La Passione per il Delitto, X Edizione

settembre 16, 2011

La Passione per il Delitto 2011

In arrivo la Decima Edizione de “La Passione per il Delitto“, festival della letteratura noir: anche quest’anno, si svolgerà da Domenica 25 Settembre a Domenica 9 Ottobre, a Monticello Brianza, nella Brianza lecchese e permetterà ai molti appassionati del genere di ascoltare e incontrare scrittori del genere “giallo” presso la suggestiva Villa Greppi.
Come annunciato dall’organizzatrice della manifestazione, la giornalista Paola Pioppi, ”da quest’anno, La Passione per il Delitto lascia più spazio a ogni ospite, regala al suo pubblico alcuni degli autori che più ha apprezzato, seguito e amato in questi anni. Quelli che hanno saputo prendersi il loro tempo, che sono stati generosi con i lettori, che hanno fatto della scrittura una scelta professionale seria e convinta. Negli ultimi tempi, la sovraesposizione a cui è andato incontro questo genere narrativo, il moltiplicarsi delle case editrici a pagamento che premiano la fretta e affossano la professionalità, ma anche l’elevazione diffusa dello scrittore di gialli e noir a status e personaggio spesso privo di contenuti, impongono una scelta attenta“.
Si tratta di una scelta che non potrà che essere percepita come ricca di significati da parte del sempre più cospicuo pubblico di lettori e di aspiranti scrittori che, nel corso delle varie edizioni, ha seguito e continua a seguire il festival brianzolo della letteratura noir con particolare interesse.
Gli incontri e gli aperitivi con gli autori, i misteri per i piccoli lettori (eventi riservati ai giovanissimi), concorsi, approfondimenti dedicati al genere noir e al suo rapporto con la realtà e la cronaca, dimostrazioni ed esibizioni da parte di appartenenti all’Arma dei Carabinieri e al Corpo della Guardia di Finanza: un mix di momenti coinvolgenti che appartiene, ora più che mai, al DNA della manifestazione. 

www.lapassioneperildelitto.it

Marco Mancinelli
PressWeb Editor


XVI Festival Internazionale per la Pace di Assisi

settembre 14, 2011

XVI Festival Internazionale per la Pace di Assisi

XVI Festival Internazionale per la Pace – XI Weekend Ecologico
Assisi, 18 – 25 settembre 2011

L’Assisi Festival edizione 2011, organizzato dall’Associazione Culturale “United Artists for Peace”, in collaborazione con il Comune di Assisi, quest’anno si terrà dal 18 al 25 settembre. La manifestazione, che comprende il XVI Festival Internazionale per la Pace e l’XI Weekend Ecologico, si avvale di numerosi riconoscimenti, tra i quali l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Italiana e il Patrocinio di numerosi Ministeri. Il Festival si propone di promuovere la cultura della Pace, della Cooperazione Internazionale e dell’Educazione Ambientale e Alimentare attraverso seminari, tavole rotonde, mostre di arte visiva e concerti serali di alto livello artistico-culturale nella città di Assisi, testimonial mondiale del dialogo e della fratellanza tra i popoli. Come nelle precedenti edizioni, la musica verrà presentata nei vari generi, dal classico al jazz, con artisti nazionali e internazionali accomunati dalla condivisione dei valori di pace e solidarietà. L’edizione 2011 si aprirà, domenica 18 settembre, con la mostra di arte contemporanea “Mir” di Paolo Mirmina, artista camaleontico e originale che presenterà opere ispirate agli ideali di pace e fratellanza. Anche quest’anno l’Assisi Festival focalizzerà l’attenzione sulla celebrazione del 21 settembre, IDP – United Nations International Day of Peace, Giornata mondiale dedicata alla Pace in cui l’ONU invita tutte le nazioni e i popoli a fermare le guerre e ogni forma di ostilità. Nella mattina verrà realizzato il VI convegno “Pace, Diritti Umani e Cooperazione Internazionale”, con interventi orientati alla diffusione del concetto di “cittadinanza responsabile”, associato a valori quali il rispetto dei diritti umani, la tolleranza, l’uguaglianza, la giustizia sociale, la solidarietà, la cooperazione e la partecipazione. Alle ore 12.00, in occasione della “Peace Bell special ceremony” delle Nazioni Unite, in cui il Segretario Generale Ban Ki-moon suonerà la Campana della Pace, per inaugurare a New York la Giornata mondiale della Pace, anche in questa edizione, in Assisi verrà suonata la campana della torre del Palazzo Capitano del Popolo, sede dell’Ufficio per il Sostegno alle Nazioni Unite e della Biblioteca depositaria dei documenti dell’Onu. Farà seguito la sfilata delle “Bandiere del mondo per una sinfonia di Pace” per le vie di Assisi. “Che la Pace regni sulla terra” è il messaggio che si vuole far risuonare in tutti gli esseri umani. A conclusione della giornata, avrà luogo il concerto “Artisti Uniti per la Pace”. Ospite speciale della serata Andrea Mingardi, cantautore, interprete, bluesman e punto di riferimento “cult” per la musica italiana. All’artista, che eseguirà alcuni brani del suo repertorio, verrà conferito il premio “Artista per la Pace 2011” per il suo notevole impegno sociale e umanitario. Nell’ambito dell’Assisi Festival si terrà l’XI edizione del Weekend Ecologico, evento che promuove l’educazione ambientale e alimentare in un’ottica di sviluppo sostenibile, avvalendosi del supporto di un Comitato Scientifico presieduto dal Prof. Vittorio Silano, presidente della Commissione Scientifica Europea EFSA – European Food Safety Authority, e della collaborazione di esperti, ricercatori e docenti universitari. Al seminario, previsto nella mattina di venerdì 23 settembre, parteciperanno delegazioni di studenti degli Istituti Scolastici della Regione, al fine di proporre stili di vita salutari, promuovere corrette abitudini alimentari e sensibilizzare al rispetto dell’ambiente. Tra gli argomenti che verranno affrontati: “Tutela e conservazione del patrimonio forestale e della biodiversità in un’ottica di sviluppo sostenibile” (2011: Anno Internazionale delle foreste), “Ambiente ed eco-sostenibilità”, “Alimentazione, prevenzione e salute”, “Qualità e sicurezza degli alimenti in Europa”. In serata è previsto il concerto pianistico “Solo Recital” dell’artista internazionale Jason Peterson, che proporrà musiche di W.A. Mozart, F. Mendelssohn, F. Schubert e M. Ravel. Sabato 24 settembre, il duo Gabriella Rivelli e Corrado Peronelli proporranno il concerto “Arie d’Italia”, dedicato alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia, con musiche di N. Rota, A. Martelli, P. Piccioni, N. Piovani, E. Morricone.

