Terziario Avanzato tra esperti e pupazzi. Aneddoti per sorridere…

Terziario Avanzato tra esperti e pupazzi. Aneddoti per sorridere

Come i colleghi del marketing e della comunicazione sanno bene, il settore dei servizi rappresenta un mondo complesso. Si tratta di un mix di idee, innovazioni, intuizioni, procedure e creatività che stanno alla base del cosiddetto business development. Il mondo professionale di chi presta la propria attività intellettuale, interno o esterno alle aziende, è un ambiente variegato e denso di uomini e donne che, giorno dopo giorno, contribuiscono ad elaborare ed a gestire progetti finalizzati allo sviluppo di diversi settori business. Dal confronto e dall’interscambio di esperienze, per non dire dalla collaborazione diretta, si possono agevolmente ricavare gli scenari di know-how e di professionalità che caratterizzano un determinato settore. L’esperienza insegna che, anche nel nostro Paese, è impegnata una cospicua schiera di valenti professionisti che aggiungono un valore concreto ai progetti che gli vengono affidati: per sviluppare un nuovo servizio, per promuovere un prodotto, per sostenere l’immagine aziendale, per fidelizzare al meglio clienti e collaboratori. Il sottoscritto ha sempre sostenuto che, spesso, pur riconoscendo l’importanza degli studi universitari, risulta molto più formativo lavorare in un team composto da professionalità di rilievo (e non per questo esposte alla luce dei riflettori), perché ciò non può che ingenerare un processo formativo personale che, con gli anni, accresce le proprie capacità professionali e relazionali. Detto questo, però, non è tutto oro quello che luccica. All’interno della miriade di veri professionisti, qualche eccezione bizzarra (non così rara, ma, per fortuna, non così diffusa) non manca. Gli aneddoti che qui riporto, con l’augurio di strappare un sorriso ai colleghi, riguardano alcuni “personaggi” impegnati nel settore dei servizi alle imprese, “personaggi” che, in maniera reiterata, si sono fatti notare nei rispettivi ambienti di lavoro per alcune esternazioni alquanto singolari, direttamente o indirettamente riconducibili alle tematiche, rispettivamente, del marketing, delle pubbliche relazioni e del project management.

L’esperto(?) di marketing… parlando della sua intenzione di fare marketing and promotion per commercializzare prodotti alimentari tipici del Made in Italy, un “personaggio” illustrò la sua idea di far consorziare almeno dieci produttori di mozzarella di bufala. Alla domanda: “Perché vuoi farli consorziare per esportare lo stesso identico prodotto?”, lui rispose: “Perché se un importatore estero non mi vuole comprare la mozzarella di uno dei produttori, magari è interessato alla mozzarella di un altro”. All’ulteriore domanda: “Ma ci sono differenze qualitative tra le mozzarelle dei produttori che vuoi far consorziare?”, lui ripose: “No, sono uguali, ma per attirare il cliente posso giocare sul fatto che un tipo di mozzarella viene prodotta con il latte di una bufala che pascola a un’altitudine maggiore. È un plus, un concetto di marketing, no?”.
Morale: il marketing non sarà una scienza esatta, ma…?

L’esperto(?) di pubbliche relazioni… nel corso dei preparativi necessari per una imminente riunione fissata per il primo pomeriggio con una valida incaricata di una struttura esterna con la quale si stava sviluppando un lavoro in sinergia e che stava arrivando a Milano dopo un viaggio in treno di diverse ore, un “personaggio”, saputo che un suo collega di progetto sarebbe andato ad accogliere l’ospite e pranzarci insieme, disse: “Ma non ci stare troppo, anzi, il meno possibile, altrimenti gli diamo troppa importanza e chissà dopo chi si crede di essere”.
Morale: come rafforzare lo spirito di squadra…?

L’esperto(?) di project management… disquisendo di un progetto in corso, durante una riunione, un “personaggio” illustrava come, a suo “modesto” parere, occorreva impostare il work in progress. Sedutosi davanti al suo pc, prese in mano il mouse e, con aria molto seria e solenne (anche un po’ altezzosa), iniziò a fare un po’ di click qua e là; poi, disse: “Vedi, tasto destra del mouse, apro una nuova cartella, la nomino con una sigla, per esempio S.A.L., cioè Stato Avanzamento Lavori, poi, ci copio dentro la prima tranche dei files che mi servono…poi, tasto destra del mouse, apro una nuova cartella, la nomino con un’altra sigla, ci copio dentro la seconda tranche dei files che mi servono…ecco, questo è un lavoro preciso di project management, vedi?”.
Morale: la realtà di certi progetti supera la fantasia o…?

