10 anni di PressWeb

aprile 28, 2016

10 anni di PressWeb

Era il 27 Aprile del 2006 quando il blog PressWeb fu attivato on line, presentandosi con l’editoriale “PressWeb… Comunicazione sul Web”.

Da allora, sono passati 10 anni durante i quali questo blog ha svolto una funzione da contenitore di news, di riflessioni e di spunti dedicati al mondo della comunicazione, dell’informazione e dei media (vecchi e nuovi).

Si è scelto, volta per volta e preservando la mission del blog, di dare spazio a importanti e qualificati eventi dell’ampio scenario della comunicazione, senza trascurare il racconto di iniziative culturali in ambito artistico: l’arte, infatti, va considerata, a tutti gli effetti, una forma straordinaria di grande comunicazione e di suggestiva narrazione.

Ed è per questo motivo che, oltre alle news relative a significativi festival del giornalismo (“Internazionale a Ferrara”, “Festival Internazionale del Giornalismo” e “GlocalNews”) e della letteratura (“La Passione per il Delitto”), sulle pagine on line di questo blog si è parlato di iniziative dedicate a varie arti espressive (le litografie di Andy Warhol, indimenticabile maestro e precursore della Pop Art, la mostra fotografica sul grande cantante e poeta rock Jim Morrison curata dal fotogiornalista Frank Lisciandro, le creazioni pittoriche del giovane artista spoletino Tommaso Faraci, il World Press Photo e altro ancora).

Oltre a tutto ciò, PressWeb ha dialogato con professionisti di settori diversi (in particolare, con l’architetto e designer Andrea Tornaghi, con l’informatico Giuliano Ricci, con la giornalista Paola Pioppi, con lo scrittore e giornalista Piero Colaprico, con gli scrittori Andrea Carlo Cappi e Domingo Villar), ricavando aspetti peculiari del lavoro da loro svolto con un occhio sempre attento alla comunicazione rivolta ai rispettivi contesti.

La rubrica “Write to PressWeb”, inoltre, ha stimolato diversi lettori e lettrici del blog a porre questioni interessanti e molto attinenti alle varie (e, spesso, complesse) situazioni del mondo della comunicazione vissute nell’ambito della libera professione, in azienda e nel quotidiano di privati cittadini.

Va detto che non pochi lettori e lettrici non soltanto hanno postato commenti a diversi articoli pubblicati su PressWeb, ma anche e soprattutto scritto via e-mail per esprimere opinioni e, non di rado, segnalare (e confidare) fatti e situazioni mai banali.

Interessanti e densi di significati valoriali i contributi offerti da alcuni affezionati lettori, tra i quali quello incentrato sulla corporate social responsibility nel contesto italiano scritto da Veronica Cogliati.

Da ricordare è il risultato ottenuto, grazie ai lettori che votarono on line, in occasione dell’edizione 2007 del Premio WWW del Sole 24 Ore: a pari merito con altri siti, PressWeb si piazzò al 9° posto della “Categoria Blog” (su 318 blog partecipanti) e al 16° posto nella “Categoria Generale”, in cui erano stati inclusi tutti i 18.357 siti web partecipanti.

Tornando ai temi trattati, uno spazio crescente è stato riservato a news e informazioni di varia tipologia attinenti al mondo del giornalismo: non si tratta soltanto dei festival già citati, ma anche di questioni riguardanti la professione, quali, per esempio, la recente Carta dei Doveri del Giornalista, il giornalismo investigativo, l’etica professionale, gli scenari evolutivi del modo di fare informazione, i rapporti con le fonti giornalistiche e molto altro.

A questo breve e necessariamente sintetico riassunto di 10 anni di PressWeb, aggiungo non soltanto un sincero ringraziamento per la costante attenzione rivolta a questo blog da un numero crescente di lettori, ma anche una piccola anticipazione: per celebrare il decennio 2006-2016, coerentemente con la mission e con gli argomenti qui trattati, è allo studio la realizzazione di un premio dedicato proprio ai lettori di PressWeb, premio di cui verranno ampiamente resi noti i dettagli nei prossimi mesi.

