Comunicazione ed editoria aziendale: l’impresa come media company

febbraio 25, 2016
Comunicazione ed editoria aziendale: l'impresa come media company

Comunicazione ed editoria aziendale: l’impresa come media company

Per un’azienda che produce beni di consumo o che eroga servizi e per uno studio professionale, sono diverse le opportunità da sfruttare al meglio per comunicare: senza dubbio, oltre ai classici strumenti quali il comunicato stampa o il ricorso a un’agenzia esterna specializzata in media relations, va considerata anche la cosiddetta editoria aziendale.

Nello specifico, per editoria aziendale si deve intendere l’ideazione, la realizzazione e la diffusione di un vero e proprio notiziario in cui e attraverso il quale l’azienda non soltanto racconta se stessa in merito alle proprie attività, ma, di fatto, apre un significativo e aggiuntivo canale di comunicazione e di dialogo, in particolare, con i propri business targets di riferimento e, in generale, con i vari stakeholders facenti parte del contesto interessato.

Nuovi prodotti, nuovi metodi di lavorazione, nuovi mercati, nuovi servizi post-vendita, accordi commerciali, brevetti, nuovi inserimenti nello staff dirigenziale, riconoscimenti, iniziative speciali: sono soltanto alcuni degli innumerevoli argomenti che possono trovare spazio all’interno del notiziario aziendale.

Per apportare un ulteriore valore aggiunto, è bene che il notiziario (un magazine e un house organ a tutti gli effetti, indipendentemente dal numero delle pagine), oltre alle varie informazioni direttamente riferite all’azienda, offra ai propri lettori anche approfondimenti di qualità riguardanti argomenti coerenti con tutto ciò che è attinente al settore in cui l’azienda stessa opera.

Per fare un piccolo ma significativo esempio, il magazine di un’azienda alimentare può contenere ricette consigliate da uno chef, approfondimenti su tematiche nutrizionali con particolare riferimento alla salute e al benessere, dossier sui territori di provenienza di determinati prodotti agroalimentari e via dicendo.

In tale ambito, svolge un ruolo importante anche l’impostazione grafica e le immagini pubblicate di volta in volta: si tratta di elementi da scegliere con attenzione, con gusto e, soprattutto, con sempre stretta coerenza rispetto ai contenuti del magazine aziendale.

Non va mai dimenticato che siamo entrati nell’era digitale e multimediale: non soltanto per questo motivo, ma anche per una migliore sostenibilità dei costi che è più che consigliabile considerare, in alternativa alla versione cartacea, il ricorso alla versione on line del magazine, inviando per e-mail o il notiziario su file allegato (prestando grande attenzione alle dimensioni) o l’indice con i links ai vari articoli da leggere direttamente su un sito Internet ad hoc predisposto dall’azienda stessa.

L’azienda e lo studio professionale che agiscono da editori di se stessi, inoltre, possono sfruttare la propria presenza sui vari canali social (Facebook, Linkedin, Twitter) per supportare e promuovere sia la visibilità che la diffusione del proprio magazine digitale e, in questo caso, senza doversi accollare alcun costo aggiuntivo dal momento che si tratta di strumenti on line gratuiti e non per questo meno importanti.

Va da sé che i contenuti e la redazione degli stessi devono necessariamente essere ben strutturati, mirati e realizzati in modo competente (magari, coinvolgendo adeguate professionalità giornalistiche).

Le innovative soluzioni offerte dalle nuove tecnologie on line non possono che stimolare una sempre più ricca e puntuale attività di comunicazione per chi opera nel tessuto economico: nell’attuale scenario, anche la comunicazione aziendale, allo stesso modo di quella propria delle realtà associative, ha davanti e accanto a sé nuovi strumenti per un significativo salto di qualità.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Festival Internazionale del Giornalismo 2015: grandi numeri e qualità culturale

aprile 21, 2015
Festival Internazionale del Giornalismo 2015: grandi numeri e qualità culturale