Qualche collega potrebbe dire: “Ma guarda questi…che soggetti! Vade retro!“. Reazione comprensibile, anche perché si tratta di “personaggi” improvvisatori e pasticcioni, per usare una frase fortemente votata all’eufemismo, ma vi immaginate un settore come il nostro, marketing and communication, senza la benché minima presenza di questi “eccelsi protagonisti”? Qualcuno ci dovrà pur essere per farci sbellicare dalle risate e, soprattutto, per essere utilizzato come esempio al contrario da offrire all’attenzione dei colleghi più giovani, no?
E adesso? Tasto destro del mouse, creiamo una nuova cartella, la nominiamo “bufala” e andiamo ad accogliere il collega che viene da fuori, ma dedichiamogli al massimo tre minuti, eh?…

Marco Mancinelli
PressWeb Editor
pressweb@teletu.it
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7 Responses to Terziario Avanzato tra esperti e pupazzi. Aneddoti per sorridere…

  1. Luca ha detto:

    la Bufala di alta montagna è veramente grandissima…un mito vero…

  2. Francesca ha detto:

    Sei brillante e graffiante come pochi sanno fare. Complimenti a te per l’articolo e un velo pietoso ai tre “eccelsi protagonisti” di quelle 3 perle. Quelli del project management e delle pubbliche relazioni hanno dei seri problemi, poveracci.

  3. Giovanni ha detto:

    Sarebbe interessante mettere quei tre pupazzi davanti a una platea in modo da rendere noto al grande pubblico quanto si può oggi essere demenziali e ricoprire incarichi aziendali seri. Quello delle mozzarelle è un tipo confuso e i due “esperti” di “project management” e di “pubbliche relazioni” dovrebbero ripartire dalle scuole elementari e dall’oratorio.

  4. Mauro H ha detto:

    caro Marco, ricordo che non molto tempo fa un autorevole economista disse che la classe dei funzionari manager delle aziende italiane non era mai scesa così in basso come negli ultimi anni. Mi pare che gli episodi descritti siano una prova lampante. Se apro una cartella con il mouse posso dire di essere un grande manager? E se faccio lo scostante con un collega sono un tipo cool? Ma si facciano visitare da un luminare!

  5. Milena C. ha detto:

    Ce ne fossero di professionisti come te che hanno la forza e il coraggio di discernere il buono dal marcio! Ma da dove provengono quei guru della professionalità? Da un manicomio? Complimenti all’autore!

  6. Giuseppe ha detto:

    Mentre si svolge a Mantova il Festival della Letteratura, apprendo che in certe strutture in cui da anni si gioca a fare i primi della classe è ancora in auge il FESTIVAL DEI CRETINI. Morale: certe deviazioni sono dure a morire. Pazienza(?)

  7. PINO L'AVVOCATO ha detto:

    Posso dire che anche nel mio campo, ahimè, se ne trovano tanti di soggetti di tal fatta…. di esempi ne potrei fare tanti, ma mi limito a raccontarne solo uno: un giovane collega, durante un’arringa difensiva in un procedimento penale, chiese l’assoluzione del proprio cliente perchè il fatto non era stato provato “ai sensi degli artt. 1 e seguenti del codice penale”!
    Come dire, per non sbagliare il riferimento codicistico tanto vale nominarli tutti…poi ci penserà il Giudice a trovare quello giusto.
    Un reale esempio di applicazione del brocardo “IURA NOVIT CURIA”.
    Questo per ridere; per essere drammaticamente seri invece faccio presente che una delle più frequenti scorrettezze tra colleghi nel mio campo è quella dell’accaparramento dei clienti. Basta fare una passeggiata al mattino nelle aule ove si tengono i processi per direttissima per toccare con mano tale realtà: anche qui giovani colleghi che gironzolano tra le varie aule, pronti ad accaparrarsi un cliente tra i vari arrestati presenti nelle gabbie, mentre il collega, già designato dal Tribunale ad assisterlo, è momentaneamente fuori dall’aula. Tanto ciò è vero che il Consiglio dell’Ordine di Milano è stato costretto ad affiggere all’ingresso delle suddette aule un manifesto con cui ricorda che tra i comportamenti deontologicamente scorretti e sanzionabili vi è l’accaparramento dei clienti a danno di un collega.
    Può bastare? altrimenti posso proseguire……

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