È nata “Diritti Diretti”

Aprile 24, 2008

È nata “Diritti Diretti”, Associazione senza scopo di lucro che persegue finalità di promozione culturale, solidarietà sociale e tutela dei diritti civili e costituzionali a favore delle categorie svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari. “It’s up to you!”, cioè: “Dipende da te!”. Su questa convinzione è nata “Diritti Diretti”: Associazione senza scopo di lucro che persegue finalità di promozione culturale, solidarietà sociale e tutela dei diritti civili e costituzionali a favore delle categorie svantaggiate per condizioni fisiche, psichiche, economiche, sociali o familiari (anziani, minori, persone con disabilità temporanea o permanente, individui con esigenze dietetiche e/o con problemi di allergie, ecc.). «Abbiamo, infatti, costituito “Diritti Diretti” – ha affermato il Presidente Simona Petaccia – con il proposito di promuovere l’idea che stato sociale e carità devono essere rimpiazzati da libertà e diritti applicati (non solo legiferati) per le categorie svantaggiate, al fine di contrastare la diffusione di pregiudizi o stereotipi e incoraggiare la presa di coscienza delle loro abilità e del loro contributo sociale». Questa nuova realtà associativa si oppone quindi a ogni forma di discriminazione nei settori della cultura, dell’arte, dell’informazione, della comunicazione, del turismo, della natura, dell’ambiente, dello sport e del tempo libero, facendosi portavoce degli interessi e delle esigenze degli suoi soci (persone fisiche e giuridiche, italiane o estere). Per raggiungere tale scopo, “Diritti Diretti” mira a: sostenere iniziative volte a garantire uguaglianza e dignità; migliorare l’accesso a edifici pubblici e privati, ai trasporti e all’informazione; far riconoscere la capacità di scelta autonoma e indipendente delle fasce di popolazione poco rappresentative, dette “minoranze”; dare impulso al dialogo tra culture diverse; favorire lo sviluppo della persona e della sua identità, salvaguardando i diritti civili, siano essi “diritti naturali” o “diritti umani” (diritto alla libertà individuale, diritto alla vita, diritto all’autodeterminazione, diritto a un giusto processo, diritto ad un’esistenza dignitosa, diritto alla libertà religiosa, diritto alla protezione dei propri dati personali – privacy)». La prima mission di “Diritti Diretti” sarà quella di avviare servizi di consulenza personalizzata offerti ai soci per la progettazione di un turismo accessibile, individuando servizi e strutture per viaggi e soggiorni in grado di permettere, senza ostacoli e difficoltà, la fruizione a persone con esigenze speciali che necessitano di particolari comodità e agevolazioni per la pratica del viaggiare. «La maggior parte delle agenzie di viaggio – ha precisato Simona Petaccia – effettua le ricerche delle strutture ricettive attraverso database elettronici che non permettono di ottenere informazioni dettagliate come: ampiezza degli ascensori, numero di scalini prima dell’ingresso, cucina adatta a celiaci, ecc. La sola informazione ricavabile è quella di sapere se un albergo è accessibile ai diversamente abili, ma il più delle volte si tratta di strutture a 4 o 5 stelle, troppo costose per le tasche di chi vive con una pensione sociale. Eppure, già nel 1999 una ricerca effettuata su commissione dell’ENEA nell’ambito del progetto STARe “Studio sulla domanda di turismo accessibile” evidenziava che dei 31 milioni di persone che avevano effettuato un viaggio in quell’anno il 2,9% (pari a 889.330 persone) era costituito da persone che esprimevano esigenze speciali. Poi, considerando che molti viaggiatori rientravano in una fascia di età elevata (oltre 65 anni), l’analisi si estendeva ad altri 2.140.785 turisti. Oggi, questi numeri saranno cresciuti, ma è ancora complicato organizzare una vacanza per chi ha necessità particolari». A tale attività, per conto proprio o di terzi, “Diritti Diretti” collegherà servizi personalizzati e altamente qualificati di progettazione, realizzazione e comunicazione inerenti: campagne informative, comunicative e/o pubblicitarie; progetti di editoria (tradizionale ed elettronica); iniziative ed eventi (convegni, meeting, convention, conferenze, assemblee, ecc.). «Questo perché – ha specificato Simona Petaccia – crediamo che tali eventi non possono essere affidati solo ai “volontari”, soprattutto se rivolti alle categorie svantaggiate. Per ottenere risultati positivi e a lungo termine, invece, essi devono essere guidati da metodi e professionalità che contribuiscono a generare modi di fare corretti, al fine di salvare le cosiddette “fasce deboli” della popolazione da un vortice regressivo caratterizzato da pietà, assistenzialismo o donazioni fatte una volta l’anno per evitare di pensare al problema». Sulla base di questa convinzione, attraverso rapporti sinergici con altre realtà associative e/o professionali, «“Diritti Diretti” – ha concluso Simona Petaccia –  progetterà, coordinerà e realizzerà percorsi formativi (master, corsi di formazione professionale e di specializzazione) sui temi della comunicazione in generale e su quella sociale in particolare, che saranno rivolti a imprese pubbliche e private, associazioni, organizzazioni, privati cittadini ecc. È, infatti, necessario che si agisca a favore di quei cittadini che, sempre più spesso, si sentono confusi e impotenti di fronte alla burocrazia. Si deve, di conseguenza, rendere fluido il circuito delle informazioni al fine di fargli conoscere sia i loro diritti sia i loro doveri, in modo da generare comportamenti coerenti».
Per maggiori informazioni, visitare il sito web www.dirittidiretti.it (cliccando sulla scritta “Sito in costruzione”), scrivere all’indirizzo elettronico info@dirittidiretti.it o chiamare il numero verde 800 910 580 (Lunedì – Venerdì, 10:00-13:00, 15:00-18:00).