Festival Internazionale del Giornalismo 2015: grandi numeri e qualità culturale

Domenica 19 Aprile, si è conclusa la nona edizione del Festival Internazionale del Giornalismo: 5 giorni in cui la città di Perugia è diventata uno straordinario luogo di confronto dove si sono incontrate le mille voci e i mille colori di chi fa giornalismo, dei professionisti dell’informazione, dei cittadini che vogliono contribuire e del pubblico che vuole partecipare attivamente.
L’edizione 2015 ha registrato un significativo aumento delle presenze rispetto allo scorso anno: circa 60.000 persone hanno seguito i vari momenti del Festival Internazionale del Giornalismo.
In 14 sale dislocate nel centro storico di Perugia, si sono succeduti 279 eventi, tutti a ingresso libero, di cui molti in traduzione simultanea, tra incontri-dibattito, interviste, premiazioni, presentazioni di libri, case history, startup, e nuove realtà e tendenze editoriali.
623 i relatori provenienti da 34 Paesi diversi, oltre 2.500 i giornalisti accreditati, oltre 170.000 le visite al sito Internet (in particolare, il sito in versione inglese ha registrato un incremento di visite pari al 30%), 35.000 gli accessi per i video del canale Youtube del festival (15.000 in più rispetto al 2014), 363.000 minuti durante i 5 giorni della kermesse umbra dedicata al giornalismo.
Altre cifre importanti riguardano i 360 video totali prodotti, tra i quali 260 gli eventi live (subito disponibili on demand), 70 mini-puntate del webmagazine con interviste, 5 pillole del diario quotidiano.
Sono stati trasmessi in diretta streaming tutti gli eventi in 10 differenti sale, 7 in più rispetto all’anno scorso.
Gli eventi più seguiti in diretta sono stati il panel con Edward Snowden (Venerdì 17 Aprile) e l’incontro con Chef Rubio e Zerocalcare (Sabato 18 Aprile), entrambi con circa 3.500 visualizzazioni tra live e on demand.
Densi di significati e di importanti spunti finalizzati a un giornalismo dalla valenza sociale sono stati i diversi panel di discussione che si sono alternati durante il Festival, tra i quali “Ambiente & Informazione: occasione mancata?”, evento al quale ha partecipato, tra gli altri, Rosy Battaglia, giornalista on line, social media specialist e blogger, specializzata in inchieste ambientali e curatrice di Cittadini Reattivi, progetto di giornalismo civico e sito di crowdmapping su ambiente, salute e legalità.
Gazebo Live, in diretta sul sito di repubblica.it, ha registrato 150.000 visualizzazioni.
In merito a Twitter, l’hashtag #ijf15 ha prodotto circa 56.000 tweets dal 15 al 19 Aprile, provenienti da circa 11.200 utenti diversi (e da 5 continenti) e oltre mezzo milione di retweets.
Picco di tweets raggiunto: 74 per minuto.
L’hashtag #ijf15 è rimasto tra i trending topics per tutti 5 i giorni, entrando anche nelle tendenze di Svizzera e Canada.
L’account @journalismfest ha guadagnato attorno ai 1.000 follower dal 15 al 19 Aprile.
Il tweet più condiviso è stato il “meme“, con la citazione tratta dall’evento speciale di Edward Snowden, che ha raggiunto circa 43.000 impressioni, più di 220 retweets ed è stato “embeddato” più di 120 volte.
Durante il keynote speech di Jeff Jarvis, Sabato 18 Aprile, l’hashtag #ijf15 ha registrato un picco di 1.500 tweets in 30 minuti.
Per quanto riguarda Facebook: 420.000 sono state le visualizzazioni dei contenuti del festival, 15.000 tra i “like“, commenti e condivisioni durante i 5 giorni.
Inoltre, certamente da non dimenticare sono i 250 volontari, giovani aspiranti giornalisti e non solo che sono arrivati da ogni parte del mondo e si sono mpegnati a pieno e con grande entusiasmo nella macchina organizzativa.
Il centro storico della città è stato popolato da turisti, visitatori e ospiti provenienti da ogni parte del mondo che hanno contribuito ad animare le vie e il corso, anche improvvisando incontri e dibattiti all’aperto, consacrando, di fatto, il Festival Internazionale del Giornalismo come un grande evento promozionale sia per la città di Perugia che per la regione Umbria, sempre più a livello internazionale.
Una grande occasione di networking e un patrimonio culturale da tutelare con tutte le forze.
L’edizione 2016 del Festival Internazionale del Giornalismo si svolgerà a Perugia dal 6 al 10 Aprile 2016: l’hashtag ufficiale è #ijf16.
I numeri e i contenuti della manifestazione parlano chiaro: anche nel nostro Paese, ci sono una grande attenzione e una profonda passione rivolte ai temi caldi del giornalismo, dei mass media (vecchi e nuovi) e alla libertà di informazione.
Ma non solo: sia dall’ambiente degli operatori dell’informazione e sia da quello dei fruitori appassionati del giornalismo, si segnala una crescente convergenza verso gli strumenti digitali della comunicazione contemporanea, elementi che, di fatto, hanno già aperto le porte a una nuove era dell’informazione.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Festival Internazionale del Giornalismo 2015

