Il valore informativo del blog sempre più riconosciuto anche in Italia

maggio 13, 2014
Il valore informativo del blog sempre più riconosciuto anche in Italia

Il valore informativo del blog sempre più riconosciuto anche in Italia

È un dato di fatto: anche in Italia, il valore informativo del blog viene sempre più riconosciuto.
Non soltanto il numero dei blogs italiani è in continua crescita, ma sempre più di frequente vengono consultati per reperire informazioni, spunti, idee e riflessioni in merito a determinati argomenti, non di rado anche piuttosto qualificati.
Certo, va detto sempre e comunque che non tutti i blogs presenti in rete possono essere considerati seri, scrupolosi e affidabili nei contenuti, ma resta il fatto che, prestando una particolare attenzione all’analisi e alle selezione di quanto viene in essi pubblicato, non poche informazioni di cui sono portatori attirano, di fatto, l’interesse di pubblici diversificati e, spesso, anche qualificati sul versante settoriale (giornalisti, manager, aziende, professionisti, ricercatori e via dicendo).
Imageware, agenzia milanese specializzata in servizi innovativi per la comunicazione, nel 2013, ha realizzato un’indagine particolarmente interessante, “Osservatorio sui blog italiani. Il blogger italiano: un interlocutore sempre più influente“, in cui emerge e in modo inequivocabile la portata reale del mondo dei bloggers di casa nostra.
Una prova ulteriore che evidenzia la considerazione crescente di cui usufruiscono i bloggers italiani è facilmente rintracciabile nei dettagli di accredito presso molte manifestazioni culturali e non: sempre più spesso, si leggono le frasi “L’ufficio stampa può concedere accrediti ai giornalisti iscritti all’Ordine, ai bloggers e agli operatori della comunicazione di settore“, “Gli accessi in mostra da parte di giornalisti e bloggers sono regolati tramite accredito da richiedere a…“, eccetera.
Lo scenario prossimo del cosiddetto “diario on line” (blog), anche in Italia, sembra destinato a svilupparsi ulteriormente, rafforzando i valori della libera espressione e dell’informazione.
Occhio, però, a valutarne, caso per caso, qualità e affidabilità.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

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Informazione e temi economici: basta urla

aprile 28, 2014
Informazione e temi economici: basta urla

Informazione e temi economici: basta urla

Ormai, è un dato di fatto: sempre più cittadini, analisti e giornalisti discutono di questioni economiche ricorrendo a toni duri e polemici.
Personalmente, non credo che ciò rappresenti un aspetto positivo per la forte esigenza di chiarezza che dovrebbe sempre caratterizzare un Sistema Paese degno di questo nome, in cui gli operatori economici (imprese e professionisti) e la forza lavoro (dipendenti , naturalmente, ma anche i cosiddetti lavoratori atipici) sono chiamati ad agire e a investire le loro energie in un determinato settore piuttosto che in un altro.
Le domande e gli argomenti di discussione sono tanti…
La ripresa economica arriva o non arriva?
Quali sono gli effetti reali delle tendenze finanziarie per lo sviluppo degli scambi azionari di tutto il mondo?
Nel nostro Paese, di quanto è aumentato il livello dei prezzi e qual è la reale entità dell’inflazione?
Davvero, come urlano alcuni, sarebbe meglio uscire dall’area della moneta unica europea?
Quali sono le prospettive per la nostra economia e quali misure sono effettivamente praticabili per sostenerne ripresa e sviluppo?
I mezzi di informazione (televisione e non solo) ci hanno abituato da tempo a includere diverse voci e opinioni diverse, ma che, non di rado, tendono a diventare rivendicazioni e accuse reciproche gridate a squarciagola: provate a pensare allo scontro frequente tra gli economisti del Governo di turno con quelli dell’opposizione parlamentare (e viceversa) .
Provate a pensare a notizie e commenti quasi diametralmente opposti che fanno la loro comparsa sulle pagine dei giornali: ci sono quelli che minimizzano i problemi e ci sono quelli che li drammatizzano.
Diciamo la verità: almeno sui temi legati all’economia e al lavoro, spesso, vorremmo essere cittadini di un Paese più maturo e più pragmatico e, tra l’altro, più vicino ai reali interessi comuni.
Come giornalisti, noi tutti dovremmo sempre lavorare per basare le nostre analisi sui dati, sui fatti, sulle tendenze reali, su ciò che è realmente e non su ciò che vorremmo.
In altre parole, chi vuole davvero impegnarsi nel dibattito economico e nell’informazione economica al fine di offrire un contributo razionale e non di parte dovrebbe sempre essere non soltanto rispettato, ma essere anche il benvenuto, ma, allo stesso tempo, chi (e si ha l’impressione che non si tratti di casi isolati) vuole discutere fornendo un’informazione parziale e soltanto subordinata a particolari interessi di scuderia, dovrebbe optare per la più dignitosa e appropriata delle scelte possibili: il silenzio.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

