Galleria Carla Sozzani, World Press Photo e Grazia Neri, con il contributo di Canon Italia e TNT Express Italy, presentano la mostra World Press Photo, fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2009. Il coordinamento è di Elena Ceratti. Dal 1955, una giuria di esperti, scelti tra i personaggi più accreditati della fotografia internazionale, si riunisce per valutare le immagini inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam: migliaia di scatti provenienti da ogni parte del mondo, proposti da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. Negli ultimi anni, 7 vincitori della foto dell’anno hanno scattato con macchine ed ottiche Canon: Erik Refner (2001), Eric Grigorian (2002), Jean-Marc Bouju (2003), Arko Datta (2004), Finbarr O’Reilly (2005) Spencer Platt (2006). Tim Hetherington, vincitore nel 2008 della foto dell’anno 2007 ha scattato con una Canon EOS 5D. Il premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. Le immagini più forti e significative di un intero anno vengono esaminate per il Premio. Le fotografie dei vincitori sono inserite nel prestigioso catalogo e vengono esposte in tutto il mondo in importanti gallerie e musei. Si tratta di un’occasione unica per vedere raccolte le immagini più belle e rappresentative che hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti di questo ultimo anno sui giornali di tutto il mondo. La mostra World Press Photo è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali dell’anno. Il suo carattere internazionale, i migliaia di visitatori e l’interesse suscitato dall’evento nel pubblico specialistico e non, sono la dimostrazione del potere che le immagini hanno di trascendere le differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione. La mostra presenta le fotografie premiate nelle 10 categorie tematiche in un tour mondiale con l’unico vincolo che tutte le immagini selezionate vengano esposte senza alcuna censura. A questo scopo un rappresentante della World Press Photo Foundation viene inviato nei paesi che ospitano l’evento per assistere al montaggio della mostra e verificare che tutte le fotografie siano esposte al pubblico. Per l’Italia la mostra del World Press Photo è presentata in contemporanea alla Galleria Carla Sozzani di Milano, organizzata da Grazia Neri, e al Museo di Roma in Trastevere, organizzata da Contrasto. Il 13 febbraio 2009 la giuria di questa 52a edizione, riunitasi ad Amsterdam, ha reso noti i risultati della competizione. FOTO DELL’ANNO 2008 è stata proclamata l’immagine in bianco e nero del fotografo americano ANTHONY SUAU. La foto mostra un ufficiale armato del dipartimento della Contea di Cuyahoga che attua lo sgombero di una casa a Cleveland, nell’Ohio, in esecuzione di uno sfratto esecutivo per pignoramento dei beni a seguito di ipoteca. Gli ufficiali hanno il compito di assicurarsi che nella casa non si trovino armi e che i residenti abbiano effettivamente lasciato l’abitazione. La fotografia vincitrice, scattata nel marzo 2008, è parte di un servizio, commissionato da Time Magazine, nella sua interezza ha vinto il secondo Premio nella categoria Daily Life. La presidente di giuria MaryAnne Golon commenta: “La forza di questa immagine sta nei suoi contrasti. Assomiglia alla classica fotografia di un conflitto, ma è invece lo sfratto di persone da una casa per pignoramento. Come se la guerra in senso tradizionale fosse penetrata nelle case della gente comune, incapace di pagare i propri debiti. Nella selezione finale sono stati premiati 62 fotografi provenienti da 27 Paesi: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Corea del sud, Francia, El Salvador, Germania, Giappone, Grecia, India, Irlanda, Italia, Olanda, Messico, Polonia, Russia, Sudafrica, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Ucraina. L’edizione del 2009 ha visto la partecipazione di 5.508 fotografi da 124 paesi (con un incremento del 9,7% rispetto al 2008) che hanno inviato un totale di 96.268 immagini (80.536 nel 2008), con un incremento del 19,5% rispetto allo scorso anno. Le partecipazioni dall’Asia hanno visto quest’anno un incremento del 14% rispetto allo scorso anno. Cina e India i Paesi più rappresentati con, rispettivamente, 490 partecipanti (rispetto ai 400 della scorsa edizione) e 208 (165 nel 2008). Come da tradizione, forte è stata la rappresentanza di fotografi europei, tra i quali si segnala la significativa presenza di italiani, con 306 partecipanti rispetto ai 251 del 2008 e polacchi, passati da 81 a 104 partecipanti. Risultati di grande successo si sono registrati per l’Italia. Sei i premiati: Giulio Di Sturco, Carlo Gianferro, Mattia Insolera, Davide Monteleone, Massimo Siragusa, Paolo Verzone. La cerimonia di premiazione avrà luogo ad Amsterdam domenica 3 maggio 2009, preceduta da tre giorni di incontri e dibattiti sulla fotografia. In aggiunta al premio di 10.000 euro Canon ha voluto omaggiare Anthony Suau con una CANON EOS 5D Mark II.
