Write to PressWeb__Un consulente editoriale presuntuoso?

Un consulente editoriale presuntuoso

Buongiorno. Sono un imprenditore che si è avvalso della collaborazione di un consulente editoriale – di cui non dico il nome per correttezza – per produrre della documentazione aziendale. Un mio conoscente mi ha informato che il suddetto consulente ha pubblicato un articolo in cui parla del suo lavoro. L’ho letto e riletto con molta attenzione e ho trovato la frase “l’abile consulente si ritaglia un’autonomia operativa nei confronti del suo cliente. Questo presuppone una maggior responsabilità, ma permette di evitare quelle situazioni in cui un’iniziativa naufraga per le ingerenze poco opportune dell’editore che ha la presunzione di essere un valido comunicatore“. La domanda che voglio porre è, parlando con chi fa comunicazione anche nel settore editoriale, non siamo davanti a un atteggiamento di sgradevole presunzione da parte di chi è pagato da un cliente per un lavoro non così facile da piazzare nel mercato dei servizi alle imprese? Grazie per la risposta su Pressweb. Saluti.
Un lettore”

Caro lettore, per prima cosa, condivido che, in un periodo come quello attuale, in cui molte realtà aziendali si mostrano più propense a tagliare costi piuttosto che ad investire sul versante dei servizi consulenziali come quelli editoriali, il fatto che te, come azienda, ricorra o abbia fatto ricorso ad un servizio consulenziale del tipo in questione non può che avvalorare il tuo modo di porti nei confronti della necessaria qualità della comunicazione aziendale. Detto questo, occorre aggiungere che, parlando in termini generali, ogni consulente editoriale e comunicatore svolge questa professione come meglio crede. Non c’è dubbio che, considerando diversi casi di cui il sottoscritto è a conoscenza, alcuni committenti, pur digiuni di determinate tematiche legate alla comunicazione, a volte, tendono a gestire il proprio rapporto con il consulente di turno in modo non propriamente proficuo. Ma è esattamente in questo contesto che deve emergere la vera professionalità del consulente esterno: deve essere in grado di comprendere i reali bisogni e le concrete aspettative del cliente per poi amalgamare armonicamente il tutto con il suo intervento professionale. Da come hai riportato la frase scritta dal tuo consulente, inutile negare l’evidenza, emerge (forse) una strana sorta di presupponenza che non sembra essere esattamente in linea con le modalità operative a cui dovrebbe attenersi un navigato ed esperto professionista impegnato nel settore dei servizi alle imprese, modalità fatte necessariamente anche di capacità e di volontà di ascolto, di analisi e di considerazione riferite ai bisogni del committente. Magari, caro lettore, forse non sarà il caso del consulente editoriale di cui racconti, certo è, però, che qualche consulente, a volte, in virtù della professionalità che egli si autoattribuisce, cade e scade in atteggiamenti da “professorino in erba“, rischiando sia di scavare un solco controproducente tra sé ed il cliente che di rimediare qualche pessima figuraccia.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it
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One Response to Write to PressWeb__Un consulente editoriale presuntuoso?

  1. IL LETTORE CHE HA SCRITTO ha detto:

    GRAZIE PER L’OTTIMA RISPOSTA AL MIO QUESITO. Hai inquadrato alla perfezione la personalità del soggetto di cui ti ho scritto.

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