Giornalisti minacciati, numero in aumento

Giornalisti minacciati, numero in aumento

La Costituzione della Repubblica Italiana, all’Articolo 21, esprime un concetto chiarissimo: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure”.
Eppure, alla faccia di quanto previsto dalla nostra civilissima e avanzatissima carta costituzionale, basata sui sacrosanti principi dello Stato di Diritto, non sono rari, anche in Italia, i casi in cui non pochi operatori dell’informazione, noti e non, sono destinatari di minacce, aggressioni fisiche, avvertimenti e azioni legali. E tutto questo per quanto da loro scritto nell’esercizio delle proprie funzioni professionali. Ma quali sono i profili di chi bersaglia e con varie modalità un numero crescente di giornalisti? Si va dal personaggio politico all’appartenente alla criminalità organizzata, dal privato cittadino al militante di qualche gruppo politico più o meno estremista fino all’immancabile ignoto che preferisce mantenere anonima la propria identità.
Fanno riflettere i numeri resi noti da
Ossigeno per l’Informazione, l’Osservatorio FNSI-OdG sui cronisti minacciati e sulle notizie oscurate con la violenza: i dati relativi all’anno in corso e aggiornati al 14 Luglio 2012 denunciano 93 episodi, di cui 36 minacce collettive, per un totale di 211 giornalisti coinvolti.
Nel 2011, si trattava di 95 episodi, di cui 40 minacce collettive, per un totale di 400 giornalisti coinvolti: appare evidente che il fenomeno è sicuramente in aumento e, con esso, insieme ad altri tentativi di apporre nuove limitazioni alla libertà di stampa (vedi anche le varie iniziative legislative rivolte alla pubblicazione delle intercettazioni telefoniche disposte dall’Autorità Giudiziaria), crescono i rischi per chi si occupa di informazione.
Ovviamente, nessun giornalista, in virtù del proprio ruolo professionale, può dirsi esonerato dal rispettare i legittimi limiti imposti dalla legge e dai principi deontologici, certo, ma è pur vero che, anche nel nostro Paese, c’è chi fa di tutto per attentare (anche fisicamente) alla libertà di stampa e di informazione, alla faccia di ogni dettame civile e costituzionale: un aspetto sul quale in parecchi dovrebbero riflettere meglio e di più.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it
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