aprile 14, 2015
Festival Internazionale del Giornalismo 2015

Festival Internazionale del Giornalismo 2015

Le difficoltà dell’editoria, le nuove frontiere della comunicazione politica italiana, la situazione dei media in Russia e in Ucraina, la censura in Turchia, la copertura mediatica dell’emergenza Ebola e la libertà di stampa in Messico; il giornalismo investigativo trasnazionale da Luxleaks a Swissleaks, sicurezza e sorveglianza a due anni dal Datagate, come raccontare le nuove guerre, la libertà di espressione, il rapporto tra attivismo e giornalismo, dall’analisi del programma mediatico in Cina fino alla propaganda online costruita dall’ISIS. Ed ancora il ruolo dei talk show in Italia, il giornalismo vissuto dai freelance, Mafia Capitale e Tangentopoli, le sfide del fact checking, il ruolo dei social media nell’informazione, l’emergenza ambientale: nord e sud Italia a confronto, media e calcio, realtà virtuale applicata al giornalismo, crowdfunding, tech vs journalism, etc.: sono soltanto alcuni dei tanti e significativi temi del Festival Internazionale del Giornalismo 2015, kermesse del giornalismo organizzata da Arianna Ciccone e Christopher Potter.
Da Mercoledì 15 Aprile a Domenica 19 Aprile: 5 giorni pieni con oltre 200 eventi tra incontri-dibattito, interviste, presentazioni di libri, workshop e serate teatrali. Presenti 600 speaker provenienti da 34 Paesi diversi, tutto rigorosamente a ingresso libero.
L’economia del dono, la condivisione di saperi e competenze, il confronto e lo scambio sono il cuore del Festival, e spiegano gran parte del suo successo. Ecco perché lo slogan di questa edizione è: #ijf15 everybody learning from everybody else. Tutti possono imparare da tutti.

Special Event: Edward Snowden e il dibattito su sorveglianza e privacy. Per la prima volta, in Italia, si terrà un dibattito che vedrà la partecipazione degli stessi protagonisti: Edward Snowden, il whistleblower che ha rivelato l’enorme portata delle pratiche di sorveglianza della NSA e Laura Poitras, la regista recentemente vincitrice di un premio Oscar per il documentario CITIZENFOUR in cui ha ripreso le riunioni avvenute tra Snowden e i giornalisti, e di un premio Pulitzer per l’inchiesta giornalistica che ha divulgato la storia. L’avvocato di Snowden, Ben Wizner (ACLU), e il direttore della neonata Coalizione Italiana Libertà e Diritti Civili Andrea Menapace analizzeranno le implicazioni della vicenda sui diritti umani. Partecipano anche Simon Davies fondatore Privacy International e Patrizio Gonnella (CILD), modera Fabio Chiusi giornalista.

I keynote speech sono stati affidati a: Jeff Jarvis professore associato e direttore del Tow-Knight Center for Entrepreneurial Journalism alla City University di New York, Andrew Mitchell Direttore news e global media partnerships di Facebook e Aron Pilhofer direttore esecutivo del settore digitale del Guardian.

