L’eccessivo “dress to impress” comunicativo del manager può nuocere. A se stesso…

Dress to impress” (vesti per impressionare), dicono gli anglosassoni che si occupano di marketing e di comunicazione, riferendosi all’importanza di arricchire i propri progetti con qualcosa che li faccia emergere all’interno del contesto di riferimento, che li faccia notare e, dunque, che non li faccia passare inosservati. Si tratta di un concetto mutuato dal mondo Fashion, dove, per essere trendy e vincenti, occorre farsi notare. Nulla di male, anzi, ben vengano idee innovative che imprimano uno sprint ulteriore alla visibilità: nel mondo professionale, la visibilità è un vero e proprio plus, una volta assicurata la sostanza e scongiurato il pericolo di proporre e di comunicare la cosiddetta “aria fritta“. Non è da sottovalutare un ulteriore aspetto: nell’evidenziare una determinata caratteristica, una qualità o una specifica competenza, chi ha buon gusto, conoscendo il significato dei termini “opportunità“, “senso del pudore” e “veridicità“, non travalica determinati steccati che stanno alla base del comunicare in modo sobrio. Proprio ieri, parlando con un imprenditore milanese, mi è stato riferito il caso di un giovane responsabile export di un’azienda che continua a proporsi sul mercato del lavoro (nulla di male) tramite il proprio sito web. L’imprenditore in questione, persona estremamente votata tanto alle novità quanto anche ai principi della sobrietà, mi ha riportato alcune delle frasi con le quali l’esperto di export propone la propria professionalità. Raccontando particolari vari sulla propria frequenza di un master, indica, senza mezzi termini, di averne conseguito il diploma come miglior allievo e di avere ricevuto dai docenti una menzione speciale per l’alta qualità del project work da lui svolto. Poi, passando alle proprie esperienze lavorative, il giovane esperto di export sottolinea di aver contribuito, durante uno dei suoi passati incarichi all’interno di un organico aziendale, a far raddoppiare il fatturato estero in meno di due anni. L’imprenditore si è incuriosito e, approfittando di una fitta rete di conoscenze nel mondo aziendale, ha chiesto (in modo corretto) informazioni sull’esperto export suddetto. Morale della favola: dopo aver sentito diverse “campane”, è risultato che l’export expert ha ricoperto incarichi per lo più di tipo impiegatizio e burocratico, altro che incarichi di vero business development! Ecco un caso lampante in cui qualcuno si è vestito un po’ troppo per impressionare e, anziché suscitare un interesse efficace, ha rimediato una figura di ben altra natura. Intendiamoci bene: assolutamente nulla di delittuoso o di scorretto, ma è pur certo che se il manager o il professionista comunica di sé ciò che non è nella reale sostanza, la questione può assumere le caratteristiche del ridicolo…

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

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One Response to L’eccessivo “dress to impress” comunicativo del manager può nuocere. A se stesso…

  1. Veronica ha detto:

    Che vergogna!

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