La Passione per il Delitto 2012, nuova sede e nuovo format

settembre 12, 2012

La Passione per il Delitto 2012

Nuova sede, nuovo format e rinnovato entusiasmo: sono questi gli elementi caratterizzanti dell’undicesima edizione del festival di narrativa poliziesca “La Passione per il Delitto”.
Dal 2002 al 2011, nelle dieci edizioni passate tenutesi presso la suggestiva Villa Greppi, a Monticello Brianza, il festival ha accolto oltre 500 ospiti (di cui oltre 360 narratori) e presentato circa 400 libri, offrendo alcune anteprime nazionali. I nomi di 250 case editrici sono sfilati accanto agli scrittori in più di 200 incontri, comprensivi di 16 serate musicali, 70 laboratori per bambini, 10 collettive d’arte e 5 corsi di scrittura. La presenza di pubblico complessiva è stata di circa 40.000 persone.
Si tratta di numeri significativi, certo, ma è nello spirito e nella mission della manifestazione che risiedono i valori portanti del festival brianzolo della letteratuta noir.
Ma quali sono le novità relative all’imminente edizione (dal 19 al 21 Ottobre 2012 presso LarioFiere, a Erba)?
Ne parliamo con Paola Pioppi, giornalista e storica organizzatrice del festival.

Quest’anno, “La Passione per il Delitto” cambia sede, lascia Villa Greppi di Monticello Brianza e si trasferisce a Erba, presso LarioFiere. In sintesi, quali sono le ragioni di questo cambiamento?

“Il festival è nato a Villa Greppi e siamo rimasti legati a quella sede per dieci anni. Negli ultimi tempi, tuttavia, si sono create alcune criticità sia gestionali che economiche che hanno reso impossibile continuare a realizzare La Passione in quella sede. Con grande dispiacere, ma certi di migliorare la qualità dell’offerta, abbiamo accolto l’invito di Lariofiere. È stata anche l’occasione per chiudere un ciclo durato un decennio e ragionare su un format diverso e più dinamico”
 
Qual è il ricordo delle passate edizioni al quale sei maggiormente legata in qualità di organizzatrice?
 
“Ho sempre vissuto i festival con grande tensione: mentre tutti si divertivano, per me, era il momento più concitato dell’organizzazione, del dover risolvere i problemi al volo e del desiderio di arrivare all’ultimo incontro dicendomi “Anche stavolta è andata bene…”. Non c’è un festival a cui sono particolarmente affezionata, anche se Jeffery Deaver, ospite nel 2006, mi ha lasciato un senso di grandissima professionalità nel suo modo di affrontare il pubblico. Potrei dire che ho il ricordo di tutti gli autori che ho conosciuto, dei legami che si sono creati con le decine di persone che ho incontrato, ma più di ogni cosa mi sono rimasti, in questi anni, i volti delle migliaia di persone del pubblico. Osservo sempre tutti, cerco di capire dalle loro espressioni se si stanno divertendo o annoiando, se sono attenti e sorpresi da ciò che stanno ascoltando. Indago cosa non piace per correggere i difetti e ciò anche quando inizia ad arrivare la stanchezza, per calibrare la durata degli incontri. Mi è inoltre rimasta un’immagine sempre uguale in questi dieci anni: quando mi voltavo per spegnere le luci al termine dell’ultimo incontro, vedevo la sala ormai vuota e un po’ disordinata, i pannelli sullo sfondo del palco che ormai non sarebbero più serviti più, e capivo che era passato un altro anno”
 
Puoi indicarci gli aspetti più salienti della imminente edizione 2012?
 
“Sarà un festival concentrato in tre giorni densi e non più spalmato su due settimane, che ormai erano diventate faticose sia per noi organizzatori che per il pubblico. Messa da parte l’edizione 2011 dedicata agli autori italiani, torneremo ad avere autori anche stranieri. Per il resto, la struttura è quella di sempre, con iniziative che si incrociano per tutte le età. Saremo in una struttura fieristica molto flessibile e con servizi bar e ristorante al suo interno: sarà possibile entrare al festival la mattina e passare l’intera giornata. Inoltre, ci sarà una edizione zero di una piccola fiera dell’editoria” 
 
Si tratterà di un nuovo format?
 
“In parte sì e in parte no. I contenuti saranno all’incirca gli stessi, quelli a cui il pubblico è affezionato, anche se concentrati in tre giorni. Avremo sempre le iniziative per bambini, le mostre d’arte, la collaborazione con le forze di polizia, ma probabilmente diventerà di razionale e simile ad altre manifestazioni simili ormai radicate in Italia. La possibilità di vivere un fine settimana denso, senza muoversi da Lariofiere per l’intera giornata, sarà forse l’aspetto più nuovo e coinvolgente. Restano i concetti più importanti: l’azzeramento delle distanze tra chi legge e chi scrive, l’emozione di calarsi nelle vite degli altri e nelle loro esperienze  trasformate in romanzi. Soprattutto, il valore aggiunto che sa regalare una lettura a una giornata qualunque”
 
Il festival della narrativa poliziesca, quest’anno, giunge alla undicesima edizione: che ruolo riveste nel panorama italiano?
 
“È una domanda a cui non so rispondere, perché è un panorama troppo frastagliato. Da un certo punto di vista, La Passione per il Delitto è una realtà unica: perché un festival di questa portata, così ricco di contenuti, che negli anni ha mosso autori da tutto il mondo e che si basa su un piccolo gruppo di volontari e risorse minime, ha veramente qualcosa di miracoloso. Se poi si aggiunge che tutto questo ha retto per dieci anni, credo che non ci sia un termine di paragone. In realtà, i festival di genere in questi anni in Italia sono stati parecchi, buona parte dei quali nati e spariti a una velocità che io stessa ho fatto fatica a seguire. Noi siamo ancora qui e quando alzo il telefono per fare un invito a un nuovo autore, ormai non ho più bisogno di spiegare chi siamo e cosa facciamo. Forse questo significa qualcosa…”
 
A tuo avviso, quali sono gli elementi più caratterizzanti de “La Passione per il Delitto”?
 
“Abbiamo portato la dimensione del festival letterario in un luogo dove non esisteva. Abituato la gente a capire cosa significava avere a disposizione una carrellata di scrittori e cosa poteva esserci di interessante nel sentir parlare di libri. Per anni, è stato un festival che ha proposto nomi nuovi accanto a quelli già affermati e che ha messo gli scrittori nelle condizioni di crearsi un pubblico nuovo che si è spesso rivelato affezionatissimo agli autori della Passione. Negli ultimi anni, abbiamo abbandonato questa impostazione, quando ci siamo accorti che si pubblicava troppo e che non c’è più garanzia di qualità. Abbiamo razionalizzato, invitato meno autori, ma più professionali. Volevamo che il pubblico continuasse a fidarsi di quello che trovava nel programma, senza deluderlo. Perché alla fine, la fiducia in chi organizza penso che sia uno degli elementi caratterizzanti, il filo doppio che tiene uniti tutti gli attori di questa manifestazione”

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it
 

Informazioni:
http://www.lapassioneperildelitto.it/ 
redazione@lapassioneperildelitto.it 
Download del comunicato stampa ufficiale della manifestazione:
Comunicato Stampa La Passione per il Delitto 2012

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