PressWeb ha 10 anni e, con passione, continua a guardare sempre avanti.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Assegnato al blogger bengalese Asif Mohiuddin il Premio Giornalistico Anna Politkovskaja

ottobre 4, 2015
Assegnato al blogger bengalese Asif Mohiuddin il Premio Giornalistico Anna Politkovskaja

Assegnato al blogger bengalese Asif Mohiuddin il Premio Giornalistico Anna Politkovskaja

In occasione della prima giornata della nona edizione del festival di giornalismo Internazionale a Ferrara, è stato consegnato il Premio Giornalistico Anna Politkovskaja al giornalista bengalese Asif Mohiuddin.

Asif Mohiuddin è un blogger bangladese che si occupa di fondamentalismo religioso, secolarismo, diritti civili e libertà di espressione.

Nel 2013, ha subìto un attentato compiuto da un gruppo fondamentalista islamico.

Il suo blog è stato chiuso dalle autorità di Dhaka e in seguito è stato arrestato con l’accusa di blasfemia.

Il suo processo è ancora in corso e rischia dieci anni di carcere.

Nel 2012, ha ricevuto il Premio Bobs (Best of the Blogs) per il suo attivismo on line. Attualmente, vive in Germania.

Dopo la consegna del premio intitolato alla memoria dell’indimenticata giornalista russa Anna Politkovskaja, Asif Mohiuddin ha dichiarato: “Sono molto contento in questo momento, questo premio è per me una piacevole sorpresa. Non mi reputo un bravo speaker. Sono solo un semplice blogger del Bangladesh che ha voluto creare uno spazio in rete per discutere opinioni differenti, per indagare in modo razionale, scientifico e critico. Voltaire disse «per sapere chi governa su di te, semplicemente scopri chi non ti è permesso criticare». Ho scoperto che in Bangladesh mi trovo nelle condizioni di non poter criticare il governo, l’esercito, la polizia, i partiti politici e in modo particolare la religione. Sono contrario ad ogni sistema di controllo. Lo stato e il governo non ci dovrebbero controllare. Il nostro governo cerca sempre di mettere a tacere le nostre voci, i nostri leader religiosi vogliono annientarci, la nostra polizia e l’esercito vogliono torturarci solo perché abbiamo un’opinione differente. Il fatto di avere opinioni differenti dovrebbe essere incoraggiato, non censurato. Sono stato arrestato dalla polizia nel 2011 per aver pubblicato un blog contro il governo. Sono stato in stato di fermo per 18 ore, e sono stato torturato per aver pubblicato un blog contro la decisione del governo di aumentare le tasse semestrali nelle università pubbliche. Sono stato il primo blogger ad essere arrestato solo per aver pubblicato qualche pezzo sul web. Essere ateo non è mai stato semplice in un paese musulmano. Ho visto le teste dei miei amici senza un corpo, ho visto corpi senza testa. Perché loro erano atei conclamati e non erano d’accordo con la religione della pace. La maggior parte della gente non ha vissuto l’esperienza di vivere costantemente con la paura che qualcuno possa venire nella tua casa, trascinarti in strada e condannarti ad un’esecuzione pubblica. Io ho quest’esperienza. Vengo dal Bangladesh dove l’89% della popolazione è musulmana. Il Bangladesh si è distinto