Premio “L’Anello Debole”: il sociale riportato nei cortometraggi

febbraio 26, 2014
Premio L’Anello Debole 2014

Premio L’Anello Debole 2014

Torna “L’Anello Debole”, il premio internazionale assegnato dalla Comunità di Capodarco ai migliori video e audio cortometraggi, giornalistici e di fiction, dedicati a tematiche dal forte contenuto sociale e sulla sostenibilità ambientale.
Molte le novità: dalla ventina di personaggi che comporranno le giurie di qualità fino agli otto giorni di durata del festival collegato al premio, in cui si darà spazio al meglio del documentario e del cinema di impegno sociale.
Per partecipare al bando dell’ottava edizione del premio “L’Anello Debole” c’è tempo fino al 7 Aprile 2014, ultima data utile per la consegna delle opere.
Si potrà concorrere in quattro sezioni:
  1. audio cortometraggi (inchieste, reportage, documentari) durata da 3 a 25 minuti;
  2. video cortometraggi della realtà (inchieste, reportage, documentari) durata da 3 a 25 minuti;
  3. video cortometraggi di fiction durata da 3 a 25 minuti;
  4. video cortissimi (della realtà o di fiction) durata da 0 a 3 minuti.
Dopo una prima selezione, i “corti” verranno valutati da quattro giurie di qualità.
Faranno parte delle giurie, tra gli altri, protagonisti della radio come il direttore di Radio Deejay Linus, il conduttore di “Caterpillar” Massimo Cirri, il conduttore di “Melog” Gianluca Nicoletti, lo sceneggiatore Ivan Cotroneo, i giornalisti Giovanni Anversa, Pino Corrias, Daniela De RobertDomenico Iannacone, il regista Daniele Segre, il critico Dario Zonta, oltre al giornalista Giancarlo Santalmassi, da cui è nata l’idea del premio, al presidente della Comunità di Capodarco don Vinicio Albanesi e l’autore e conduttore Andrea Pellizzari, il quale ricoprirà, per la prima volta, il ruolo di direttore artistico del premio.
La premiazione avrà luogo all’interno del Capodarco Corto Film Festival, previsto sulla terrazza della Comunità di Capodarco di Fermo dal 22 al 29 Giugno 2014.
In programma, otto giorni di film, documentari e cortometraggi, incontri con registi e attori e con gli autori delle opere finaliste, workshop e degustazioni serali di tipicità enogastronomiche locali.
Il premio “L’Anello Debole” è nato nel 2005 e si è subito distinto dalla prima edizione per l’originalità e la qualità tecnica sia dei video che degli audio “brevi”, diventando una delle più importanti e significative manifestazioni nel suo genere in Italia.
Nelle prime 7 edizioni hanno partecipato 927 opere, 870 delle quali ammesse al concorso e 447 selezionate per la votazione finale.
Tra i partecipanti, figurano giornalisti di tutte le testate Rai e Mediaset, Sky, La7, Radio 24 ed emittenti radiotelevisive regionali, insieme al meglio dei giovani audiomaker e videomaker indipendenti.

Informazioni:

www.premioanellodebole.it

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Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

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Andy Warhol e la sua Pop Art in mostra a Milano

febbraio 6, 2014
Andy Warhol e la sua Pop Art in mostra a Milano

Andy Warhol e la sua Pop Art in mostra a Milano

Andy Warhol resta e resterà probabilmente sempre un artista davvero unico nel suo genere.
Un artista innovatore, visionario, privo di schemi e sostanzialmente sempre aperto alla realtà del suo tempo: è questa, in estrema sintesi, la percezione che si avverte visitando la mostra dedicata ad Andy Warhol, in scena a Milano, presso Palazzo Reale.
La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, da 24 ORE Cultura (Gruppo 24 ORE) e Arthemisia Group, è curata da Peter Brant e Francesco Bonami.
L’evento espositivo monografico sul padre indiscusso della Pop Art americana (dal 24 Ottobre 2013 fino al 9 Marzo 2014) è composto da oltre 160 opere, dai primi disegni di Andy Warhol per finire con le suggestive “Ultime Cene” (opere che furono presentate proprio a Milano nel 1987, in occasione di quella che fu l’ultima mostra di Warhol, prima della morte sopraggiunta per una banale operazione chirirgica).
Inoltre, diversi autoritratti, ritratti di personaggi famosi del suo tempo (tra gli altri,  Marilyn Monroe, Mao Tse-TungChe Guevara), inedite rappresentazioni floreali, quadri in cui l’artista rappresenta la famosa zuppa Campbell’s e tante altre creazioni frutto di una mente poliedrica ed eclettica.
Il suo approccio all’arte, oltre a essere il frutto di uno spiccato interesse per le icone del ventesimo secolo, ruota intorno alla sua passione per il linguaggio di massa, utilizzato per evidenziarne il trend di scenario, ma senza mai esprimere giudizi critici o di esaltazione: Warhol racconta ciò che vede, annusa e percepisce.
Le serigrafie di Warhol riproducono non soltanto un’immagine specifica, ma anche l’idea della industrializzazione dell’opera d’arte, della sua ripetitività e, soprattutto, del suo ruolo non nel creare icone, ma nel rappresentarne la presenza nell’ambito della crescente cultura di massa.
Tutta l’essenza della sua Pop Art la si ritrova nelle testimonianze visive della Factory, la location newyorkese da lui allestita, al cui interno vennero alla luce e si diffusero creazioni di assoluta avanguardia in ambiti diversi, quali certamente l’arte pittorica, ma anche il cinema e la musica (la band The Velvet Underground, di cui fece parte l’indimenticabile Lou Reed, ne è ancora l’esempio più brillante).
Andy Warhol (nato a Pittsburgh il 6 Agosto 1928 e deceduto a New York il 22 Febbraio 1987) non ha segnato soltanto il suo tempo, ma, nell’osservare con attenzione le sue opere, si percepisce che il suo modo, anzi, i suoi modi di rappresentare artisticamente la realtà sono e restano sempre attuali: la Pop Art è il segno inequivocabile della società di massa, con le sue icone, i suoi crescenti fermenti e le proprie contraddizioni comunque sempre improntate alla creatività.
Uscendo dalla mostra, si avverte la sensazione di essersi immersi in atmosfere passate, ma, in realtà, si è visto da vicino uno dei principali nuclei di origine del linguaggio contemporaneo: il linguaggio visivo di Andy Warhol.
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Marco Mancinelli
PressWeb Editor