Pane Quotidiano

Dicembre 31, 2007
Pane Quotidiano - Milano 
Al di là dei tanti discorsi e della miriade di approfondimenti che vengono dedicati alla congiuntura economica del nostro Paese, la realtà quotidiana ci racconta che esiste una cospicua schiera di uomini, di donne e di intere famiglie che incontrano reali difficoltà nel mettere insieme il pranzo con la cena. Si tratta di esseri umani ai quali la vita riserva un percorso irto di ostacoli e di evidenti incertezze riferite sia al loro presente che al loro futuro. Può sembrare un’assurdità, ma, anche nella società cosiddetta dell’opulenza, della rincorsa spasmodica all’acquisto del telefono cellulare di ultima generazione e degli accessori fashion di maggior tendenza, c’è chi è costretto a fare i conti con il più amaro dei problemi: procurarsi dei normali prodotti alimentari per nutrirsi. In una grande metropoli come Milano, simbolo del terziario avanzato e dei grandi locali alla moda, il problema esiste e riguarda un numero crescente di persone: disoccupati, immigrati, persone che hanno perso il proprio posto di lavoro, ma anche pensionati e lavoratori il cui reddito mensile si dimostra non adeguato per sopperire alle necessità prioritarie dell’esistenza. In questo contesto, emerge l’opera meritoria della Società del Pane Quotidiano, una fondazione laica milanese. Nel lontano 1898, fu ideata da Edoardo Banfi, benefattore che ispirò l’iniziativa a una concezione semplice e umanitaria: il pane, come alimento di base, non deve mai mancare sulla tavola di nessuno. Da allora, sono trascorsi più di cento anni e “Pane Quotidiano”, grazie all’indispensabile supporto di molti e motivatissimi volontari impegnati dalle prime ore del mattino, continua ad assistere una lunga schiera di persone in gravi difficoltà economiche. Presso la sede di “Pane Quotidiano”, si legge: “Fratello… qui nessuno ti domanderà chi sei, né perché hai bisogno, né quali sono le tue opinioni”, una frase semplice, diretta e densa di significato umanitario. 
Tutti i giorni della settimana, nelle sedi di Viale Toscana 28 e di Viale Monza 335, vengono aiutate oltre 2.000 persone indigenti: mettendosi in fila, ritirano pane, latte, yogurt e diversi altri alimenti offerti gratuitamente da molte aziende che dimostrano una preziosa sensibilità sociale. 
“Pane Quotidiano” vive grazie all’autofinanziamento e a sostenitori che donano alimenti, vestiti, libri, giocattoli e tutto ciò di cui una famiglia ha bisogno. Assistere all’opera dei volontari di “Pane Quotidiano” fa pensare a molti aspetti della nostra vita contemporaea: alle sue contraddizioni, all’incertezza sociale, a diritti offesi da una quotidianità difficile, alla profonda inutilità delle chiacchiere annoiate che vedono protagonisti così tanti rappresentanti del mondo politico e delle istituzioni. Ma c’è dell’altro, c’è di più: non si può che pensare alla significativa distanza che spesso separa il concreto impegno umanitario di tanti privati cittadini da quei fiumi di parole che esondano dai fin troppi salotti gestiti da chi, a differenza di tanti e meritevoli volontari, non sa o non vuol vedere cosa davvero accade nelle nostre città.
    
Marco Mancinelli – PressWeb
31 Dicembre 2007
  

Intervista a Fabio Apriletti: Tempus Vitae, cultura del lusso e progetti sociali

Settembre 27, 2007

Tempus Vitae

Ci sono realtà che, per le funzioni che svolgono e per i valori di cui sono testimoni, arricchiscono il panorama, a volte discutibile, delle presenze nella grande autostrada telematica. Senza ombra di dubbio, una di queste realtà qualificate è Tempus Vitae: non soltanto un sito Internet dedicato alla divulgazione di una cultura seria del lusso, ma anche e soprattutto una realtà associativa impegnata in importanti progetti sociali.
Ne parliamo con Fabio AprilettiPresidente e redattore di Tempus Vitae.  

