Informazione e temi economici: basta urla

aprile 28, 2014
Informazione e temi economici: basta urla

Informazione e temi economici: basta urla

Ormai, è un dato di fatto: sempre più cittadini, analisti e giornalisti discutono di questioni economiche ricorrendo a toni duri e polemici.
Personalmente, non credo che ciò rappresenti un aspetto positivo per la forte esigenza di chiarezza che dovrebbe sempre caratterizzare un Sistema Paese degno di questo nome, in cui gli operatori economici (imprese e professionisti) e la forza lavoro (dipendenti , naturalmente, ma anche i cosiddetti lavoratori atipici) sono chiamati ad agire e a investire le loro energie in un determinato settore piuttosto che in un altro.
Le domande e gli argomenti di discussione sono tanti…
La ripresa economica arriva o non arriva?
Quali sono gli effetti reali delle tendenze finanziarie per lo sviluppo degli scambi azionari di tutto il mondo?
Nel nostro Paese, di quanto è aumentato il livello dei prezzi e qual è la reale entità dell’inflazione?
Davvero, come urlano alcuni, sarebbe meglio uscire dall’area della moneta unica europea?
Quali sono le prospettive per la nostra economia e quali misure sono effettivamente praticabili per sostenerne ripresa e sviluppo?
I mezzi di informazione (televisione e non solo) ci hanno abituato da tempo a includere diverse voci e opinioni diverse, ma che, non di rado, tendono a diventare rivendicazioni e accuse reciproche gridate a squarciagola: provate a pensare allo scontro frequente tra gli economisti del Governo di turno con quelli dell’opposizione parlamentare (e viceversa) .
Provate a pensare a notizie e commenti quasi diametralmente opposti che fanno la loro comparsa sulle pagine dei giornali: ci sono quelli che minimizzano i problemi e ci sono quelli che li drammatizzano.
Diciamo la verità: almeno sui temi legati all’economia e al lavoro, spesso, vorremmo essere cittadini di un Paese più maturo e più pragmatico e, tra l’altro, più vicino ai reali interessi comuni.
Come giornalisti, noi tutti dovremmo sempre lavorare per basare le nostre analisi sui dati, sui fatti, sulle tendenze reali, su ciò che è realmente e non su ciò che vorremmo.
In altre parole, chi vuole davvero impegnarsi nel dibattito economico e nell’informazione economica al fine di offrire un contributo razionale e non di parte dovrebbe sempre essere non soltanto rispettato, ma essere anche il benvenuto, ma, allo stesso tempo, chi (e si ha l’impressione che non si tratti di casi isolati) vuole discutere fornendo un’informazione parziale e soltanto subordinata a particolari interessi di scuderia, dovrebbe optare per la più dignitosa e appropriata delle scelte possibili: il silenzio.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

 

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Festival Internazionale del Giornalismo 2014