 


Festival Internazionale del Giornalismo 2014

aprile 8, 2014
Festival Internazionale del Giornalismo 2014
Il Festival Internazionale del Giornalismo approda alla sua ottava edizione: a Perugia, da Mercoledì 30 Aprile fino a Domenica 4 Maggio, giornalisti, esperti di mass media e di new media daranno vita a una kermesse di assoluto valore.
Keynote speeches, panel discussions, incontri, documentari, premiazioni, libri, workshops, serate teatrali, data journalism, presentazioni, social events e una infinità di notizie sul settore dell’informazione saranno i punti centrali della manifestazione.
Arianna Ciccone, la fondatrice (insieme a Christopher Potter) e direttrice dell’International Journalism Festival, oltre che fondatrice del blog collettivo “Valigia Blu“, può legittimamente dirsi più che soddisfatta: dopo che, nell’Ottobre 2013, era stata annunciata la chiusura del Festival per mancanza di fondi adeguati, a novembre, sotto la spinta di una comunità di persone che realmente amano e apprezzano la manifestazione, l’organizzazione ha deciso di accettare la sfida del crowdfunding (Telecom e Working Capital hanno messo a disposizione del Festival la piattaforma fornita da Starteed e sono stati raccolti 115.420 euro in soli 90 giorni) e di andare avanti, grazie anche a un maggiore investimento di sponsor “storici” del Festival come le aziende ENEL e TIM e al sostegno del nuovo main sponsor, AMAZON.
Della raccolta fondi a sostegno del Festival si è parlato e scritto molto, sia in Italia che all’estero, da parte di chi segue le vicende e lo scenario internazionale del giornalismo: si è trattato di un successo senza precedenti e che, una volta di più, dimostra quanto siano portatori di valore quegli eventi in cui gli aspetti legati alla cultura e all’informazione sono messi al centro.
Tra i protagonisti che parteciperanno alla manifestazione (Mario Calabresi, Alan Rusbridger, Don Luigi Ciotti, Luca Sofri, Paolo Mieli, Ezio Mauro, Beppe Severgnini, Rosy Battaglia e tanti altri), di particolare interesse il keynote speech di Jeff Jarvis (J-School City University of New York), Margaret Sullivan (The New York Times), Richard Gingras (direttore news and social products di Google) e Wolfgang Blau (director of digital strategy c/o The Guardian).
Le ultime edizioni del Festival, inoltre, hanno riportato numeri da grande stadio per le presenze in città: stando ai numeri riportati dalla stampa locale e nazionale, da un minimo di 30.000 fino a 50.000 persone hanno letteralmente invaso il centro storico del capoluogo umbro, facendo registrare il tutto esaurito in tutte le strutture ricettive della città.
Infatti, durante la manifestazione, è ormai consuetudine (fin dalla prima edizione del 2006) che il centro storico della città umbra venga sempre popolato da turisti, da visitatori e da ospiti provenienti da ogni parte del mondo e che contribuiscono ad animare in modo sano le vie cittadine.
A questo proposito, un’annotazione strettamente personale…
Un paio di anni fa, proprio questo blog, PressWeb, dedicò un articolo all’edizione 2012 del Festival Internazionale del Giornalismo, la cui notizia fu letta e accolta positivamente dai suoi lettori.
Ricordo, però, un fatto alquanto singolare: un paio di “soggetti“, non collegati tra di loro, una volta letto l’articolo, mi scrissero letteralmente infastiditi: a loro parere, si trattava sicuramente di una manifestazione “pagata con i soldi di Pantalone“, studiata solo per parlare male di alcuni politici e di non altri (?) e via dicendo.
In più, mi scrissero roba del tipo “E poi chi è questa Ciccone? Chi la conosce?“.
Come sempre faccio e con la massima tranquillità, risposi via e-mail a entrambi, segnalando il link in cui erano dettagliatamente elencati i nomi dei vari sponsor privati della manifestazione e sottolineando che quel poco che il settore pubblico aveva messo a disposizione del Festival assicurava un grande ritorno economico per le strutture ricettive e commerciali della città (in tempi di crisi economica, una vera e propria boccata di ossigeno).
Inoltre, segnalai la presenza di giornalisti di diverse opinioni politiche (per fare un esempio eloquente, Filippo Facci del quotidiano “Libero” la pensa certamente in modo diverso da Luca Sofri de “Il Post”, o no?…) ed evidenziai il curriculum professionale di Arianna Ciccone, giornalista ed esperta di comunicazione.
Ovviamente, da uno dei “soggetti” non ricevetti alcuna risposta e dall’altro ricevetti solo un paio di righe sgrammaticate senza capo e né coda (cosa volesse tentare di dire restò un mistero linguisticamente impenetrabile).
Tornando al Festival, vanno segnalati anche i 15 workshops dedicati a importanti tematiche quali sicurezza informatica, privacy, tutela della fonte anonima, whistleblowing e anticorruzione, intercettazioni nell’era dell’NSA Gate, diffamazione e open source intelligence: in particolare, alcuni di essi sono stati approvati dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti per il riconoscimento dei crediti formativi.