World Press Photo, fotografia e giornalismo
Aprile 14, 2009Galleria Carla Sozzani, World Press Photo e Grazia Neri, con il contributo di Canon Italia e TNT Express Italy, presentano la mostra World Press Photo, fotografia e giornalismo: le immagini premiate nel 2009. Il coordinamento è di Elena Ceratti. Dal 1955, una giuria di esperti, scelti tra i personaggi più accreditati della fotografia internazionale, si riunisce per valutare le immagini inviate alla World Press Photo Foundation di Amsterdam: migliaia di scatti provenienti da ogni parte del mondo, proposti da fotogiornalisti, agenzie, quotidiani e riviste. Negli ultimi anni, 7 vincitori della foto dell’anno hanno scattato con macchine ed ottiche Canon: Erik Refner (2001), Eric Grigorian (2002), Jean-Marc Bouju (2003), Arko Datta (2004), Finbarr O’Reilly (2005) Spencer Platt (2006). Tim Hetherington, vincitore nel 2008 della foto dell’anno 2007 ha scattato con una Canon EOS 5D. Il premio World Press Photo è uno dei più importanti riconoscimenti nell’ambito del fotogiornalismo. Le immagini più forti e significative di un intero anno vengono esaminate per il Premio. Le fotografie dei vincitori sono inserite nel prestigioso catalogo e vengono esposte in tutto il mondo in importanti gallerie e musei. Si tratta di un’occasione unica per vedere raccolte le immagini più belle e rappresentative che hanno accompagnato, documentato e illustrato gli avvenimenti di questo ultimo anno sui giornali di tutto il mondo. La mostra World Press Photo è un documento storico che permette di rivivere gli eventi cruciali dell’anno. Il suo carattere internazionale, i migliaia di visitatori e l’interesse suscitato dall’evento nel pubblico specialistico e non, sono la dimostrazione del potere che le immagini hanno di trascendere le differenze culturali e linguistiche per raggiungere livelli altissimi e immediati di comunicazione. La mostra presenta le fotografie premiate nelle 10 categorie tematiche in un tour mondiale con l’unico vincolo che tutte le immagini selezionate vengano esposte senza alcuna censura. A questo scopo un rappresentante della World Press Photo Foundation viene inviato nei paesi che ospitano l’evento per assistere al montaggio della mostra e verificare che tutte le fotografie siano esposte al pubblico. Per l’Italia la mostra del World Press Photo è presentata in contemporanea alla Galleria Carla Sozzani di Milano, organizzata da Grazia Neri, e al Museo di Roma in Trastevere, organizzata da Contrasto. Il 13 febbraio 2009 la giuria di questa 52a edizione, riunitasi ad Amsterdam, ha reso noti i risultati della competizione. FOTO DELL’ANNO 2008 è stata proclamata l’immagine in bianco e nero del fotografo americano ANTHONY SUAU. La foto mostra un ufficiale armato del dipartimento della Contea di Cuyahoga che attua lo sgombero di una casa a Cleveland, nell’Ohio, in esecuzione di uno sfratto esecutivo per pignoramento dei beni a seguito di ipoteca. Gli ufficiali hanno il compito di assicurarsi che nella casa non si trovino armi e che i residenti abbiano effettivamente lasciato l’abitazione. La fotografia vincitrice, scattata nel marzo 2008, è parte di un servizio, commissionato da Time Magazine, nella sua interezza ha vinto il secondo Premio nella categoria Daily Life. La presidente di giuria MaryAnne Golon commenta: “La forza di questa immagine sta nei suoi contrasti. Assomiglia alla classica fotografia di un conflitto, ma è invece lo sfratto di persone da una casa per pignoramento. Come se la guerra in senso tradizionale fosse penetrata nelle case della gente comune, incapace di pagare i propri debiti. Nella selezione finale sono stati premiati 62 fotografi