Tra gli ospiti stranieri ci saranno Alexander Klopping, 27 anni, fondatore di Blendle, un sistema olandese per il giornalismo basato sul modello di iTunes e supportato dal New York Times e dall’editore tedesco Axel Springer, George Brock professore di giornalismo alla City University di Londra e autore del libro “Out of Print”, Anabel Hernandez tra le più note giornaliste investigative messicane, Awal Bakare, co-fondatore e CEO di Ebola Alert, Ignacio Escolar, fondatore e direttore di eldiario.es, dove è autore di escolar.net, il più seguito blog politico spagnolo, vincitore di due Bitácoras (2008 e 2009).
Ci sarà Peter Cunliffe-Jones, direttore esecutivo di Africa Check, la prima organizzazione di fact checking africana, Gregor Aisch, esperto in visualizzazione dati, graphics editor al New York Times,  Dan Pacheco tra i maggiori esperti mondiali di virtual reality applicata al giornalismo, Raju Narisetti vicepresidente senior e vicecapo delle strategie di News Corp.
Abdulemam Ali,
blogger di Global Voices e che scrive di diritti umani e attualità e Jillian York, responsabile per la libertà di espressione internazionale all’Electronic Frontier Foundation, saranno tra i 5 protagonisti dei ijf15talk al Teatro della sapienza. Al festival anche Khalid Albaih il vignettista sudanese divenuto un artista della rivoluzione grazie ai suoi disegni di forte impatto politico postati su facebook nelle prime fasi delle proteste della Primavera araba; Hassan Hassan analista ed editorialista, ospite del festival con “ISIS: Inside The Army of Terror” di cui è co-autore; e il fondatore e CEO di Change.org Ben Rattray, in un incontro sul futuro dei movimenti sociali, tra l’attivismo online e i media.

Tra gli ospiti italiani l’editorialista del Giornale Vittorio Feltri, il presidente IPSOS Nando Pagnoncelli, il portavoce del presidente del Consiglio Filippo Sensi, il fondatore de Il Foglio Giuliano Ferrara, Enrico Mentana direttore del Tg LA7, Massimo Russo direttore di Wired, Alessandro Baricco preside e fondatore della scuola Holden, la presidente della Camera dei deputati Laura Boldrini, Erri De Luca, Riccardo Iacona, Augusto Minzolini, Corrado Formigli, Beppe Severgnini, Walter Veltroni, Filippo Facci, Fulvio Abbate, Pietrangelo Buttafuoco.

Protagonisti di questa IX edizione anche la presidente di Emergency Cecilia Strada e il fotografo Oliviero Toscani, con due interviste condotte da David Parenzo sulla Libertà di Espressione (a cura di TIM); Niccolò Ammaniti, per la prima volta nella veste di regista, sarà a Perugia con il suo documentario-reportage dall’india “The Good Life”, sul palco del Teatro Morlacchi insieme a Giovanna Zucconi; ci saranno Chef Rubio e Zerocalcare in un originale incontro dal titolo Social Fighters; Linus e Giuseppe Cruciani insieme in un incontro per parlare di radio, fra informazione e intrattenimento.

Torna Diego Bianchi, in arte Zoro, con Gazebo Live! (in diretta su Repubblica.it) con la sua originale ‘compagnia di giro’ e, anche quest’anno, il Teatro Morlacchi ospita in anteprima nazionale, per la serata conclusiva del festival, lo spettacolo di Marco Travaglio “Slurp”; si parlerà di musica italiana e dei suoi nuovi scenari con Luca Valtorta che intervisterà Giuliano Sangiorgi e Andrea Mariano, voce e tastiera dei Negramaro.

Come ogni anno sarà a Perugia la Scuola di Data Journalism tra le più importanti in Europa: una serie di panel e workshop curati in collaborazione con European Journalism Center e Open Knowledge Foundation.

Tra le numerose presentazioni: Kickstarter per il giornalismo, Nicole He di Kickstarter spiegherà come strutturare e programmare una campagna di lancio; Giornalismo che nasce e resta sui social media: reported.ly, il giornalista Andy Carvin, senior social media strategist di National Public Radio fino al 2013, presenta il suo nuovo progetto giornalistico e la sua squadra; AJ+ alla conquista dei millennial, l’head of engagement di AJ+ Jigar Mehta racconterà questa nuova forma di storytelling che ha l’obiettivo di catturare l’attenzione dei giovani col giornalismo; Positive News, i co-fondatori di Constructive Journalism Project Danielle Batist e Sean Dagan Wood spiegheranno perché il mondo ha bisogno di un giornalismo costruttivo.

