Write to PressWeb__ Le “Iene” nella steppa della politica italiana

Come molti di voi avranno avuto modo di apprendere, un sagace ed interessante servizio delle “Iene” dello scorso 10 ottobre ha subìto una dura censura che ha portato addirittura all’oscuramento del programma nel suo passaggio televisivo! Da quel momento, quasi in tempo reale e con efficienza giapponese quasi mai vista in Italia, si è scatenato un putiferio sui media che ha portato a rimettere in discussione tanti presupposti della tutela della privacy di privati cittadini e personaggi pubblici. Ma per capire meglio cosa è sucesso, quindi trarre le dovute preoccupanti conseguenze, facciamo un passo indietro! Una troupe delle Iene, armata di tutto punto con telecamere, microfoni e “truccatrice” (questa la prima astuzia), intervista fuori Montecitorio alcuni parlamentari, preoccupandosi di detergere accuratamente la fronte per esigenze televisive e per ottenere la miglior luce nell’inquadratura! Ecco che entra in gioco la finta truccatrice che nel compiere l’operazione (da nessuno rifiutata, tanto è l’orgoglio di apparire sgargianti e sorridenti in Tv davanti a milioni dei loro elettori) appoggia rapidamente sulla pelle il tampone con il quale – successivamente – verrà rilevato l’avvenuto consumo di sostanze stupefacenti nel corso delle poche ore precedenti! Risultato di questa rapida e interessante statistica: due parlamentari su tre avevano fatto uso di tali sostanze nelle ore precedenti l’intervista! Apriti cielo! Non è vero, non si può, non sia mai! Di tutto e di più si scatena sugli untori del terzo millennio che pur avevano provveduto a garantire privacy e tutela degli intervistati senza rivelare nome e volto, ma addirittura rendendo assolutamente anonimi i tamponi, raccolti in un unico contenitore e pertanto senza possibilità di ricondurli alla “fronte di provenienza”! Risultato? Il garante per la tutela dei dati personali d’ufficio censura il programma, le parti politiche più varie a loro volta censurano, condannano, negano la possibilità che una trasmissione come le Iene possa infilarsi nella vita di un parlamentare e sottrarre in maniera truffaldina “dati sensibili sul suo stato di salute”! Viene pertanto da chiedersi, a difesa della trasmissione che tante altre volte è stata osannata per aver smascherato truffe di ogni tipo (laddove la giustizia aveva fallito), se vi siano veramente gli estremi per tale feroce censura, che ci impedisce di sapere la verità, di sapere se l’uomo che ho votato e che nei suoi programmi mi spiega come educare i miei figli e come comportarmi nella società civile è persona immorale, che si macchia del consumo di sostanze stupefacenti. Dalle discussioni apparse da Porta a Porta a Matrix e dalla lettura di articoli, si evincono tante cose, spiegate a pieno titolo da luminari della materia e politici più o meno infastiditi, si comprende come vi sia potuto essere un metodo poco trasparente per accaparrarsi questi dati … che, però, qui viene la mia riflessione … dati sensibili non sono, dati che esprimono lo stato di salute non sono…! Si tratta di un’informazione che nulla a che fare con le malattie o le caratteristiche di qualunque apparato del corpo umano di una persona … si tratta di informazioni sull’assunzione di una sostanza, che poteva tranquillamente essere Coca Cola, per dimostrare che al politico piaceva imbottirsi di anidride carbonica piuttosto che gustare le nostre arance di Sicilia! Si tratta, inoltre, di informazioni relative ad un’abitudine di consumo che normalmente viene sanzionata, quindi può costituire reato (se utilizzata in un certo modo e in certi quantitativi). Ancora, secondo punto: la Tv può o non può svolgere queste indagini? Chiediamolo all’opinione pubblica che è stata travolta dalle truffe di Wanna Marchi e che oggi deve ringraziare Striscia la Notizia e non certo le forze dell’ordine (con tutto il rispetto per il loro encomiabile operato)! In quel caso, il servizio pubblico della Tv va bene, non viene ostacolato! Bisogna convincersi che oggi la TV svolge un servizio di pubblica utilità e non può essere considerato tale solo quando si colpiscono comuni truffatori, mentre viene considerato abuso quando si toccano gli intoccabili! Che dire, allora, in questa ipocrisia all’italiana? Cerchiamo di liberarci da certi tabù e cerchiamo di vivere più liberamente! Citiamo lo slogan di una nota marca di snack al formaggio: <<Se non ti lecchi le dita … godi solo a metà!>>