dal Pakistan come paese laico, ma successivamente l’islamizzazione del paese è cresciuta molto rapidamente, in particolare per il sistema educativo Madrassa e le scuole religiose islamiche, su cui focalizzavo i miei scritti. Chiamo queste le case di produzione di terroristi, perché stanno producendo milioni di fanatici ogni anno. Perciò io, insieme ad altri blogger, scrittori, giornalisti, insegnanti, attivisti politici e intellettuali, ho iniziato a combatterli. Ho cominciato a scrivere sui blog nel 2006, perché nessun giornale era pronto a pubblicare i miei articoli critici. Perciò ho cominciato con i blog. Nel 2013, il governo del Bangladesh ha costretto l’authority che si occupa dei blog a cancellare tutti i contenuti dal mio sito. Prima di questo momento, il mio blog era uno dei più popolari della comunità Bangla. Per molti anni sono stato su numerose hitlist di partiti politici e gruppi fanatici islamici. Richiedevano la mia esecuzione pubblica per aver criticato la Sharia, e per aver supportato i diritti delle donne e degli omosessuali. A volte il mio nome era al primo posto, a volte al terzo. Hanno cercato di rapirmi e di farmi fuori. Nel 2013 sono stato accoltellato brutalmente con il machete. Mi hanno accusato di essere una casa di produzione di atei, o laici. Dicevano che stavo convertendo i giovani in atei o “umanisti” attraverso il mio blog. Dopo che sono stato attaccato, abbiamo dato vita a un movimento contro la politica islamica e volto a separare Stato e religione. Tuttavia, un mese dopo, i gruppi islamici hanno iniziato ad ucciderci. Hanno compilato una hitlist con 84 bloggers: di questi 84, fino ad ora ne sono stati uccisi 9. In qualche modo io sono sopravvissuto. Ma ho visto il volto più violento dell’estremismo religioso, e l’oppressione da parte dello Stato, poiché non accetta nessuna critica. Ogni volta che sentivo che qualcosa stava andando storto, ho criticato il governo, i partiti politici, la religione, l’esercito, la polizia, praticamente tutto. Il governo mi ha arrestato per aver scritto pezzi considerati blasfemi. Sono stato sotto interrogatorio per 8 giorni, e in cella per tre mesi e mezzo. Anche lì sono stato minacciato. Tuttora, ricevo minacce di morte ogni giorno. La libertà di espressione deve essere protetta, altrimenti l’Europa non sarà al sicuro. Le persone che vivono nei paesi Islamici, specialmente i musulmani, sono le prime vittime del fondamentalismo islamico. Dobbiamo sostenere queste persone, anche se loro si sentono offese dalle nostre critiche. Altrimenti, l’intera civiltà collasserà. Ma la battaglia deve andare avanti. Non smetterò mai di scrivere finché sono in vita. Molte grazie per questo premio, è un grande onore per me oggi e ancor più per la mia ispirazione futura”.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Sequestro di Blog: annullato ordine di sequestro

Mag 13, 2014
Sequestro di Blog annulato ordine di sequestro

Di recente, la Corte di Cassazione ha annullato il sequestro di un blog disposto dal Tribunale di Udine. La notizia racchiude in sé elementi particolarmente significativi e da capire per il mondo blogger.