 
 
 
United Artists for Peace
Via XX Settembre, 92/d
06124 Perugia
Tel. 075 5720066
Fax 075 5717481
www.peacefestival.com
uafpeace@iol.it

Carte Bollate, tra Mass Media e Carcere

marzo 23, 2011

IL NUOVO CARTE BOLLATE - Foto di Enrico Mascheroni -

 

 

La prima impressione che hai, appena varchi l’entrata principale del carcere di Bollate, è piuttosto strana: non ti sembra di entrare in una casa di reclusione, ma in un altro tipo di struttura. Poi, mano a mano che procedi all’interno, realizzi che, certo, si tratta di un vero e proprio carcere, noti le sbarre alle finestre e la presenza degli agenti della polizia penitenziaria, ma l’atmosfera è diversa da quella che ti aspetti: gli edifici sono moderni, tutto è in ordine, c’è una grande pulizia, i detenuti e le detenute possono uscire dalle rispettive celle per impegnarsi in attività di studio e di lavoro. Ma non solo: possono dedicarsi ad attività sportive e ricreative. Non è un caso che il tasso percentuale di recidivi, una volta usciti dal carcere di Bollate, è di gran lunga inferiore a quello delle altre strutture penitenziarie. Si tratta di un caso unico: là, chi deve scontare una pena definitiva ha la reale possibilità di essere inserito concretamente in un effettivo percorso di recupero. È la mattina di Sabato 19 Marzo quando, al termine di un corso di formazione organizzato dall’Ordine dei Giornalisti della Lombardia (“Media e Carcere”) e dopo quattro intense mattinate di lezioni presso il Tribunale di Milano tenute da giuristi, magistrati, una funzionaria dell’Amministrazione Penitenziaria, due croniste, una criminologa e un avvocato penalista, con un cospicuo gruppo di colleghi giornalisti, entro in una realtà particolare che conosco soltanto di riflesso, per sentito dire o per averne letto: è la realtà del cosiddetto “Progetto Bollate”. Il primo impatto è letteralmente sorprendente: realizzati da diversi tra gli ospiti della casa di reclusione, vedi manufatti di pregio creati con grande gusto, vedi quadri fatti con indubbia maestria e, soprattutto, con vera passione. Personalmente, resto colpito da alcuni modellini di navi, velieri di cui non puoi che apprezzare la bellezza e l’estrema cura dei più piccoli dettagli. Incontriamo la redazione de “Il Nuovo Carte Bollate”, periodico di informazione dal carcere e sul carcere che esce con periodicità bimestrale, con una tiratura di 1.200 copie, diretto dalla giornalista Susanna Ripamonti ed edito dall’Associazione Amici di Carte Bollate, presieduta dal Presidente Emerito della Corte Costituzionale Valerio Onida. “Il Nuovo Carte Bollate” è nato nel 2002 e, attualmente, è realizzato da una redazione composta da venti tra detenuti e detenute, oltre che, come volontari, da giornalisti professionisti ed esperti di comunicazione. L’incontro con la redazione e con alcuni dei membri dello Sportello Giuridico è reso possibile da Susanna Ripamonti e dal consigliere dell’Ordine dei Giornalisti Mario Consani. Il dialogo con gli ospiti della casa di reclusione risulta, fin dall’inizio, qualcosa che va ben al di là della semplice cortesia: hanno voglia di raccontarsi, di parlarti della loro esperienza carceraria, del loro vissuto quotidiano e, soprattutto, delle loro storie. Dai loro interventi rivolti a tutti i giornalisti presenti, ma anche e soprattutto da ciò che ti raccontano faccia a faccia, emergono aspetti estremamente densi di significato. In primo luogo, essendo tutti reduci da soggiorni in altre strutture