Davide Diurisi

davidediurisi@studiodl.it

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Caro Davide, 
non posso che condividere quanto affermi. Per certi versi, siamo alle solite: ogni volta che viene coinvolto qualche personaggio del mondo politico, si scatena il finimondo su tutti i fronti, anche se, come giustamente puntualizzi, il filmato in questione non avrebbe rivelato né i volti e né i nomi dei parlamentari oggetto dello scherzetto organizzato dalle Iene. 
Inoltre, le voci dei politici sarebbero andate in onda totalmente artefatte e, quindi, assolutamente irriconoscibili. Ma c’è un aspetto che, a mio parere, colpisce maggiormente in merito alla situazione mediatica che si è venuta a creare: si è parlato di attacco alla privacy, di assalto irrispettoso nei confronti di dati sensibili. Ma, in realtà, ciò non corrisponde al vero, in quanto, come giustamente affermi nella tua dettagliata e-mail, non sono stati coinvolti nella questione dati relativi o allo stato di salute o ad eventuali relazioni private dei parlamentari burlati dalle Iene. Insomma, la domanda da porsi dovrebbe essere un’altra: è vero o non è vero che gli italiani hanno investito del mandato parlamentare anche (certo, non esclusivamente) persone che sono dedite al consumo di sostanze stupefacenti, consumo che, tra l’altro, in casi specifici previsti dalla normativa vigente è stabilito come reato? Se tale dubbio è legittimo e se, attenzione, è avvertito dall’opinione pubblica, perché dagli organi di informazione si punta il dito quasi esclusivamente su un’ipotetica violazione della privacy? Ti dirò di più: scommettiamo che se quei simpatici ragazzacci delle Iene avessero fatto quello scherzetto, anziché a 50 politici, a 50 ragionieri o a 50 spazzini o a 50 baristi tutto questo caos (la censura del programma, le accuse di attacco alla privacy, eccetera) non si sarebbe verificato? A chi crede nell’importanza delle istituzioni pubbliche e del vivere civile, questa situazione non può che ingenerare un ulteriore ed antipatico dubbio: non sarà, per caso, che alcuni cittadini possono considerarsi di Serie A ed altri, invece, solo di Serie B? Sono certo che qualcuno valuterà queste tue e mie considerazioni come forme di banale e sciocco qualunquismo diretto al mondo italiano della politica e dell’informazione, ma credo che lo scenario ed il putiferio che si sono scatenati nei giorni scorsi (ed ancora spiacevolmente in atto) richieda ulteriori riflessioni da parte di chiunque creda nell’importanza di comportamenti corretti e coerenti.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it
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2 Responses to Write to PressWeb__ Le “Iene” nella steppa della politica italiana

  1. Francesca ha detto:

    In Italia, ancora una volta, possiamo dire che, in senso figurato, “chi tocca certi fili muore”. Alla faccia della verità e del diritto di informazione, seppur sotto forma di satira intelligente.

  2. davide ha detto:

    Cara Francesca,

    magari morire nel senso letterario del termine no … anche perché non lascerebbero mai che si estinguesse quella specie che li sostiene ! Il problema è che la democrazia dell’informazione è ancora lontana … io auspico che le nuove tecnologie di info-comunicazione prendano man mano il sopravvento … la televisione è ancora troppo manipolabile, con scarso diritto di replica ! Immaginate un broadcasting online diffuso a tutti, uno strumento realmente interattivo che grazie alla convergenza tecnologica consenta di far accedere tutti, ma proprio tutti a meccanismi come il blog su cui siamo … come se fosse uno degli altri canali del palinsesto !

    Io sono sicuro che da qui a breve anche questa vicenda sarà cancellata dalle ns memorie. Ci sarà stato qualcuno che in qualche modo alle Iene e a chiunque animato di buona volontà e di alta etica … avrà detto: se vuoi continuare a lavorare, a esistere su questi schermi … lascia perdere !

    Ce la prendiamo con la camorra che impone il pizzo ? E i vari poteri forti che invece del pizzo impongono la cancellazione delle memorie ? Cosa cambia ?

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