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Informazioni:

www.festivaldelgiornalismo.com

Programma Festival Internazionale del Giornalismo 2014
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Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Angelo Agostini, una vita nei mass media

marzo 12, 2014
IN RICORDO DI ANGELO AGOSTINI, UNA VITA NEI MASS MEDIA

ANGELO AGOSTINI, UNA VITA NEI MASS MEDIA

Per i più attenti operatori dell’informazione e per gli appassionati di mass media, Angelo Agostini, scomparso prematuramente a 55 anni non ancora compiuti, ha rappresentato un vero e proprio punto di riferimento.
Angelo Agostini, giornalista professionista, è stato un grande studioso delle tematiche attinenti al giornalismo, una passione ereditata da suo padre, Piero Agostini, che fu per molti anni dirigente della Federazione Nazionale della Stampa e direttore di “Brescia Oggi“.
Angelo Agostini era docente di “Teoria e tecnica del linguaggio giornalistico” presso l’Università IULM di Milano, dove coordinava con grande impegno anche il Master in Giornalismo. Era direttore responsabile del trimestrale “Problemi dell’informazione” (periodico edito da Il Mulino).
Inoltre, aveva ricoperto il ruolo di presidente dell’associazione europea delle scuole di giornalismo, dopo aver fondato e diretto a lungo la scuola di Bologna.
Tra i suoi scritti, vanno segnalati e consigliati “Giornalismi. Media e giornalisti in Italia“, “La Repubblica. Un’idea dell’Italia (1976-2006)“, “Fatti nostri e fatti loro. Le notizie dall’estero nei telegiornali francesi, svizzeri e italiani” e “Studiare il giornalismo“.
Questi, in stretta sintesi, sono i dettagli più significativi della vita professionale di Angelo Agostini, ma, a questi, il sottoscritto intende aggiungere uno dei propri ricordi personali riguardanti il docente ed esperto di informazione scomparso pochi giorni fa.
Ricordo che, nell’ambito di uno dei seminari (nello specifico, “Il tesoretto delle notizie“, Milano, 28 Aprile 2011) organizzati da “Redattore Sociale“, Angelo Agostini illustrò il progetto “Terre Liberate“, un originale progetto di tipo multimediale di cui egli fu convinto coordinatore e che fu realizzato proprio dai suoi allievi del Master in Giornalismo dell’Università IULM di Milano.
Quel progetto era dedicato al riutilizzo da parte di “Libera” (l’associazione presieduta da Don Luigi Ciotti) dei beni confiscati alle mafie.
Ricordo sia con quanta dovizia di particolari e sia con quanta determinazione e convinzione lo stesso Agostini illustrò alla platea il significato di quell’importante progetto, in particolare per i suoi risvolti legati alla legalità.
Angelo Agostini era un vero appassionato del suo lavoro: giornalismo, informazione e mass media studiati e sempre approfonditi tenendo in ampia considerazione gli aspetti legati alle nuove tecnologie e all’etica professionale.
Una lezione da non dimenticare mai.
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Marco Mancinelli
PressWeb Editor

Internazionale a Ferrara 2013: il giornalismo racconta…

novembre 10, 2013
Internazionale a Ferrara 2013: il giornalismo racconta...

