Managers, scarsa fiducia nei social media

ottobre 27, 2010
I top managers ripongono una scarsa fiducia nei social media: è quanto risulta da una recente indagine internazionale realizzata dalla multinazionale delle relazioni pubbliche Weber Shandwick e che ha interessato 60 amministratori delegati delle più importanti imprese a livello mondiale (sono stati intervistati 20 top managers statunitensi, 27 europei, 9 asiatici e 4 sudamericani). Dall’indagine, emerge che il 64% dei managers a capo delle più grandi realtà aziendali internazionali non è presente in modo attivo sui social media: ad essere preferiti sono i canali più tradizionali, quali i giornali quotidiani, le riviste di settore, i seminari universitari e le conferenze. La scarsa fiducia espressa dagli interpellati nell’ambito della ricerca condotta da Weber Shandwick pare derivare dalla difficoltà riscontrate sul versante del calcolo relativo al ritorno sugli investimenti nei new media, ma va anche detto che sul dato complessivo riscontrato incide in modo significativo la non elevata dimestichezza con i nuovi mezzi di comunicazione da parte dei managers di età più avanzata. 

Marco Mancinelli
PressWeB Editor


Gli amministratori delegati riconoscono l’importanza delle Public Relations

settembre 13, 2007

Secondo una ricerca indipendente condotta a livello globale da Lewis PR, agenzia internazionale di relazioni pubbliche, il 78% dei CEO (Chief Executive Officer, Amministratore Delegato) considera l’attività di pubbliche relazioni come parte integrante del sistema aziendale. Di fatto, quest’anno circa due terzi delle aziende hanno visto crescere il budget destinato proprio a quest’attività.
La ricerca è stata condotta da Brainjuicer, società leader in Europa per le ricerche di mercato online, su un campione composto da 150 Senior Manager appartenenti ai mercati USA, UK e EMEA (Europe, Middle East, Africa), prevalentemente con responsabilità di funzioni marketing.
Dallo studio, risulta che ben il 96% delle aziende riconosce l’importanza delle attività di Pubbliche Relazioni. Inoltre, i due terzi degli intervistati ritengono che, grazie al Web 2.0, le Pubbliche Relazioni hanno potuto rendere ancora più visibili i propri processi; la maggior parte degli intervistati ha anche aggiunto che una accresciuta visibilità è da considerarsi senza dubbio uno sviluppo positivo.

Il 60% ritiene che l’avvento del giornalismo di tipo consumer abbia reso le PR business-critical, considerando i social media come strumenti ad elevato impatto in termini di profitto e soddisfazione per l’utente.
Dalle risposte degli intervistati, risulta un notevole livello di coinvolgimento da parte dei CEO nell’ambito dell’attività di PR, non correlato alla tipologia di azienda in cui operano. Di fatto, per oltre i due terzi del campione, è proprio quando il CEO aziendale viene coinvolto in prima persona che l’attività di PR è percepita come più rilevante.
Maria Teresa Trifiletti, General Manager di Lewis PR in Italia, ha dichiarato: Le Pubbliche Relazioni sono un’attività no-stop, 24 ore su 24 e 7 giorni su 7, e le aziende che scelgono di rispondere sempre tempestivamente o di adottare un approccio aperto hanno maggiore probabilità di avere successo nel lungo periodo. I nuovi media hanno creato le basi per un nuovo e moderno concetto di PR e le aziende che scelgono di non comunicare in tempo reale o in prima persona con il proprio pubblico di riferimento perderanno le numerose opportunità che ha in serbo per loro il Web 2.0. Al contrario, la chiave sta nell’abbracciare il Web 2.0 e utilizzarlo per poterne trarre vantaggio.

La ricerca è stata condotta da Brainjuicer all’inizio di Agosto 2007.

Per visionare i risultati della ricerca: www.lewis360.com

News tratta da: www.piccoligiornalisti.it/news.htm


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