Write to PressWeb__Servizi alle imprese o chiacchiere?

Caro Marco,
per anni, ho offerto la mia collaborazione professionale ad alcune associazioni imprenditoriali. Essendo anche consulente di aziende, da parecchio tempo, ho occasione di tastare il polso ai bisogni reali e non immaginari delle imprese. Le imprese italiane, come quelle estere, hanno bisogno di servizi che diano maggiori chance sul mercato nazionale e internazionale. Giorno per giorno, si impegnano per ottimizzare al meglio il budget di cui dispongono. Ciò di cui hanno bisogno è una gamma di servizi idonea ad accaparrarsi e a consolidare quote di mercato. Siamo su un piano molto pratico, le chiacchiere trovano uno spazio risicato nel mondo aziendale. Cosa succede, invece e spesso, in alcuni “dipartimenti” di associazioni imprenditoriali, consorzi di imprese e camere di commercio? Grandi proclami, protocolli d’intesa, manifesti programmatici, enunciazioni solenni di principi e di accordi futuri di sinergia. Insomma, chiacchiere, chiacchiere, chiacchiere. Chiacchiere che, spesso, restano tali e che non si trasformano in azione vera, in servizi portatori del necessario valore aggiunto. Non credi che vari centri di servizi alle imprese siano portatori di burocrazia anziché di progetti veri? Cosa ne pensi?
Saluti da
GV
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Caro GV,
parlando in termini ovviamente generali, quanto scrivi, non così raramente, corrisponde ad uno spiacevole dato di fatto. Va detto, come premessa, che nelle strutture alle quali giustamente fai riferimento operano anche validi professionisti con la testa sulle spalle e capaci di sviluppare progetti innovativi finalizzati al business aziendale. Ma, c’è sempre un “ma” nella vita, è anche vero che il ricorso a grandi proclami a vuoto e ad un modus operandi sostanzialmente di stampo burocratico vede “eccellere” non pochissimi dirigenti e funzionari preposti. Sei stato molto diretto nelle tue affermazioni e non intendo di certo nascondermi dietro ad un dito: l’esperienza insegna che, seppure siano stati fatti importanti passi in avanti sul versante della concretezza operativa, in diverse strutture tra quelle che hai indicato continuano a vegetare “personaggi” assolutamente inadatti a ricoprire determinati ruoli. I ruoli in questione dovrebbero essere svolti (sempre) in una via di mezzo tra il consulenziale ed il manageriale, ma, per alcuni, scrollarsi di dosso il peccato originale della metastasi burocratica sembra continuare ad essere un’impresa particolarmente ardua. Una soluzione ci sarebbe: consentire di far carriera solo a quei funzionari e dirigenti che possano dimostrare di aver condotto verso risultati tangibili e verificabili di nuovo business le imprese assistite. Ciò, tra l’altro, valorizzerebbe e darebbe più spazio alle buone professionalità già presenti negli organici delle strutture in questione. 
Chissà, magari in futuro…

 

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it

 

 

 

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