Tornano gli appuntamenti di Hackers’ Corner (i maggiori esperti italiani insegnano tecniche e strumenti per la sicurezza delle fonti e nella comunicazione giornalistica) e quest’anno con Law & Order sarà inaugurata una serie di laboratori specifici per approfondire e prepararsi agli aspetti giuridici della professione. Tra i workshop da segnalare: Twitter masterclass con Livia Iacolare Twitter Italia e Jérôme Tomasini head of news & politics Twitter Francia; Google masterclass, con Matt Cooke responsabile in Europa News Lab di Google; Amazon masterclass, con Alessio Santarelli director Kindle Store EU; Coca-Cola masterclass con Jay Moye direttore di Coca-Cola Journey, premiato magazine digitale e piattaforma di Coca Cola.

Molti i documentari, tra i quali CITIZENFOUR, premio Oscar 2015, diretto da Laura Poitras che racconta lo scandalo nato dalle rivelazioni di Edward Snowden; Cabu, politicamente scorretto, girato nel 2006 e dedicato alla vita di redazione di Charlie Hebdo; il nuovo documentario di Bill Emmott e Annalisa Piras Movie The Great European Disaster sulla crisi politica, economica e di identità che sta attraversando l’Europa; L’Aquila, frammenti di memoria, una mostra di foto e testi + dark room per l’ascolto dei reportage radiofonici e proiezioni video, realizzata dagli allievi del Corso di base di Reportage Audiovisivo (2014) guidati da Daniele Segre (in collaborazione conPerSo – Perugia Social Film Festival).

E le presentazini di libri: lo scrittore e sceneggiatore Etgar Keret, autore di ispirate e ironiche graphic novel sulla sua Tel Aviv, in anteprima al festival con “Sette anni di felicità; “Guantanamo Diary”, i diari di prigionia di un detenuto della struttura di massima sicurezza, raccolti dallo scrittore e attivista Larry Siems.

In diretta da Perugia, Luca Bottura con Lateral – Radio Capital, Massimo Cirri con Caterpillar – Radio2 e la trasmissione Voci del Mattino – Radio1, condotta da Paolo Salerno.

Da una lettura attenta del programma del Festival, emerge un’ampia e significativa opportunità per chi è seriamente interessato al mondo del giornalismo contemporaneo.

Presenti sia giornalisti indipendenti e sia giornalisti appartenenti ad aree di pensiero tra loro completamente all’opposto: piccola annotazione personale, questa, dedicata a chi scrisse proprio a PressWeb, tempo fa, qualche delirante e sgrammaticata e-mail per sostenere che si trattasse di un “festival di una parte politica, pagato con i soldi dei contribuenti e organizzato da persone sconosciute“.

Nulla di più falso e superficiale: la stragrande maggioranza del budget proviene da grandi sponsor privati e dall’attività di crowdfunding.

Il Festival Internazionale del Giornalismo è una delle eccellenze culturali del nostro Paese.


Informazioni:

www.festivaldelgiornalismo.com

www.journalismfestival.com

Programma del Festival Internazionale del Giornalismo 2015

Marco Mancinelli

PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Editoria e New Media: Fausto Lupetti Editore