Internazionale a Ferrara 2013: il giornalismo racconta…

Oltre 62.000 persone hanno partecipato alla settima edizione di Internazionale a Ferrara, il festival di giornalismo organizzato dal settimanale Internazionale e dal Comune di Ferrara.
Quest’anno ha coinciso con il ventesimo anniversario della rivista italiana diretta da Giovanni De Mauro.
Confermato ampiamente il trend positivo di Internazionale a Ferrara, nonostante il maltempo che ha interessato parte degli eventi tenutesi all’aperto e che ha provocato una lieve diminuzione delle presenze rispetto all’edizione del 2012.
Durante l’edizione di quest’anno, svoltasi dal 4 al 6 Ottobre, la città di Ferrara è diventata una sorta di gigantesca redazione e di grande forum, dove giornalisti ed esperti di comunicazione hanno offerto molti e interessanti spunti di riflessione atti a comprendere meglio le attuali tendenze dei mezzi di comunicazione: new media, data journalism, etica, libertà di informazione e social networks.
Oltre 250 ore di programmazione e 149 incontri in 22 sedi, un team di circa 150 persone (tra organizzatori e volontari), hanno rappresentato l’essenza vitale del festival.
Tra gli ospiti più attesi, Natalie Nougayrède, la prima donna a dirigere Le Monde, Nate Silver, lo statistico diventato famoso per aver previsto la vittoria di Obama(seguitissima da un folto pubblico l’intervista a Silver da parte di Mario Calabresi, direttore de La Stampa), Chouchou Namegabe, giornalista congolese a cui è stato assegnato il significativo Premio Anna Politkovskaja per le sue attività di giornalismo investigativo, Mona Eltahawy, giornalista egiziana e attivista che ha denunciato le violenze della polizia dopo essere stata arrestata in Piazza Tahrir, Stephen Engelberg, direttore di ProPublica, piattaforma di chi fa giornalismo investigativo e primo sito web di notizie ad aver ricevuto il Premio Pulitzer, l’economista franco-americana Susan George, Micah Bianco, fondatore della rivista canadese di “media-attivismo” Adbusters e Anthony De Rosa, direttore di Circa.
Particolarmente significativa, tra tutte le tavole rotonde che si sono succedute durante le tre giornate del festival, “Sulla Strada della Speranza“, incontro sulle tematiche dell’immigrazione e sulle relative politiche europee dopo l’immane tragedia di Lampedusa: Loris De Filippi (Medici Senza Frontiere Italia), Ahmet Içduygu (Koç University di Istanbul) e Fabrizio Gatti (L’Espresso) hanno illustrato la grande complessità umana e organizzativa riguardante il trend di un fenomeno epocale, fin troppe volte discusso in modo inappropriato da istituzioni e da alcuni media.
Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it
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Il presente articolo è pubblicato, in versione inglese, anche su NewsGetting (blog britannico di giornalismo):
Internazionale a Ferrara 2013, the journalism tells…
http://newsgetting.wordpress.com/2013/11/09/internazionale-a-ferrara-2013-the-journalism-tells/
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Il Manifesto del Giornalismo di Qualità

maggio 15, 2011
Competenza, Indipendenza e Autorevolezza: sono questi i tre valori sui quali è incentrato il manifesto per un giornalismo di qualità, documento redatto di recente e presentato ufficialmente lo scorso 9 Maggio da tre sindacati svizzeri vicini ai mass media, l’Associazione Ticinese dei Giornalisti (ATG-Impressum), SSM e Syndicom.
Le questioni affrontate dai firmatari del manifesto/appello sono di stretta attualità e hanno il merito di portare, una volta di più, l’attenzione degli addetti ai lavori e non sulle aree spesso critiche del giornalismo attuale.
Nello specifico, si tratta di una ulteriore e necessaria presa di coscienza in relazione a ciò che effettivamente il variegato e complesso mondo dell’informazione (cartacea e on line) è in grado o meno di offrire ai propri utenti finali in termini di qualità e, soprattutto, di affidabilità.
Una Competenza che vada ben oltre la semplice capacità di comunicare, un’Indipendenza che affranchi il giornalista da interessi estranei alla sua attività e un’Autorevolezza basata sia sull’etica professionale che sul rispetto dell’interesse pubblico rappresentano non soltanto i punti centrali del Manifesto del Giornalismo di Qualità, ma anche e soprattutto il principale impegno quotidiano di chiunque operi nel mondo dell’informazione e che intenda realmente riaffermare il proprio ruolo e la propria professionalità.
Non a caso, il documento in questione inizia citando, in particolare, una delle frasi più emblematiche scritte dal sociologo Niklas Luhmann: “Visto come funziona il sistema mediatico, ne sappiamo abbastanza per non poterci fidare di questa fonte”.
Insomma, c’è molto da meditare e, soprattutto, da fare.

