenti gli diamo troppa importanza e chissà dopo chi si crede di essere”.
Morale: come rafforzare lo spirito di squadra…?

L’esperto(?) di project management… disquisendo di un progetto in corso, durante una riunione, un “personaggio” illustrava come, a suo “modesto” parere, occorreva impostare il work in progress. Sedutosi davanti al suo pc, prese in mano il mouse e, con aria molto seria e solenne (anche un po’ altezzosa), iniziò a fare un po’ di click qua e là; poi, disse: “Vedi, tasto destra del mouse, apro una nuova cartella, la nomino con una sigla, per esempio S.A.L., cioè Stato Avanzamento Lavori, poi, ci copio dentro la prima tranche dei files che mi servono…poi, tasto destra del mouse, apro una nuova cartella, la nomino con un’altra sigla, ci copio dentro la seconda tranche dei files che mi servono…ecco, questo è un lavoro preciso di project management, vedi?”.
Morale: la realtà di certi progetti supera la fantasia o…?

Qualche collega potrebbe dire: “Ma guarda questi…che soggetti! Vade retro!“. Reazione comprensibile, anche perché si tratta di “personaggi” improvvisatori e pasticcioni, per usare una frase fortemente votata all’eufemismo, ma vi immaginate un settore come il nostro, marketing and communication, senza la benché minima presenza di questi “eccelsi protagonisti”? Qualcuno ci dovrà pur essere per farci sbellicare dalle risate e, soprattutto, per essere utilizzato come esempio al contrario da offrire all’attenzione dei colleghi più giovani, no?
E adesso? Tasto destro del mouse, creiamo una nuova cartella, la nominiamo “bufala” e andiamo ad accogliere il collega che viene da fuori, ma dedichiamogli al massimo tre minuti, eh?…

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Creatività, se ci sei, batti un colpo!

maggio 10, 2006

Cos’è la creatività?

Allo stesso tempo, è fantasia, inventiva, estro e, in fondo, anche genialità.

Il vero creativo è chi mostra un approccio di tipo innovativo ed originale nei confronti del proprio lavoro.

Comunicazione e marketing sono due discipline professionali nell’ambito delle quali la creatività (quella vera) è un fattore decisivo per imprimere un processo di miglioramento e di sviluppo di una determinata attività o di un determinato prodotto.

Insomma: il fare marketing ed il fare comunicazione moderni vanno (dovrebbero andare…) di pari passo con la creatività.

Spesso, è proprio questo l’aspetto che sembra mancare nel panorama attuale che vede impegnati ampie schiere di comunicatori e di marketers: la creatività.

Molti sembrano basarsi sul già detto e sul già fatto, invece di cercare strade e soluzioni nuove, capaci di andare oltre ai soliti schemi già utilizzati in passato.

Contrariamente a questa situazione che denota una strisciante stasi creativa, occorre rimarcare e ricordare che sono insite proprio nella creatività gran parte sia delle aspettative che delle chances di sviluppo di nuovo business e non soltanto in un settore particolare, ma praticamente in tutti i settori.

Innovare, creare, inventare nuove soluzioni per fare marketing e, soprattutto, per comunicare significa aggiungere valore a ciò di cui ci si occupa e, in generale, allo stesso contesto in cui si opera.

Per creare un circolo virtuoso orientato al business, oggi, occorre imprimere una sferzata di originalità in tutte le attività professionali: in altre parole, occorre comunicare per emergere in modo qualificante, senza far passare inosservata la propria proposta.

A livello concettuale, nel mondo attuale della comunicazione e del marketing, di inutili ed anonime cattedrali nel deserto ce ne sono fin troppe.

Cerchiamo di orientare la nostra professionalità sempre di più verso l’innovazione e manteniamo alta la nostra tensione creativa: è un approccio al business certamente più impegnativo, ma, senza dubbio, è l’unico davvero percorribile per restare sintonizzati con il mercato e con la società che ci circonda.

 

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it