Scrittore noir e giornalista di cronaca nera: Piero Colaprico in Brianza

ottobre 9, 2006

Nel cuore delle colline brianzole, a Monticello Brianza, dal 24 Settembre all’8 Ottobre, si è svolta la manifestazione “La Passione per il Delitto“, una ricca ed interessante serie di incontri dedicati alla letteratura noir, un genere letterario le cui opere ed i rispettivi autori stanno vivendo un periodo vivace, dinamico e sempre più ispirato alla vita reale delle metropoli contemporanee. Molti gli autori presenti all’evento e che si sono mostrati intereressati al dialogo con il pubblico degli appassionati.
In particolare, Piero Colaprico, affermato scrittore noir e navigato giornalista di cronaca nera del quotidiano Repubblica, ha offerto alla platea interessanti riflessioni atte a comprendere meglio il mondo di uno scrittore interessato ai fatti di cronaca nera.
Nel corso dell’incontro moderato dal giornalista Alessandro Galimberti, Max Paleari, ex partigiano ed ora vivacissimo pensionato di 95 anni, ha raccontato scorci di storia legati alla Brigata Puecher richiamati dal romanzo “La quinta stagione“, scritto da Piero Colaprico, narratore delle gesta investigative del Maresciallo Binda, personaggio particolarmente amato dal pubblico dei lettori di libri noir.
Il forte legame dell’autore con le cronache metropolitane ha richiamato l’attenzione dei presenti verso tematiche di stretta e, spesso, inquietante attualità.
Negli ultimi 20 anni, le grandi città italiane, Milano in testa, sono cambiate e sono sempre più segnate dalla presenza sia di una “criminalità nascosta“, composta da malfattori tradizionali e da altri che manovrano snodi cruciali del vivere civile, sia di una “criminalità di fantasmi“, composta da disperati, da clandestini, da pericolosi personaggi fuoriusciti da altri Paesi, pronti ad ogni genere di attività illecite.
In una società così aleatoria e precaria, dove ricchezza e povertà non sono più entità concettuali facilmente distinguibili per la vita di molti, i fatti di nuova cronaca nera trovano sempre più spazio nelle vicende metropolitane.
A tutti gli effetti, Piero Colaprico non è esclusivamente uno scrittore ed un giornalista, ma è anche un acuto osservatore ed una testa pensante che si interroga sull’evoluzione tortuosa della società italiana: ne individua contraddizioni, lacerazioni, pericoli e vizi comportamentali. Riferendosi a recenti fatti di cronaca, ai quali gli organi di informazione hanno riservato una particolare attenzione, Colaprico non ha difficoltà ad affermare che, in pratica, il nostro Paese sembra sempre più di frequente fondarsi sulla non certezza della legge: nella fattispecie, funzionari dello Stato e giornalisti che si sono macchiati di comportamenti a dir poco scorretti, in fondo, restano al loro posto anziché dedicarsi ad altro, considerata la loro dimostrata inaffidabilità nello svolgere determinati compiti in cui i termini “deontologia” ed “etica” dovrebbero sempre significare qualcosa di assolutamente ineluttabile per chiunque.
Scrivere e raccontare, in questo contesto, significa comunicare le zone d’ombra che sovrastano, di tanto in tanto, la società contemporanea e che ne condizionano l’evolversi.
L’evolversi in senso noir, ovviamente.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

 

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