marzo 20, 2015
Editoria e New Media: Fausto Lupetti Editore

Editoria e New Media: Fausto Lupetti Editore

In Italia, esiste una variegata miriade di case editrici e ciò rappresenta, di fatto, una vera e propria ricchezza culturale per il nostro Paese.
Editori di grandi, medie e piccole dimensioni sono impegnati, giorno dopo giorno, ad affrontare una sfida significativa nel rapportarsi con le esigenze del mercato di riferimento e nella creazione di prodotti capaci di offrire spunti, conoscenze e qualità culturali.
Tra le tante realtà del comparto editoriale, è giusto segnalare la casa editrice Fausto Lupetti di Bologna che, oggi, compie 31 anni.
Infatti, risale al lontano 1984 l’inizio del suo debutto nel panorama editoriale italiano.
In questi 31 anni di attività, Fausto Lupetti ha pubblicato oltre 1.000 titoli di cui, prevalentemente, nell’area culturale e professionale della comunicazione.
Fausto Lupetti, proprietario della casa editrice, insieme a suo figlio Daniele Lupetti, rappresenta un impegno orientato verso quei segmenti di lettori particolarmente attenti alle tematiche della comunicazione e declinate in approcci diversi, senza mai dimenticare che è proprio al centro della lettura che risiede il significato della curiosità intellettuale e culturale.
Di particolare interesse, agli occhi di chi analizza il mondo della comunicazione contemporanea, è la costante e convinta presenza della casa editrice Fausto Lupetti, in particolare, sui principali social networks (Linkedin, Twitter, Facebook): questa è l’ennesima conferma del fatto che anche i prodotti culturali (prodotti nobili) devono necessariamente essere comunicati anche ricorrendo ai new media, attivando e consolidando l’indispensabile rapporto di tipo informativo e promozionale con il mercato di riferimento.
Oltre il sito web www.faustolupettieditore.it, la strategia di comunicazione adottata dalla casa editrice fondata e diretta da Fausto Lupetti, quindi, dimostra che è proprio nella contemporaneità tecnologica degli strumenti comunicativi che risiede almeno una parte importante di un percorso diretto alla divulgazione culturale.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Il Manifesto dei Giornalisti Freelance

febbraio 3, 2015
Il Manifesto dei Giornalisti Freelance

Il Manifesto dei Giornalisti Freelance

Contrariamente a quanto (ancora) molti lettori sembrano pensare, una quantità estremamente cospicua degli articoli pubblicati su quotidiani, periodici e giornali on line è il frutto del lavoro di giornalisti freelance: si tratta di professionisti dell’informazione, quasi sempre iscritti all’albo dei giornalisti, non contrattualizzati e che vengono pagati “a pezzo“.
Guidati dalla passione per il proprio lavoro, i freelance prestano la propria collaborazione nei modi più svariati: interviste, articoli di analisi, di cronaca e, qualche volta, di commento, per non parlare di vere e proprie inchieste anche particolarmente impegnative ed elaborate.
Le scarse (per non dire inesistenti) tutele e la frequente bassa retribuzione di cui “gode” la stragrande maggioranza dei giornalisti freelance sono una innegabile realtà: chiunque operi nel settore dell’informazione non può che esserne al corrente, editori compresi.
Nella galassia dei freelance, non mancano gravi esempi di articoli pagati anche soltanto pochissimi euro e ciò avviene alla faccia di ogni minimo senso del decoro da parte di non pochi editori committenti.
Da qualche anno, si parla sempre più insistentemente dell’applicazione concreta del cosiddetto “equo compenso“, ma senza che ciò abbia portato a novità di rilievo: a tale proposito, la relativa legge langue sconsolata e ciò grazie anche alla sostanziale immobilità (per non dire insensibilità…) dimostrata dalle istituzioni.
In questo scenario non propriamente entusiasmante, un numero crescente di giornalisti freelance tenta, nei modi più diversi, di farsi sentire per portare avanti le proprie ragioni.
In particolare, è giusto segnalare il “Manifesto dei Giornalisti Freelance”, un documento ideato e diffuso on line da un gruppo Facebook composto da giornalisti freelance.
L’obiettivo del “Manifesto dei Giornalisti Freelance” consiste, come dichiarato dai propri ideatori, nel “discutere di come migliorare la nostra condizione lavorativa, la qualità del nostro giornalismo e della nostra vita“.
Il nome del gruppo presente su Facebook è Italian Freelance Journalists UNITED e i contenuti del “Manifesto dei Giornalisti Freelance” sono i seguenti:
  1. Siamo giornalisti freelance e orgogliosi di esserlo: free come in free speech, non come in free beer.
  2. Siamo uno dei pilastri del mondo dell’informazione attuale e ancor più del suo futuro, anche se il nostro lavoro non sempre è riconosciuto per quello che è: un misto di competenze, esperienza, contatti, flessibilità, innovazione, capacità di organizzazione.
  3. Il nostro lavoro è una risorsa per tutti: per questo va pagato. Bene. E nei tempi previsti dalla legge.
  4. I nostri articoli non devono essere stravolti nel contenuto, titolo e contesto in cui sono presentati.
  5. Siamo liberi professionisti. L’esclusiva? Va pagata.
  6. Siamo collaboratori esterni delle redazioni: la disponibilità quotidiana e la reattività immediata sono un di più che vanno negoziati. Ma abbiamo anche il diritto a essere informati per tempo di decisioni redazionali che possano avere un impatto sul nostro lavoro.
  7. Se ci chiedete proposte, idee, progetti, siete liberi di non sceglierli, ma ci aspettiamo una risposta in tempi ragionevoli.
  8. I lavori commissionati, consegnati e corrispondenti a quanto richiesto vanno pagati anche se per vostri motivi decidete di non pubblicarli. E vogliamo sapere in anticipo il compenso di un lavoro.
  9. Abbiamo diritto al rimborso delle trasferte. E a una copertura legale da parte delle testate per cui lavoriamo.
  10. Abbiamo diritto a ferie, malattia, maternità, pensione: purtroppo oggi questi diritti per noi, come per molti altri lavoratori freelance, sono una chimera. Vogliamo impegnarci perché non sia più così.
Lo stesso documento è riportato in un apposito blog:
“Per un manifesto dei giornalisti freelance. Free, come in free speech”
http://freelance.noblogs.org/
Insomma, non c’è dubbio che il settore dell’editoria abbia comunque subito il contraccolpo della crisi economica degli ultimi anni, ma, di fatto, non è comunque né giusto e né accettabile agire sui costi riservando a molti freelance, fin troppo spesso in certe realtà giornalistiche, un trattamento all’insegna dello sfruttamento: significa applicare pesi e misure diversi sul versante della retribuzione e delle tutele.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Riflessioni sull’utilizzo di Facebook