Con la sentenza numero 11895 del 12 Marzo 2014, la Quinta Sezione Penale della Corte di Cassazione ha annullato l’ordine di sequestro di un blog disposto dal Tribunale di Udine. La legge italiana prevede la possibilità, sia in campo civile che in quello penale, per le parti interessate e in casi specifici, di ricorrere ad alcuni strumenti istituiti dal legislatore al fine di prevenire ulteriori effetti dannosi imputabili a un comportamento illecito altrui. Uno di tali strumenti, nella fattispecie, è il sequestro preventivo. Il sequestro è un provvedimento cautelare che mira alla sottrazione di un bene che, in un caso specifico, è stato lo strumento utilizzato per commettere un illecito. Nel caso del sequestro disposto dal Tribunale di Udine lo strumento era un blog e l’illecito commesso era il reato di diffamazione. Nell’ambito del dibattito svoltosi tramite l’utilizzo del blog, attivato al fine di ospitare dibattiti ed espressione di opinioni relativi a eventi sociali e politici, un soggetto aveva espresso commenti ritenuti come diffamatori. Il gestore del blog, che al tempo stesso era moderatore dei dibattiti, non si era premurato di cancellare il post accusato, non dovendo sottostare, tuttavia, a un obbligo di legge. La parte lesa aveva chiesto e ottenuto il sequestro del blog con la conseguente sospensione dello stesso. La Corte di Cassazione, dopo aver analizzato il ricorso in opposizione presentato dal gestore del blog, ha ribadito la sequestrabilità dei siti web, considerati beni cui non si può negare “fisicità”, ovvero una dimensione materiale e concreta, ma al tempo stesso, ha considerato come particolare il caso del blog: “termine con il quale si definisce quel particolare sito web, gestito da uno o più blogger, che pubblicano, più o meno periodicamente, contenuti multimediali, in forma testuale o in forma di post, che vengono visualizzati in ordine cronologico”. In caso di sequestro di un blog, l’inibitoria che deriva a tutti gli utenti della rete all’accesso ai contenuti del sito web è in grado di alterare la natura e la funzione del sequestro preventivo, poiché impedisce al blogger di esprimersi. In casi come questo, in cui il blog sia finalizzato alla libera espressione del pensiero, il provvedimento non ricade soltanto sul diritto di proprietà del bene, ma anche sul diritto di libertà di manifestazione del pensiero. Pertanto, è opinione della Corte di Cassazione che debba esistere un equo contemperamento di interessi opposti, ma di primaria rilevanza per entrambi, che si concretizza nella adeguatezza delle ragioni del sequestro, cioè in una concreta “valutazione della possibile riconducibilità del fatto all’area penalmente rilevante e delle esigenze impeditive, tanto serie quanto è vasta l’area della tolleranza costituzionalmente imposta per la libertà di parola”.
Nel caso in esame, il sequestro del blog era stato giustificato dal fatto che il blog stesso era utilizzato per commettere diffamazioni, peraltro non dall’indagato proprietario del blog, ma da terza persona: sulla base di tale considerazione, la Cassazione si è espressa indicando che “non vi è alcun elemento da cui desumere una potenzialità offensiva del sito in sé e quindi l’attualità e concretezza del periculum in mora”.

 

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it…………..

 

La Legge Uguale per Tutti

Sequestro di blog Sequestro di blog

Con la sentenza in esame, la Cassazione ha annullato l’ordine di sequestro di un blog disposto dal Tribunale di Udine.   Occorre premettere e spiegare alcuni concetti giuridici fondamentali. La legge prevede la possibilità, sia in campo civile sia in campo penale, per le parti interessate, in specifici casi, di ricorrere ad alcuni strumenti creati dal legislatore per prevenire gli effetti dannosi ulteriori derivanti da un comportamento illecito altrui. Uno di tali strumenti e’ il sequestro preventivo. Il sequestro e’ un provvedimento cautelare che mira alla sottrazione di un bene che in una caso specifico e’ stato lo strumento usato per commettere un illecito. Nel caso in esame lo strumento e’ un blog e l’illecito commesso e’ il reato di diffamazione. All’interno del dibattito svoltosi tramite l’utilizzo del blog, creata al preciso scopo di ospitare dibattiti ed espressione di opinioni relativamente ad eventi sociali e politici…

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Il valore informativo del blog sempre più riconosciuto anche in Italia

Mag 13, 2014
Il valore informativo del blog sempre più riconosciuto anche in Italia

