Yoani Sanchez, Giornalismo e Libertà

YOANI SANCHEZ

YOANI SANCHEZ

Come respirare aria pura: è questo che si è percepito nell’ascoltare Yoani Sanchez, la giornalista e blogger cubana, durante l’incontro tenutosi presso il Teatro Manzoni, a Monza, lo scorso 30 Aprile. Davanti a un’attenta platea, Yoani ha raccontato quanto sia complicato e tortuoso il rapporto con le autorità governative di Cuba, dove persistono ostacoli gravi alla libertà di espressione e di informazione.
Dal suo blog “Generacion Y“, Yoani illustra al mondo dell’assoluta necessità dei diritti civili e politici, delle forme concrete di democrazia e della libertà di informazione.
Un’annotazione personale: non si poteva che restare indignati quando, nel corso della sessione dedicata alle domande del pubblico presente in platea, una signora cubana dalle indubbie simpatie per il regime castrista ha rivolto accuse e critiche a Yoani al limite dell’indecoroso: nulla di nuovo sotto al sole, dal momento che il governo di Fidel Castro e i rispettivi simpatizzanti sparsi qua e là sono avvezzi ad accusare i dissidenti di essere contro la nazione e il popolo di Cuba, nonché eversivi pagati da qualche nazione straniera avversa. L’isolata contestazione, nonostante abbia innervosito, a tratti, gli animi di diverse tra le persone presenti, profondamente indignate, si è commentata comunque da sola, anche grazie, va detto, alla civile e circostanziata replica della giornalista protagonista della conferenza. 
Tornando agli aspetti più importanti della conferenza, Yoani Sanchez non ha raccontato soltanto delle speranze del suo popolo, ma anche di come le nuove tecnologie digitali e, in particolare, i social media (Twitter e Facebook), abbiano comunque aperto un canale di comunicazione, di informazione e di reale interscambio di esperienze che, in concreto, non fa che rendere sempre meno impermeabile ogni regime dalle critiche e dal dissenso.
Ovvio che, come ha sottolineato la stessa Yoani Sanchez, a Cuba, Paese con circa 11 milioni di abitanti, soltanto 123 persone (tra cui la stessa Yoani, attivissima on line) hanno la possibilità di accedere a Twitter (sempre e comunque in modo clandestino), ma è pur vero che l’effetto informativo che ne scaturisce assume forme che, soltanto rispetto a pochissimi anni fa, sembra diventare dirompente: ciò che accade a Cuba è sempre più noto agli occhi del mondo che naviga in Internet e se ciò avviene è anche grazie a una donna coraggiosa come Yoani Sanchez.
Yoani non si fa illusioni per quanto riguarda un cambio di regime in tempi brevi a Cuba, ma non si arrende in quella che considera essere la sua principale missione di vita: comunicare e informare, sempre con responsabilità e sempre con passione.
Una lezione di vita e di giornalismo da tenere sempre presente.
 
Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it
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