penitenziarie, sono consapevoli che è stata loro offerta una grande opportunità sul duplice versante della qualità di vita nell’ambito detentivo e del percorso di reinserimento personale e sociale. “Se mi vengono riconosciuti i miei diritti“, mi dice uno dei detenuti, “quando esco, riconosco meglio quelli degli altri“. Oltre a loro, è la stessa direttrice del carcere, Lucia Castellano, che tiene a rimarcare questo aspetto. Ma, oltre a ciò, c’è di più, c’è molto di più: emerge un’umanità che, agli occhi dei molti che non conoscono la realtà del carcere, è qualcosa di sconcertante. Emergono storie, emergono percorsi umani difficili, emergono vissuti passati che i reclusi hanno alle loro spalle, vicende che li hanno condotti a scontare una pena detentiva. Si tratta di vicende passate maledette, certo, ma che li spingono, giorno dopo giorno, a porsi non una, ma cento domande, su se stessi e sulla vita in genere. Dal loro modo di parlare di tutto, di raccontarsi e anche di scherzare, emerge molto, moltissimo: emerge quanto possa rivelarsi difficile il percorso umano di un uomo o di una donna che si sono ritrovati a commettere uno o più errori, uno o più reati, ma che, ora, mostrano un sincero desiderio di normalità personale, di armonia interiore e, come è naturale che sia, di libertà. Il pranzo con loro è un ulteriore momento di dialogo con l’umanità di cui non soltanto sono capaci, ma di cui sono portatori. Rosario, Habib, Sandra, Enrico, Antonio, Lino, Margit e tanti altri con cui parliamo e ci confrontiamo sono la testimonianza e la prova di quanto, purtroppo non di rado, gli stessi mass media raccontino in modo inesatto la realtà carceraria: si tratta di una realtà complessa, in cui si fondono storie e relazioni umane, normative e provvedimenti giudiziari, burocrazia e strutture fisiche penitenziarie. Si fondono e, spesso, in modo dissonante. Il “Progetto Bollate” ci mostra altre realtà lavorative e ricreative inaspettate: un vivaio con circa duecento tipi di piante, un maneggio, un call center, un’attività di catering, una palestra, un laboratorio musicale (a proposito, un grazie alla band per aver suonato un pezzo su nostra richiesta) e tanto altro. Scopriamo che hanno anche una squadra di calcio che partecipa al campionato di terza categoria. Ci viene mostrata una cella dove alloggiano quattro ospiti: contrariamente alla quasi totalità delle strutture carcerarie italiane, è sufficientemente ampia, i letti non sono a castello e c’è una cucina abbastanza funzionale. Non puoi fare a meno di osservare le cose di proprietà degli occupanti: libri, oggetti, un piccolo televisore e altri accessori tenuti in ordine e che fanno parte della loro quotidianità. Il momento dei saluti, dopo circa sette ore trascorse insieme, è molto cordiale ma, allo stesso tempo, amaro: al contrario di loro, tu esci, torni alla tua vita libera, ma avverti chiaramente che hai acquisito qualcosa di importante e di significativo, qualcosa che non potrai dimenticare, non soltanto come giornalista, ma, soprattutto, come persona. Per tutte le persone che ho e che abbiamo conosciuto al carcere di Bollate, valga una frase di Guido Brambilla, magistrato di sorveglianza del Tribunale di Milano: “Tu vali molto di più del reato che hai commesso“.

Con dedica speciale alla Redazione de “Il Nuovo Carte Bollate”, agli Ospiti e agli Operatori del Carcere di Bollate.

Marco Mancinelli
PressWeb Editor

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