novembre 6, 2014
Riflessioni sull'utilizzo di Facebook

Riflessioni sull’utilizzo di Facebook

Poche cose che (forse) il sottoscritto ha imparato sull’utilizzo di Facebook

(1) Se scrivi più di 4 o 5 righe, spingi gli altri utenti a non leggere il tuo post (vale la regola non scritta degli articoli on line che non devono mai essere lunghi)

(2) A volte, se riporti una news (tramite link o scritta di tuo pugno) dedicata ad argomenti non frivoli quali l’economia e la società, devi aspettarti anche battute da cabaret anni ’50, infantili o di pessimo gusto (ignorarle è la cosa migliore)

(3) Per qualche oscuro motivo, a volte, anche postando tuoi commenti o tue opinioni su argomenti di carattere generale, ci potrebbe essere qualcuno/a che si sentirà tirato/a malamente in causa

(4) Non esiste un filtro Facebook contro l’intolleranza e la presunzione: ci sarà sempre qualcuno/a che si sentirà, anche con modi degradati da bettola di quarta serie, in dovere di impartirti una o più “lezioni di vita”

(5) Facebook è comunque un mezzo (ancora) decente per stare in contatto con chi condivide alcuni tuoi interessi professionali e/o personali, a patto di farne uso e non abuso

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Internazionale a Ferrara: giornalismo e new media a confronto