Il valore informativo del blog sempre più riconosciuto anche in Italia

È un dato di fatto: anche in Italia, il valore informativo del blog viene sempre più riconosciuto.
Non soltanto il numero dei blogs italiani è in continua crescita, ma sempre più di frequente vengono consultati per reperire informazioni, spunti, idee e riflessioni in merito a determinati argomenti, non di rado anche piuttosto qualificati.
Certo, va detto sempre e comunque che non tutti i blogs presenti in rete possono essere considerati seri, scrupolosi e affidabili nei contenuti, ma resta il fatto che, prestando una particolare attenzione all’analisi e alle selezione di quanto viene in essi pubblicato, non poche informazioni di cui sono portatori attirano, di fatto, l’interesse di pubblici diversificati e, spesso, anche qualificati sul versante settoriale (giornalisti, manager, aziende, professionisti, ricercatori e via dicendo).
Imageware, agenzia milanese specializzata in servizi innovativi per la comunicazione, nel 2013, ha realizzato un’indagine particolarmente interessante, “Osservatorio sui blog italiani. Il blogger italiano: un interlocutore sempre più influente“, in cui emerge e in modo inequivocabile la portata reale del mondo dei bloggers di casa nostra.
Una prova ulteriore che evidenzia la considerazione crescente di cui usufruiscono i bloggers italiani è facilmente rintracciabile nei dettagli di accredito presso molte manifestazioni culturali e non: sempre più spesso, si leggono le frasi “L’ufficio stampa può concedere accrediti ai giornalisti iscritti all’Ordine, ai bloggers e agli operatori della comunicazione di settore“, “Gli accessi in mostra da parte di giornalisti e bloggers sono regolati tramite accredito da richiedere a…“, eccetera.
Lo scenario prossimo del cosiddetto “diario on line” (blog), anche in Italia, sembra destinato a svilupparsi ulteriormente, rafforzando i valori della libera espressione e dell’informazione.
Occhio, però, a valutarne, caso per caso, qualità e affidabilità.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it


