Entrato in vigore il Testo Unico dei Doveri del Giornalista

febbraio 12, 2016

Testo Unico dei Doveri del Giornalista

Lo scorso 3 Febbraio 2016, dopo essere stato approvato negli ultimi giorni di Gennaio dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti, è entrato in vigore il Testo Unico dei Doveri del Giornalista.

Il documento trae origine dall’esigenza di armonizzare le ormai numerose carte deontologiche al fine di favorire una maggiore chiarezza di interpretazione e di facilitare l’applicazione di tutte le norme, la cui inosservanza può determinare la responsabilità disciplinare dell’iscritto all’Albo dei Giornalisti.

Il Testo Unico dei Doveri del Giornalista recepisce i contenuti della Carta dei Doveri del Giornalista degli Uffici Stampa, della Carta dei Doveri dell’Informazione Economica, della Carta di Firenze, della Carta di Milano, della Carta di Perugia, della Carta di Roma, della Carta di Treviso, della Carta Informazione e Pubblicità, della Carta Informazione e Sondaggi, del Codice di Deontologia relativo alle attività giornalistiche, del Codice in materia di rappresentazione delle vicende giudiziarie nelle trasmissioni radiotelevisive e del Decalogo del Giornalismo Sportivo.

Il Testo Unico dei Doveri del Giornalista è un documento che, in sostanza, ha l’obiettivo di superare gli elementi di dispersività e di difficile interpretazione attribuiti alle vecchie carte deontologiche approvate dall’Ordine dei Giornalisti negli anni passati.

Download: Testo Unico dei Doveri del Giornalista

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Il futuro del giornalismo tra etica e professione

ottobre 7, 2011
Lo scorso 6 Ottobre, si è svolto presso l’Aula Magna dell’Università Statale di Milano il convegno “Il Futuro del Giornalismo. Etica e Professione”, organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Dai lavori, è emersa una marcata preoccupazione da parte dei giornalisti per le attuali tendenze dei media, ma, allo stesso tempo, anche una grande domanda orientata all’informazione di qualità, un valore che non può prescindere dall’etica. Ed è con queste considerazioni che il presidente dell’OdG della Lombardia, Letizia Gonzales, presentando il convegno, ha riassunto i dati emersi dalle ricerche presentate da Enrico Finzi, presidente di Astra Ricerche, in occasione del terzo appuntamento del ciclo sul futuro del giornalismo. Una cospicua platea di addetti ai lavori e non ha seguito l’intensa mattinata in cui le ricerche di Enrico Finzi sono state commentate da Roberto Napoletano, direttore de Il Sole 24 Ore, Anna Maria Testa, pubblicitaria e docente universitaria, Pier Gaetano Marchetti, Presidente Rcs Mediagroup, Luca Telese, giornalista de Il Fatto Quotidiano e La7, Marco Tarquinio, Direttore di Avvenire, Massimo Tafi, presidente di Mediatyche. Nel corso del dibattito, è intervenuto Roberto Natale, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI).
Tra i vari argomenti trattati, ha assunto un ruolo di rilievo il senso di disagio avvertito da molti operatori dell’informazione: da più parti, viene considerata a rischio l’autonomia del giornalismo, minacciata non soltanto da una spasmodica ricerca dello scoop a tutti i costi, ma anche dai recenti provvedimenti legislativi in tema dell’utilizzo delle intercettazioni telefoniche. 
Di rilievo anche la situazione dei giornalisti precari, in particolare, dei free lance: fin troppo spesso, alcuni articoli vengono retribuiti, in media, con soli 4 euro, frapponendo pesanti ostacoli sul versante dell’accesso alla professione. 
Nonostante le aree critiche del giornalismo contemporaneo, il pubblico dei fruitori dei prodotti giornalistici, dato che emerge dalle dettagliate indagini di Astra Ricerche, pare continuare a riconoscere il valore e l’utilità dell’informazione, chiedendo, però, una maggiore attenzione alla qualità stessa dell’informazione.
Anche nell’era delle concorrenza on line da parte di prodotti informativi gratuiti che, va detto, si presentano particolarmente variegati anche sotto il profilo della qualità e dell’affidbilità, l’opera di chi svolge la professione del giornalista resta ed è ancora considerata come indispensabile. 
Insomma, non corrisponde al vero che l’informazione è davvero malata, ma non c’è dubbio che, oggi forse più che in passato, si rende necessario un ulteriore salto di qualità, basato sul binomio Etica e Autonomia del giornalista (politica permettendo…).
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Per informazioni e download sintesi interventi relatori: http://www.odg.mi.it/node/32470
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Marco Mancinelli
PressWeb Editor

La frammentazione della professione giornalistica

ottobre 29, 2010
Giornalismo: il lato emerso della professione. Una ricerca sulla condizione dei giornalisti italiani visibili”: è questo il tema di uno studio realizzato da LSDI (Libertà di Stampa, Diritto all’Informazione) sulla base dei dati forniti dall’INPGI (Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani), dall’Ordine dei Giornalisti e dalla FNSI, il sindacato unitario della stampa italiana. L’indagine evidenzia il profilo della professione in Italia attraverso l’analisi di tutti i dati di carattere occupazionale, contrattuale e previdenziale dei giornalisti “visibili” ufficialmente, ammontanti a meno della metà degli iscritti all’Ordine (49.239 su 108.437, dati aggiornati al 31 Dicembre 2009). Emerge l’immagine di una professione decisamente frammentata, con status professionali ed economici alquanto variegati e con differenze, non di rado, molto profonde fra i vari segmenti che la compongono. La ricerca, oltre a segnalare l’esistenza di un numero rilevante di giornalisti del tutto “invisibili” sul piano contrattuale, conferma anche l’esistenza di una vistosa spaccatura fra il lavoro dipendente (che, in prevalenza, opera dentro le redazioni) e il lavoro autonomo, tipologia, quest’ultima, che nell’industria editoriale cresce e diventa sempre più vitale per l’intera macchina dell’informazione, ma che non riesce ad acquisire una vera e concreta dignità sul versante professionale. Questi importanti aspetti verranno discussi, nell’ambito di un incontro pubblico che si terrà la mattina del 4 Novembre, a Roma, nella sala “Walter Tobagi” della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, dal Presidente dell’INPGI Andrea Camporese, dal Presidente dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti Enzo Iacopino, dal Segretario Generale e dal Presidente della FNSI, Franco Siddi e Roberto Natale, oltre che dagli autori dell’indagine, Pino Rea e Vittorio Pasteris. Sono previsti anche gli interventi di Arianna Ciccone (Coordinatrice del Festival Internazionale del Giornalismo di Perugia) e di Antonio Tombolini (Amministratore Delegato della casa editrice Simplicissimus).


Marco Mancinelli
PressWeB Editor