ottobre 16, 2012

Internazionale a Ferrara: giornalismo e new media a confronto

Un’occasione densa di spunti culturali e professionali, di riflessioni sul complesso mondo dei mass media, di incontri con giornalisti provenienti da tutti i continenti: è quanto si è respirato durante le giornate della sesta edizione di Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dal settimanale Internazionale.
Numerose ed estremamente qualficate le testimonianze che si sono succedute nei vari palchi del festival ferrarese: si è parlato e ci si è confrontati sul vissuto dei nuovi media, dei social networks, dell’approdo sempre più massiccio al web da parte di testate particolarmente prestigiose e, ovviamente, di libertà di informazione.
Non sono mancati approfondimenti relativi alla complessa fase congiunturale dell’economia globale e, nello specifico, di ciò che è accaduto e che sta accadendo sul versante dei mercati finanziari, tra bolle speculative e utilizzo disinvolto delle risorse finanziarie da parte di non pochi operatori borsistici e bancari.
In merito, particolarmente ricca di significati è risultata la testimonianza di Shawn Carrié, membro del movimento di contestazione pacifica “Occupy Wall Street“, che ha illustrato quanto, anche e soprattutto nella società statunitense, certi comportamenti  all’insegna di reiterati abusi da parte del capitalismo finanziario siano sfociati in inique e impattanti conseguenze sull’intero tessuto sociale: una tematica complessa da approfondire e non soltanto da chi, come giornalista, si occupa soltanto di questioni economiche, ma anche di questioni sociali.
Al di là della lunga serie di nomi e di testate presenti che hanno dato vita a una kermesse informativa senza sosta per tre giorni e riportati nel dettaglio sul sito web della rivista Internazionale, chi ha assistito e partecipato ai vari eventi del festival non può non aver notato, tra i tanti, almeno tre aspetti prevalenti in termini di scenario raccontati dal mondo giornalistico attuale e strettamente collegati tra essi: i social networks, le evoluzioni del mondo finanziario e la cosiddetta Primavera Araba.
I social networks, Twitter e Facebook, vivono una fase di intenso sviluppo e di crescente importanza anche nel mondo dell’informazione.
Twitter, in particolare, ha aperto un nuovo canale di comunicazione in tempo reale: non sono pochi, anzi, sono ormai molti i casi in cui determinate hot news sono arrivate all’attenzione delle redazioni di tutto il mondo grazie ai post scritti e immessi on line da chi si è trovato ad assistere a eventi di pubblico interesse.
Pensiamo ai principali momenti della Primavera Araba, il movimento dei giovani arabi scesi in strada, a rischio della propria incolumità fisica, per reclamare i propri diritti civili e politici: è provenendo da Twitter che le daily news si sono fatte avanti fino a giungere sulle pagine delle testate di tutto il mondo e ciò, non di rado, battendo sul tempo anche l’indispensabile apporto delle agenzie di stampa tradizionali.
Per quanto riguarda il difficile momento economico e finanziario che si respira non solo a livello italiano, ma anche in ambito internazionale, compito e dovere di chi si occupa di informazione è sempre più l’andare in profondità nel raccontare una notizia relativa a un fatto, a uno scenario e al conseguente clima sociale.
Il modo di raccontare la notizia, in questo ambito, oltre ad assumere il carattere del necessario approfondimento, deve consentire un’agevole fruizione da parte di tutte le tipologie di lettori e non deve limitarsi a un target di lettori esperti in materia.
Da garantire, quindi, non è soltanto la libertà di informazione, ma anche la libertà di lettura e di comprensione delle notizie.
Tante sono le immagini che restano del festival: le analisi dedicate a Twitter da David Randall (Independent on Sunday), la testimonianza di Don Luigi Ciotti (Libera) relativa all’esperienza delle cooperative sui terreni confiscati alla criminalità organizzata, l’illustrazione sarcastica e dettagliata dei fatti del giorno tramite rassegna stampa quotidiana a cura di Luca Sofri e del suo staff di redazione (Il Post), oltre a tanti altri momenti, alcuni, tra l’altro, anche non direttamente inseriti nel programma del festival, ma avvenuti in contemporanea con esso, quale la bellissima e suggestiva mostra pittorica dell’artista mozambicano Malè, “L’universo in una goccia“, tenutasi presso il Palazzo della Racchetta e organizzata con entusiasmo dal Gruppo Zuzuma.
Internazionale a Ferrara rappresenta un evento di incontro con il mondo dei media, ma anche molto altro: il gusto per la comunicazione, per la cultura, per il racconto e, senza dubbio, per l’informazione.
Infine, una particolare annotazione del tutto personale: durante i giorni del festival, si è avuta la netta sensazione di essere in un Paese diverso, dove il racconto, il confronto e lo scambio di esperienze professionali, culturali e umane, congiuntamente al desiderio di comprendere maggiormente in profondità ciò che accade nella società contemporanea, diventano un vero e proprio valore aggiunto, oltre a un concreto momento di formazione individuale.
Al di là degli stereotipi, Internazionale a Ferrara è stato ed è tutto questo.
Immagini del festival:
Internazionale a Ferrara 2012 visto da PressWeb
Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it