provenienti da 27 Paesi: Argentina, Australia, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Colombia, Corea del sud, Francia, El Salvador, Germania, Giappone, Grecia, India, Irlanda, Italia, Olanda, Messico, Polonia, Russia, Sudafrica, Spagna, Stati Uniti, Svezia, Svizzera, Ucraina. L’edizione del 2009 ha visto la partecipazione di 5.508 fotografi da 124 paesi (con un incremento del 9,7% rispetto al 2008) che hanno inviato un totale di 96.268 immagini (80.536 nel 2008), con un incremento del 19,5% rispetto allo scorso anno. Le partecipazioni dall’Asia hanno visto quest’anno un incremento del 14% rispetto allo scorso anno. Cina e India i Paesi più rappresentati con, rispettivamente, 490 partecipanti (rispetto ai 400 della scorsa edizione) e 208 (165 nel 2008). Come da tradizione, forte è stata la rappresentanza di fotografi europei, tra i quali si segnala la significativa presenza di italiani, con 306 partecipanti rispetto ai 251 del 2008 e polacchi, passati da 81 a 104 partecipanti. Risultati di grande successo si sono registrati per l’Italia. Sei i premiati: Giulio Di Sturco, Carlo Gianferro, Mattia Insolera, Davide Monteleone, Massimo Siragusa, Paolo Verzone. La cerimonia di premiazione avrà luogo ad Amsterdam domenica 3 maggio 2009, preceduta da tre giorni di incontri e dibattiti sulla fotografia. In aggiunta al premio di 10.000 euro Canon ha voluto omaggiare Anthony Suau con una CANON EOS 5D Mark II.
Oriana Fallaci. Intervista con la storia
Ottobre 4, 2007
Dal 15 Settembre al 18 Novembre 2007, presso Palazzo Litta, in pieno centro a Milano (Corso Magenta 24), è di scena una delle più interessanti mostre biografiche dedicata a una protagonista assoluta della storia del giornalismo italiana: “Oriana Fallaci. Intervista con la storia”. I visitatori hanno la grande opportunità di ripercorrere tutte le vicende più significative della vita di Oriana Fallaci: scrittrice, giornalista inviata in zone di guerra, donna di grande temperamento e capace di utilizzare un linguaggio chiaro, schietto e diretto come pochi hanno dimostrato di saper fare. Sono in mostra fotografie, filmati, gli strumenti di lavoro (macchine da scrivere e registratori), l’elmetto protettivo utilizzato in Vietnam, libri, estratti di alcuni articoli della giornalista e via dicendo. Si ripercorre davvero il cammino intrapreso dalla giornalista fiorentina trapiantata a New York. Per dare un ulteriore senso alla mostra, è interessante notare quanto riportato nel depliant illustrativo: “Non è necessario condividere le idee di Oriana Fallaci, spesso provocatorie ed intransigenti: rileggere atraverso la sua figura alcuni momenti particolarmente significativi della nostra storia più recente può, infatti, rivelarsi per un vasto pubblico uno stimolo sotto l’aspetto culturale, letterario e anche umano”. Ed è una grande umanità, densa anche di passione civile, che emerge nel video in cui Oriana Fallaci ricordava la storia del suo incontro con il leader della resistenza greca, Alessandro Panagulis, che fu suo compagno fino alla tragica scomparsa ed al quale dedicò uno dei suoi best seller, “Un uomo”.
Il percorso espositivo è definito in 12 sezioni:
1 Oriana parla
2 Firenze e la vita
3 Le prime grandi inchieste
4 La corsa alla Luna
5 Nei punti caldi del mondo
6 Il Vietnam
7 I libri
8 Star tra le star
9 Un uomo
10 Libano e Golfo
11 Le grandi interviste
12 La Rabbia e l’Orgoglio
13 L’amore per la scrittura
In particolare, per chi si occupa di comunicazione o di giornalismo, la mostra è un’occasione da non perdere per ricavarne non pochi spunti di riflessione sul ruolo dell’informazione e dei mass media, oltre che sulla storia passata e presente.
