Comunicazione ed editoria aziendale: l’impresa come media company

febbraio 25, 2016
Comunicazione ed editoria aziendale: l'impresa come media company

Comunicazione ed editoria aziendale: l’impresa come media company

Per un’azienda che produce beni di consumo o che eroga servizi e per uno studio professionale, sono diverse le opportunità da sfruttare al meglio per comunicare: senza dubbio, oltre ai classici strumenti quali il comunicato stampa o il ricorso a un’agenzia esterna specializzata in media relations, va considerata anche la cosiddetta editoria aziendale.

Nello specifico, per editoria aziendale si deve intendere l’ideazione, la realizzazione e la diffusione di un vero e proprio notiziario in cui e attraverso il quale l’azienda non soltanto racconta se stessa in merito alle proprie attività, ma, di fatto, apre un significativo e aggiuntivo canale di comunicazione e di dialogo, in particolare, con i propri business targets di riferimento e, in generale, con i vari stakeholders facenti parte del contesto interessato.

Nuovi prodotti, nuovi metodi di lavorazione, nuovi mercati, nuovi servizi post-vendita, accordi commerciali, brevetti, nuovi inserimenti nello staff dirigenziale, riconoscimenti, iniziative speciali: sono soltanto alcuni degli innumerevoli argomenti che possono trovare spazio all’interno del notiziario aziendale.

Per apportare un ulteriore valore aggiunto, è bene che il notiziario (un magazine e un house organ a tutti gli effetti, indipendentemente dal numero delle pagine), oltre alle varie informazioni direttamente riferite all’azienda, offra ai propri lettori anche approfondimenti di qualità riguardanti argomenti coerenti con tutto ciò che è attinente al settore in cui l’azienda stessa opera.

Per fare un piccolo ma significativo esempio, il magazine di un’azienda alimentare può contenere ricette consigliate da uno chef, approfondimenti su tematiche nutrizionali con particolare riferimento alla salute e al benessere, dossier sui territori di provenienza di determinati prodotti agroalimentari e via dicendo.

In tale ambito, svolge un ruolo importante anche l’impostazione grafica e le immagini pubblicate di volta in volta: si tratta di elementi da scegliere con attenzione, con gusto e, soprattutto, con sempre stretta coerenza rispetto ai contenuti del magazine aziendale.

Non va mai dimenticato che siamo entrati nell’era digitale e multimediale: non soltanto per questo motivo, ma anche per una migliore sostenibilità dei costi che è più che consigliabile considerare, in alternativa alla versione cartacea, il ricorso alla versione on line del magazine, inviando per e-mail o il notiziario su file allegato (prestando grande attenzione alle dimensioni) o l’indice con i links ai vari articoli da leggere direttamente su un sito Internet ad hoc predisposto dall’azienda stessa.

L’azienda e lo studio professionale che agiscono da editori di se stessi, inoltre, possono sfruttare la propria presenza sui vari canali social (Facebook, Linkedin, Twitter) per supportare e promuovere sia la visibilità che la diffusione del proprio magazine digitale e, in questo caso, senza doversi accollare alcun costo aggiuntivo dal momento che si tratta di strumenti on line gratuiti e non per questo meno importanti.

Va da sé che i contenuti e la redazione degli stessi devono necessariamente essere ben strutturati, mirati e realizzati in modo competente (magari, coinvolgendo adeguate professionalità giornalistiche).

Le innovative soluzioni offerte dalle nuove tecnologie on line non possono che stimolare una sempre più ricca e puntuale attività di comunicazione per chi opera nel tessuto economico: nell’attuale scenario, anche la comunicazione aziendale, allo stesso modo di quella propria delle realtà associative, ha davanti e accanto a sé nuovi strumenti per un significativo salto di qualità.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

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Investire sul futuro aziendale significa muoversi sul serio

aprile 8, 2009
investire sul futuro aziendale significa muoversi sul serio
Non posso che concordare con diversi colleghi impegnati nel settore della consulenza in merito al modus operandi di tante aziende che stanno basando le loro strategie sulla “semplice” riduzione dei costi, limitando sia le proprie potenzialità sul mercato e sia  il valore aggiunto di una cospicua serie di interventi esterni a supporto del business (marketing, comunicazione, eccetera… la serie è lunga).
Senza fare nomi, voglio raccontare brevemente una situazione paradossale che ho vissuto parecchi anni fa, quando assistevo una società di servizi Internet in qualità di consulente esterno per il marketing e per la comunicazione. I responsabili della company in questione desideravano ottenere una visibilità mirata all’interno del tessuto aziendale verso il quale proponevano i loro servizi.
Mi chiesero di realizzare qualche iniziativa “ad hoc”. Dopo un’attenta analisi delle possibilità, proposi un progetto che avrebbe visto la realizzazione di un evento (tipo seminario o conferenza) al quale invitare un cospicuo numero di responsabili marketing di aziende (facenti parte del target della company) oltre che alcuni giornalisti di settore: poteva essere un’opportunità significativa per entrare in contatto con imprese potenzialmente interessate ad una determinata offerta.
Morale della favola… mi fu detto: “Ottimo progetto, bellissima idea… fai tutto te, ma ricorda che il budget è zero….“. Capita la situazione, proposi di realizzare il suddetto evento in sinergia con un’altra società di consulenza: non in concorrenza tra esse, le due società organizzatrici dell’evento avrebbero potuto dividere i costi dell’iniziativa.
Morale definitiva… Mi fu detto: “Ottimo, la sinergia per l’evento va benissimo…. però i costi se li deve accollare l’altra società. Noi investiremo il tempo che dedicheremo alla giornata dell’evento…“.
Certo che, così facendo, non si va lontani e non a caso quella stessa società non andò molto lontano, a dispetto dei grandi proclami del suo general manager.
Al di là delle oggettive difficoltà insite nell’attuale congiuntura economica, a volte, si ha l’impressione che, in certi contesti aziendali, manchi una vera e propria visione prospettica del business.
Investire correttamente in servizi “ad hoc” e in strumenti adeguati non significa soltanto dover sostenere un mero esborso di risorse finanziare: significa investire sul presente e, soprattutto, sul futuro stesso dell’azienda.
Tattica e strategia sembrano termini che appartengono ben poco al dizionario di certi “responsabili” aziendali.
Aspettare passivamente i tempi in cui le cosiddette “vacche grasse” tornino a pascolare sorridenti è un atteggiamento alquanto opinabile, ma c’è chi si adagia (e non poco) su un “fare” ricco soltanto o prevalentemente di puro “attendismo”.
Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it