Andy Warhol e la sua Pop Art in mostra a Milano

Andy Warhol e la sua Pop Art in mostra a Milano

Andy Warhol e la sua Pop Art in mostra a Milano

Andy Warhol resta e resterà probabilmente sempre un artista davvero unico nel suo genere.
Un artista innovatore, visionario, privo di schemi e sostanzialmente sempre aperto alla realtà del suo tempo: è questa, in estrema sintesi, la percezione che si avverte visitando la mostra dedicata ad Andy Warhol, in scena a Milano, presso Palazzo Reale.
La mostra, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, da 24 ORE Cultura (Gruppo 24 ORE) e Arthemisia Group, è curata da Peter Brant e Francesco Bonami.
L’evento espositivo monografico sul padre indiscusso della Pop Art americana (dal 24 Ottobre 2013 fino al 9 Marzo 2014) è composto da oltre 160 opere, dai primi disegni di Andy Warhol per finire con le suggestive “Ultime Cene” (opere che furono presentate proprio a Milano nel 1987, in occasione di quella che fu l’ultima mostra di Warhol, prima della morte sopraggiunta per una banale operazione chirirgica).
Inoltre, diversi autoritratti, ritratti di personaggi famosi del suo tempo (tra gli altri,  Marilyn Monroe, Mao Tse-TungChe Guevara), inedite rappresentazioni floreali, quadri in cui l’artista rappresenta la famosa zuppa Campbell’s e tante altre creazioni frutto di una mente poliedrica ed eclettica.
Il suo approccio all’arte, oltre a essere il frutto di uno spiccato interesse per le icone del ventesimo secolo, ruota intorno alla sua passione per il linguaggio di massa, utilizzato per evidenziarne il trend di scenario, ma senza mai esprimere giudizi critici o di esaltazione: Warhol racconta ciò che vede, annusa e percepisce.
Le serigrafie di Warhol riproducono non soltanto un’immagine specifica, ma anche l’idea della industrializzazione dell’opera d’arte, della sua ripetitività e, soprattutto, del suo ruolo non nel creare icone, ma nel rappresentarne la presenza nell’ambito della crescente cultura di massa.
Tutta l’essenza della sua Pop Art la si ritrova nelle testimonianze visive della Factory, la location newyorkese da lui allestita, al cui interno vennero alla luce e si diffusero creazioni di assoluta avanguardia in ambiti diversi, quali certamente l’arte pittorica, ma anche il cinema e la musica (la band The Velvet Underground, di cui fece parte l’indimenticabile Lou Reed, ne è ancora l’esempio più brillante).
Andy Warhol (nato a Pittsburgh il 6 Agosto 1928 e deceduto a New York il 22 Febbraio 1987) non ha segnato soltanto il suo tempo, ma, nell’osservare con attenzione le sue opere, si percepisce che il suo modo, anzi, i suoi modi di rappresentare artisticamente la realtà sono e restano sempre attuali: la Pop Art è il segno inequivocabile della società di massa, con le sue icone, i suoi crescenti fermenti e le proprie contraddizioni comunque sempre improntate alla creatività.
Uscendo dalla mostra, si avverte la sensazione di essersi immersi in atmosfere passate, ma, in realtà, si è visto da vicino uno dei principali nuclei di origine del linguaggio contemporaneo: il linguaggio visivo di Andy Warhol.
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Marco Mancinelli
PressWeb Editor
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2 Responses to Andy Warhol e la sua Pop Art in mostra a Milano

  1. Francesca R. ha detto:

    bellissimo: hai ricreato perfettamente l’atmosfera di quella mostra stupenda. Quasi quasi, ci torno!

  2. Maria ha detto:

    dopo aver letto questo articolo che mi ha indicato mia figlia, devo assolutamente andarci. Non sapevo che Warhol avesse avuto a che fare con Lou Reed, grazie!

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