Cos’è Tempus Vitae?

Tempus Vitae è un’associazione no profit di Terni il cui obiettivo è quello di creare un “Fondo per il Microcredito”. In un programma di microcredito, vengono erogati microprestiti a piccole attività rurali e urbane nelle aree svantaggiate del mondo, dalle più distanti alle più vicine a noi. Vogliamo porci al fianco delle persone più svantaggiate nella lotta per costruirsi un futuro, perché crediamo che la soddisfazione più grande per chi ha bisogno di aiuto sia poter vivere dignitosamente senza chiedere aiuto. Tempus Vitae ha scelto di operare non attraverso la semplice carità fatta con spirito di paternalismo umanitario che genera poi, di fatto, una dipendenza dagli aiuti stessi, ma attraverso strategie e progetti che rendano le persone indipendenti. Il reddito che deriva dalle attività, svolte grazie al microcredito, migliora le condizioni di vita delle famiglie con un vantaggio diffuso per tutta la comunità locale.

Come è nato il progetto on line Tempus Vitae?

Il sito www.tempusvitae.it è lo strumento principale attraverso cui Tempus Vitae opera per raggiungere i propri obiettivi. Nato con lo scopo di raccogliere pubblicità, i cui proventi vengono versati nel fondo destinato al microcredito. Il sito nasce dall’esigenza di coinvolgere, attraverso argomenti più leggeri e soft, una fascia di lettori, magari meno attenti alle problematiche. Vogliamo presentare il “Lusso” non come la quantità di cose possedute e comperate ad alto prezzo, ma la qualità di esse e la capacità di saper scegliere di cosa circondarsi giudicando in base alla sostanza; giudicando, quindi, l’unicità di oggetti, abiti, accessori, mobili, etc. di alto artigianato, che esaltino la bravura e la creatività nel lavoro dell’uomo. Oggetti che restano nel tempo e che sono testimoni, presso figli e nipoti, non del denaro posseduto, ma dello stile del gusto e del modo di apprezzare le cose di chi li ha scelti per sé. Infatti, il tempo è il nostro grande protagonista: vogliamo raccontare i modi di viverlo, goderlo e, se possibile, rallentarlo, sempre nel migliore dei modi, ma senza mai dimenticare i gravi problemi del mondo.

Chi sono i vostri principali visitatori e lettori?

Dalle e-mail che riceviamo e dalle perone iscritte alla nostra newsletter, possiamo affermare che si tratta di persone benestanti con un alto livello d’istruzione.

In un vostro editoriale, si legge “Un sito dedicato ai piaceri della vita, a chi se li sa gustare senza patemi e a chi ha il coraggio di non negarli al prossimo…“. Qual è la filosofia sulla quale si fonda Tempus Vitae?

È quella di conciliare l’etica con gli affari utilizzando la ricchezza, prodotta legittimamente, per la realizzazione di uno sviluppo sociale, anziché di pura rendita o di potere a beneficio di pochi. Noi di Tempus Vitae crediamo nella naturale inclinazione dell’uomo al saper apprezzare, gustare e gioire delle bellezze e dei piaceri della vita e noi per primi ci dedichiamo a quest’arte, con la consapevolezza che la soddisfazione, la gioia più nobile, il piacere più grande consiste nello spendere tempo per gli altri e soprattutto donare, mettendo la propria vita a disposizione ed essere vicino a chi ha più bisogno, perché il vero signore è soprattutto colui che sa sacrificare affetti e guadagni per mettersi al servizio degli altri. Essere dalla parte del più debole, dei vinti e non dalla parte dei falsi eroi dello sport, della televisione e dello spettacolo che tentano di farci credere che solo chi vince e chi arriva primo è degno di onore e rispetto.

Qual è il futuro dell’informazione e della divulgazione culturale on line?

Per Tempus Vitae, Internet è molto importante. Infatti, abbiamo visitatori in modo costante da oltre 40 Paesi del mondo, ma rappresenta per noi un mezzo e non sicuramente un fine. Sicuramente, il mondo dell’informazione on line crescerà, ma la mia “paura” è che c’è di tutto e senza un minimo controllo, soprattutto per le fasce più deboli della popolazione. Inoltre, mi auguro che Internet si “professionalizzi”, ossia: tutti possono scrivere e tutti possono scrivere il contrario di tutto. Anche e soprattutto in Internet, c’è aria di relativismo.

Uno slogan per riassumere in modo significativo Tempus Vitae?

“Il tempo è la cosa più preziosa che un uomo possa spendere”.

Per ulteriori informazioni: www.tempusvitae.it

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