Per informazioni: www.giornalistiatg.ch/impressum/atg

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Amarcord editoriale: i tempi di Aziendenews.it

dicembre 2, 2010
Sono passati parecchi anni, ormai, da quando ricoprivo l’incarico di direttore editoriale (2001-2003) nel portale di informazione aziendale ed economica Aziendenews.it, ma, nonostante ciò, a distanza di così tanto tempo, capita ancora di ricevere e-mail, telefonate e news da diversi soggetti conosciuti proprio in virtù di quell’esperienza: imprenditori, manager, consulenti, esperti di comunicazione e di marketing, associazioni e via dicendo, per non parlare dei tanti allora studenti universitari, oggi tutti laureati. La cosa non può che farmi piacere e l’aspetto che ricordo con maggiore interesse risiede proprio nell’attenzione che, in parecchi e qualificati soggetti, quel portale fu capace di suscitare. Ricordo che, nel corso di quel periodo e mese dopo mese, restavo sempre più sorpreso dal numero crescente di e-mail che arrivavano alla mia casella e-mail di allora: ben 540, di cui oltre 100 anche dopo la fine del mio incarico. Purtroppo, di quelle tantissime e gradite e-mail ho perso ogni appunto, ma ne ricordo i nomi di parecchi mittenti: Giuseppe, Francesca, Mauro, Alessia, Giuliano, Anastasia, Antonio, Camilla, Andrea, Luca, Chiara, Paolo, Veronica, Giulia, Aldo, Cristina etc. etc. etc.
A tutti quei mittenti e a diversi lettori di allora che ancora oggi sono in contatto con il sottoscritto, dedico questo ricordo: in fondo, è proprio anche a ognuno di loro e al loro feed-back che devo una buona dose di riconoscenza per avermi permesso di entrare con maggior cognizione di causa nel loro vissuto pratico di ogni giorno in relazione a tante tematiche dell’economia, del mondo aziendale, della comunicazione e della formazione.
Confesso che, diversi mesi fa, avevo promesso a un gruppo di fedelissimi lettori dell’allora Aziendenews.it (e, oggi, di PressWeb), di parlare proprio su questo blog di “quei tempi”: un omaggio e un amarcord editoriale, la cui promessa è ora mantenuta.
Di cosa trattava Aziendenews.it?
Marketing, export, organizzazione aziendale, formazione, comunicazione, trend economici, interviste a esperti, certo, ma non solo: venivano affrontati anche fatti attinenti all’attualità di allora (ricordo i miei editoriali sulla tragedia dell’11 Settembre 2001, sui venti di guerra in Iraq, sull’arrivo dell’Euro, sulle tensioni nel mondo del lavoro, su certi pseudoconsulenti incapaci, sullo scandalo delle lauree comprate e su tanti altri argomenti).
Partecipava alla redazione di Aziendenews.it un buon gruppo di collaboratori, motivati, sinceramente interessati sia alle tematiche trattate dal portale che alla scrittura.
Il feed-back positivo di molti lettori fu e resta la prova “vivente” che se un giornale on line, giorno per giorno, viene costruito e gestito con vera passione, legandolo sempre sia alle reali necessità dei propri target di riferimento e sia a tematiche di stretta attualità, i risultati non tardano ad arrivare.
Non fu certo un caso che, ma qui entro nella mia sfera professionale privata, a distanza di qualche anno dal mio incarico, quando il portale (seppur non più aggiornato dall’editore) era ancora on line (non lo è più da almeno un paio di anni, forse anche di più), mi furono proposti da una casa editrice e da una testata giornalistica settoriale la stesura di alcuni libri e la cura di alcune rubriche mensili: tutto nacque dalla lettura dei contenuti su Aziendenews.it e ciò fu un’ulteriore conferma della validità di quell’esperienza editoriale.
E non è certo un caso ciò che, di recente, mi è stato segnalato da un collega giornalista: un noto ente pubblico di ricerca, l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori (ISFOL), non molto tempo fa, ha realizzato e pubblicato on line sul proprio sito web un apposito studio sull’area occupazionale commerciale e marketing (“Orienta on line”) in cui sono citati molti articoli pubblicati su Aziendenews.it, in modo scrupoloso e corretto.
Per il download dello Studio ISFOL con citazioni Aziendenews:
ISFOL_Studio di area
Ai lettori dell’allora Aziendenews.it, un caro saluto.
Marco Mancinelli
PressWeB Editor

pressweb@teletu.it