Festival Internazionale del Giornalismo 2014

aprile 8, 2014
Festival Internazionale del Giornalismo 2014
Il Festival Internazionale del Giornalismo approda alla sua ottava edizione: a Perugia, da Mercoledì 30 Aprile fino a Domenica 4 Maggio, giornalisti, esperti di mass media e di new media daranno vita a una kermesse di assoluto valore.
Keynote speeches, panel discussions, incontri, documentari, premiazioni, libri, workshops, serate teatrali, data journalism, presentazioni, social events e una infinità di notizie sul settore dell’informazione saranno i punti centrali della manifestazione.
Arianna Ciccone, la fondatrice (insieme a Christopher Potter) e direttrice dell’International Journalism Festival, oltre che fondatrice del blog collettivo “Valigia Blu“, può legittimamente dirsi più che soddisfatta: dopo che, nell’Ottobre 2013, era stata annunciata la chiusura del Festival per mancanza di fondi adeguati, a novembre, sotto la spinta di una comunità di persone che realmente amano e apprezzano la manifestazione, l’organizzazione ha deciso di accettare la sfida del crowdfunding (Telecom e Working Capital hanno messo a disposizione del Festival la piattaforma fornita da Starteed e sono stati raccolti 115.420 euro in soli 90 giorni) e di andare avanti, grazie anche a un maggiore investimento di sponsor “storici” del Festival come le aziende ENEL e TIM e al sostegno del nuovo main sponsor, AMAZON.
Della raccolta fondi a sostegno del Festival si è parlato e scritto molto, sia in Italia che all’estero, da parte di chi segue le vicende e lo scenario internazionale del giornalismo: si è trattato di un successo senza precedenti e che, una volta di più, dimostra quanto siano portatori di valore quegli eventi in cui gli aspetti legati alla cultura e all’informazione sono messi al centro.
Tra i protagonisti che parteciperanno alla manifestazione (Mario Calabresi, Alan Rusbridger, Don Luigi Ciotti, Luca Sofri, Paolo Mieli, Ezio Mauro, Beppe Severgnini, Rosy Battaglia e tanti altri), di particolare interesse il keynote speech di Jeff Jarvis (J-School City University of New York), Margaret Sullivan (The New York Times), Richard Gingras (direttore news and social products di Google) e Wolfgang Blau (director of digital strategy c/o The Guardian).
Le ultime edizioni del Festival, inoltre, hanno riportato numeri da grande stadio per le presenze in città: stando ai numeri riportati dalla stampa locale e nazionale, da un minimo di 30.000 fino a 50.000 persone hanno letteralmente invaso il centro storico del capoluogo umbro, facendo registrare il tutto esaurito in tutte le strutture ricettive della città.
Infatti, durante la manifestazione, è ormai consuetudine (fin dalla prima edizione del 2006) che il centro storico della città umbra venga sempre popolato da turisti, da visitatori e da ospiti provenienti da ogni parte del mondo e che contribuiscono ad animare in modo sano le vie cittadine.
A questo proposito, un’annotazione strettamente personale…
Un paio di anni fa, proprio questo blog, PressWeb, dedicò un articolo all’edizione 2012 del Festival Internazionale del Giornalismo, la cui notizia fu letta e accolta positivamente dai suoi lettori.
Ricordo, però, un fatto alquanto singolare: un paio di “soggetti“, non collegati tra di loro, una volta letto l’articolo, mi scrissero letteralmente infastiditi: a loro parere, si trattava sicuramente di una manifestazione “pagata con i soldi di Pantalone“, studiata solo per parlare male di alcuni politici e di non altri (?) e via dicendo.
In più, mi scrissero roba del tipo “E poi chi è questa Ciccone? Chi la conosce?“.
Come sempre faccio e con la massima tranquillità, risposi via e-mail a entrambi, segnalando il link in cui erano dettagliatamente elencati i nomi dei vari sponsor privati della manifestazione e sottolineando che quel poco che il settore pubblico aveva messo a disposizione del Festival assicurava un grande ritorno economico per le strutture ricettive e commerciali della città (in tempi di crisi economica, una vera e propria boccata di ossigeno).
Inoltre, segnalai la presenza di giornalisti di diverse opinioni politiche (per fare un esempio eloquente, Filippo Facci del quotidiano “Libero” la pensa certamente in modo diverso da Luca Sofri de “Il Post”, o no?…) ed evidenziai il curriculum professionale di Arianna Ciccone, giornalista ed esperta di comunicazione.
Ovviamente, da uno dei “soggetti” non ricevetti alcuna risposta e dall’altro ricevetti solo un paio di righe sgrammaticate senza capo e né coda (cosa volesse tentare di dire restò un mistero linguisticamente impenetrabile).
Tornando al Festival, vanno segnalati anche i 15 workshops dedicati a importanti tematiche quali sicurezza informatica, privacy, tutela della fonte anonima, whistleblowing e anticorruzione, intercettazioni nell’era dell’NSA Gate, diffamazione e open source intelligence: in particolare, alcuni di essi sono stati approvati dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti per il riconoscimento dei crediti formativi.

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Informazioni:

www.festivaldelgiornalismo.com

Programma Festival Internazionale del Giornalismo 2014
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Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Yoani Sanchez, Giornalismo e Libertà