aprile 8, 2014
Festival Internazionale del Giornalismo 2014
Il Festival Internazionale del Giornalismo approda alla sua ottava edizione: a Perugia, da Mercoledì 30 Aprile fino a Domenica 4 Maggio, giornalisti, esperti di mass media e di new media daranno vita a una kermesse di assoluto valore.
Keynote speeches, panel discussions, incontri, documentari, premiazioni, libri, workshops, serate teatrali, data journalism, presentazioni, social events e una infinità di notizie sul settore dell’informazione saranno i punti centrali della manifestazione.
Arianna Ciccone, la fondatrice (insieme a Christopher Potter) e direttrice dell’International Journalism Festival, oltre che fondatrice del blog collettivo “Valigia Blu“, può legittimamente dirsi più che soddisfatta: dopo che, nell’Ottobre 2013, era stata annunciata la chiusura del Festival per mancanza di fondi adeguati, a novembre, sotto la spinta di una comunità di persone che realmente amano e apprezzano la manifestazione, l’organizzazione ha deciso di accettare la sfida del crowdfunding (Telecom e Working Capital hanno messo a disposizione del Festival la piattaforma fornita da Starteed e sono stati raccolti 115.420 euro in soli 90 giorni) e di andare avanti, grazie anche a un maggiore investimento di sponsor “storici” del Festival come le aziende ENEL e TIM e al sostegno del nuovo main sponsor, AMAZON.
Della raccolta fondi a sostegno del Festival si è parlato e scritto molto, sia in Italia che all’estero, da parte di chi segue le vicende e lo scenario internazionale del giornalismo: si è trattato di un successo senza precedenti e che, una volta di più, dimostra quanto siano portatori di valore quegli eventi in cui gli aspetti legati alla cultura e all’informazione sono messi al centro.
Tra i protagonisti che parteciperanno alla manifestazione (Mario Calabresi, Alan Rusbridger, Don Luigi Ciotti, Luca Sofri, Paolo Mieli, Ezio Mauro, Beppe Severgnini, Rosy Battaglia e tanti altri), di particolare interesse il keynote speech di Jeff Jarvis (J-School City University of New York), Margaret Sullivan (The New York Times), Richard Gingras (direttore news and social products di Google) e Wolfgang Blau (director of digital strategy c/o The Guardian).
Le ultime edizioni del Festival, inoltre, hanno riportato numeri da grande stadio per le presenze in città: stando ai numeri riportati dalla stampa locale e nazionale, da un minimo di 30.000 fino a 50.000 persone hanno letteralmente invaso il centro storico del capoluogo umbro, facendo registrare il tutto esaurito in tutte le strutture ricettive della città.
Infatti, durante la manifestazione, è ormai consuetudine (fin dalla prima edizione del 2006) che il centro storico della città umbra venga sempre popolato da turisti, da visitatori e da ospiti provenienti da ogni parte del mondo e che contribuiscono ad animare in modo sano le vie cittadine.
A questo proposito, un’annotazione strettamente personale…
Un paio di anni fa, proprio questo blog, PressWeb, dedicò un articolo all’edizione 2012 del Festival Internazionale del Giornalismo, la cui notizia fu letta e accolta positivamente dai suoi lettori.
Ricordo, però, un fatto alquanto singolare: un paio di “soggetti“, non collegati tra di loro, una volta letto l’articolo, mi scrissero letteralmente infastiditi: a loro parere, si trattava sicuramente di una manifestazione “pagata con i soldi di Pantalone“, studiata solo per parlare male di alcuni politici e di non altri (?) e via dicendo.
In più, mi scrissero roba del tipo “E poi chi è questa Ciccone? Chi la conosce?“.
Come sempre faccio e con la massima tranquillità, risposi via e-mail a entrambi, segnalando il link in cui erano dettagliatamente elencati i nomi dei vari sponsor privati della manifestazione e sottolineando che quel poco che il settore pubblico aveva messo a disposizione del Festival assicurava un grande ritorno economico per le strutture ricettive e commerciali della città (in tempi di crisi economica, una vera e propria boccata di ossigeno).
Inoltre, segnalai la presenza di giornalisti di diverse opinioni politiche (per fare un esempio eloquente, Filippo Facci del quotidiano “Libero” la pensa certamente in modo diverso da Luca Sofri de “Il Post”, o no?…) ed evidenziai il curriculum professionale di Arianna Ciccone, giornalista ed esperta di comunicazione.
Ovviamente, da uno dei “soggetti” non ricevetti alcuna risposta e dall’altro ricevetti solo un paio di righe sgrammaticate senza capo e né coda (cosa volesse tentare di dire restò un mistero linguisticamente impenetrabile).
Tornando al Festival, vanno segnalati anche i 15 workshops dedicati a importanti tematiche quali sicurezza informatica, privacy, tutela della fonte anonima, whistleblowing e anticorruzione, intercettazioni nell’era dell’NSA Gate, diffamazione e open source intelligence: in particolare, alcuni di essi sono stati approvati dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti per il riconoscimento dei crediti formativi.

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Informazioni:

www.festivaldelgiornalismo.com

Programma Festival Internazionale del Giornalismo 2014
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Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it