Intervista a Paola Pioppi: evento noir in Brianza

Paola Pioppi - La Passione per il Delitto

Nel cuore della Brianza lecchese, a Monticello Brianza, dal 23 Settembre al 7 Ottobre, si è tenuta “La Passione per il Delitto“, manifestazione annuale dedicata alla narrativa noir. Seguita da un ampio pubblico, l’edizione 2007 della manifestazione brianzola ha riscosso sia una crescente attenzione da parte dei mass media che un significativo interesse da parte degli appassionati del genere noir e poliziesco. Ne parliamo con Paola Pioppi, giornalista e organizzatrice della “Passione per il Delitto“.

L’edizione 2007 della “Passione per il Delitto” si è conclusa il 7 Ottobre. Come responsabile dell’organizzazione, puoi illustrarci un bilancio complessivo della manifestazione?

Da qualche anno, la manifestazione registra circa seimila presenze ogni anno, con un programma che quest’anno si è articolato attorno a 80 ospiti italiani e stranieri, 35 eventi tra cui una serata teatrale e un concerto di musica classica, cinque incontri con musica leggera e spettacolo, sette momenti di recitazione. Questi i numeri. Devo però aggiungere che nel tracciare un bilancio va sottolineata la qualità del pubblico, che negli anni si è gradualmente abituato a recepire e frequentare il festival nella sua totalità, mostrando di apprezzare in maniera crescente i contenuti di una manifestazione che parte dal rapporto tra autore e lettore ed arriva a coinvolgere differenti espressioni artistiche e culturali. La nostra impressione è che questo pubblico si sia formato strada facendo in questi sei anni, capace non solo di crearsi in breve tempo un gusto proprio, ma anche di recepire quel concetto di rete territoriale che è alla base della ricchezza di contenuti della “Passione”.

Tra le varie iniziative offerte al pubblico, spiccano gli incontri con gli autori noir. Cosa è emerso di particolare dal loro confronto con gli appassionati del genere?

Il calendario di incontri tra autori e pubblico rimane l’elemento principale della manifestazione, attorno al quale vengono costruiti gli altri eventi. La scelta cade non solo su noiristi, ma su tutti coloro che ruotano attorno alla narrativa di genere, nei suoi diversi stili e collocazioni. La formula di affiancare nomi noti a scrittori emergenti continua a piacere, perché offre la possibilità di scoprire nuovi autori che spesso non rientrano nemmeno nelle proposte abituali delle librerie. È invece ancora tutto da comprendere il riscontro sugli stranieri, la cui presenza di anno in anno viene chiesta da un pubblico che poi si mostra meno interessato rispetto agli autori italiani.

Come è nata l’idea di organizzare un vero e proprio festival del libro noir in Brianza?

In realtà questa manifestazione non è nata con l’idea di festival: semplicemente sei anni fa abbiamo organizzato tre incontri con dodici autori di genere, ma subito il riscontro del pubblico è andato al di là delle nostre aspettative. Alla dimensione attuale siamo arrivati nel giro di due o tre anni, partendo dal criterio di realizzare una manifestazione sinergica al territorio in tutti o quasi i suoi contenuti. In sostanza qualcosa fatto per il territorio ma anche dal territorio. Da qui è nata una progettazione che prevede il coinvolgimento delle diverse realtà culturali e produttive locali, in un progetto che ruota attorno ad un tema comune, quello appunto della narrativa poliziesca: biblioteche, scuole, artisti, chef e produttori Slow Food, strutture di accoglienza, ora anche i cinema.

Come viene percepita “La Passione per il Delitto” dal pubblico, dagli autori e dagli editori?

Credo in maniera estremamente positiva, anche se forse la mia è una visione di parte. Ci sono però ogni anno crescenti segnali di apprezzamento sia da parte degli autori, che ripropongono la loro disponibilità per l’anno successivo, che delle case editrici. Con alcuni uffici stampa la manifestazione ha avviato collaborazioni molto consolidate e ormai ogni anno si pone il problema non tanto di chi invitare, ma di chi non invitare. Per quanto riguarda il pubblico, al di là dell’apprezzamento che emerge dai questionari distribuiti negli ultimi due anni, riceviamo parecchie e-mail nelle quali, per esempio, ci viene chiesto di prolungare la durata della manifestazione: una richiesta impossibile da soddisfare, perché la nostra struttura si regge sul lavoro di un gruppo di volontari, tutte persone che lavorano e che prestano tempo all’organizzazione già da alcuni mesi prima. Credo che il nostro grande limite sia proprio questo, il dover fare i conti con risorse umane e organizzative di questo genere, ma  in realtà è forse una delle caratteristiche più apprezzabili di questa rassegna.

Idee in cantiere per l’edizione 2008? Cosa possiamo aspettarci?

Qualche idea su cui lavorare c’è già: stiamo pensando a come ampliare gli eventi attraverso una ulteriore differenziazione delle proposte, per rivolgerci ad un’utenza nuova rispetto a quella che ha gravitato attorno alla manifestazione in questi anni, o comunque per offrire alternative inedite. Rimane sempre aperta la scommessa del coinvolgimento dei giovani, che in questi anni ha dato ottimi risultati, ma che vorremmo incrementare. Per quanto riguarda programmi e contenuti, il criterio è sempre quello di differenziare e rinnovare senza dimenticare gli autori a cui il pubblico è ormai affezionato.

Per informazioni: www.lapassioneperildelitto.it

 

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

 

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