Mag 4, 2013
YOANI SANCHEZ

YOANI SANCHEZ

Come respirare aria pura: è questo che si è percepito nell’ascoltare Yoani Sanchez, la giornalista e blogger cubana, durante l’incontro tenutosi presso il Teatro Manzoni, a Monza, lo scorso 30 Aprile. Davanti a un’attenta platea, Yoani ha raccontato quanto sia complicato e tortuoso il rapporto con le autorità governative di Cuba, dove persistono ostacoli gravi alla libertà di espressione e di informazione.
Dal suo blog “Generacion Y“, Yoani illustra al mondo dell’assoluta necessità dei diritti civili e politici, delle forme concrete di democrazia e della libertà di informazione.
Un’annotazione personale: non si poteva che restare indignati quando, nel corso della sessione dedicata alle domande del pubblico presente in platea, una signora cubana dalle indubbie simpatie per il regime castrista ha rivolto accuse e critiche a Yoani al limite dell’indecoroso: nulla di nuovo sotto al sole, dal momento che il governo di Fidel Castro e i rispettivi simpatizzanti sparsi qua e là sono avvezzi ad accusare i dissidenti di essere contro la nazione e il popolo di Cuba, nonché eversivi pagati da qualche nazione straniera avversa. L’isolata contestazione, nonostante abbia innervosito, a tratti, gli animi di diverse tra le persone presenti, profondamente indignate, si è commentata comunque da sola, anche grazie, va detto, alla civile e circostanziata replica della giornalista protagonista della conferenza. 
Tornando agli aspetti più importanti della conferenza, Yoani Sanchez non ha raccontato soltanto delle speranze del suo popolo, ma anche di come le nuove tecnologie digitali e, in particolare, i social media (Twitter e Facebook), abbiano comunque aperto un canale di comunicazione, di informazione e di reale interscambio di esperienze che, in concreto, non fa che rendere sempre meno impermeabile ogni regime dalle critiche e dal dissenso.
Ovvio che, come ha sottolineato la stessa Yoani Sanchez, a Cuba, Paese con circa 11 milioni di abitanti, soltanto 123 persone (tra cui la stessa Yoani, attivissima on line) hanno la possibilità di accedere a Twitter (sempre e comunque in modo clandestino), ma è pur vero che l’effetto informativo che ne scaturisce assume forme che, soltanto rispetto a pochissimi anni fa, sembra diventare dirompente: ciò che accade a Cuba è sempre più noto agli occhi del mondo che naviga in Internet e se ciò avviene è anche grazie a una donna coraggiosa come Yoani Sanchez.
Yoani non si fa illusioni per quanto riguarda un cambio di regime in tempi brevi a Cuba, ma non si arrende in quella che considera essere la sua principale missione di vita: comunicare e informare, sempre con responsabilità e sempre con passione.
Una lezione di vita e di giornalismo da tenere sempre presente.
 
Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

Premio Vergani 2012: i cronisti dell’anno

novembre 15, 2012

Premio Guido Vergani 2012 Cronista dell’Anno

Presso il Circolo della Stampa di Milano, lo scorso 10 Novembre, si è tenuta la cerimonia di premiazione dei vincitori del Premio Guido Vergani 2012 Cronista dell’Anno.
Dopo i saluti iniziali di Rosi Brandi, presidente del Gruppo Cronisti Lombardi, organizzatore del Premio, il direttore del Corriere della Sera Ferruccio de Bortoli ha presentato il libro “Vita da Cronista – i Cento anni del Gruppo Cronisti Lombardi”, realizzato in occasione del prestigioso anniversario dalla fondazione del Sindacato Milanese Cronisti.
Premiati per la sezione Carta StampataAntonio Sanfrancesco di “Famiglia Cristiana”, Linda Lucini della “Provincia Pavese”, Stefano Scansani della “Gazzetta di Mantova”, Renzo Magosso del settimanale “Oggi”, Gisella Roncoroni e Paolo Moretti della “Provincia di Como”.
Per la sezione Radio-Tv, i premiati sono: Annalisa Corti e Paolo Andriolo di “Telelombardia”, Maxia Zandonai del “Tgr Rai Lombardia”. 
Per la sezione Web, premiati Tiziana De Giorgio e Luca De Vito di www.repubblica.it.
Il Premio Famiglia di Mariella Alberini per un giovane cronista sotto i 30 anni è stato assegnato a Luca Rinaldi di www.linkiesta.it.
Il Premio Speciale della Giuria è andato a Selvaggia Bovani per il suo blog http://questionecentrale.wordpress.com/.
Infine, una Targa d’Onore del Gruppo Cronisti Lombardi è stata assegnata a Ester Castano del settimanale “Altomilanese” per non aver ceduto alle ripetute minacce subite per i suoi articoli relativi alle infiltrazioni mafiose presso il Comune di Sedriano.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it