M
2° seminario per giornalisti Redattore Sociale. A Milano, 5 e 6 Ottobre 2007
Settembre 26, 2007
Sulla scorta del dibattito di Capodarco 2006, dedicato al coraggio, la seconda edizione milanese del seminario per giornalisti organizzato da Anffas Milano, Cnca Lombardia e Agenzia Redattore Sociale, in collaborazione con Terre di Mezzo e Affaritaliani.it, porta ancora più avanti la sua “audacia”, per affrontare il tema della responsabilità del giornalista. Redattore Sociale Milano 2007 lancia la suggestione che i giornalisti possano essere “Miglioratori del peggio” (un verso della canzone di Jovanotti “Coraggio”) e che possano persino considerare la “responsabilità di raccontare (anche) la speranza”. Nell’introduzione al programma della seconda edizione dell’incontro – previsto ancora alla “Cascina Biblioteca” (nel cuore del Parco Lambro) per il 5 e 6 Ottobre – gli organizzatori riconoscono come il giornalismo ufficiale abbia “sempre rifiutato qualsiasi discussione sul suo ruolo ‘pedagogico’. Un rifiuto giustificato dal timore di mettere in pericolo i fondamenti della professione: l’indipendenza, il diritto di cronaca, l’imparzialità”. Eppure, sostengono gli organizzatori, di responsabilità si deve parlare, come un concetto “che non ha nulla a che fare con la pedagogia” e che può anche essere declinato solo “dal punto di vista tecnico”. Chi è allora il giornalista responsabile? È colui che “non dovrebbe aver paura di portare alla luce anche gli aspetti positivi di una storia, di lasciar filtrare i segni di speranza che fanno parte, sempre, di ogni vicenda, comprese quelle peggiori. Non dovrebbe lasciarsi imprigionare dal presunto “dovere” esclusivo di emozionare e scandalizzare, di far inorridire e indignare…”. Il seminario – che nella prima edizione ha registrato la partecipazione di oltre 150 giornalisti – dopo i saluti degli organizzatori (tra cui la nuova presidente dell’Ordine Giornalisti Lombardia, Letizia Gonzales) e la relazione di apertura di don Gino Rigoldi, si aprirà con un dibattito su cos’è oggi e a cosa serve la “filantropia meneghina”. Un’occasione per verificare come si sono evoluti i tratti di uno degli elementi storici, e positivi, della “milanesità”, dentro una città che oltre ad essere “crudele” (come titolava la prima edizione) continua a far emergere tanti segni di speranza. Tra gli ospiti, lo studioso Gian Paolo Barbetta (Università Cattolica) e Paolo Morerio, responsabile di una delle organizzazioni filantropiche più antiche della città (Fondazione Vismara). Nel pomeriggio, tre seminari paralleli, uno dei quali “speciale”, dedicato alla fotografia con Denis Curti, direttore della sede milanese dell’agenzia Contrasto e con un fotografo d’eccezione come Marco Vacca. I due workshop tradizionali saranno invece incentrati sulle minoranze che “la città non vuole” e al problema della casa in “una città che non ha posto”. I giornalisti Gad Lerner e Riccardo Iacona, gli studiosi Daniele Cologna e Antonio Tosi, insieme ad altri quattro esperti li animeranno per tre ore, per poi partecipare a una tavola rotonda sulle inchieste giornalistiche “sparite”. Il titolo (“Gatti e gattini…”) prende spunto dalla figura di uno dei relatori del seminario 2006, il giornalista Fabrizio Gatti de L’Espresso, conosciuto in particolare per le sue inchieste in prima persona, ma anche dai suoi numerosi imitatori emersi negli ultimi mesi. Sempre Venerdì 5, dopo la cena in Cascina, un incontro con Massimo Cirri e Filippo Solibello, i conduttori di Caterpillar (Rai Radio Due, 18.00-19.30, Lun.-Ven.), una delle più interessanti, divertenti e seguite trasmissioni degli ultimi anni. A partire dal titolo “Quando il peggio avrà una fine…”, Cirri e Solibello, con a fianco anche don Gino Rigoldi e don Vinicio Albanesi, daranno vita a una sorta di talk show con i giornalisti partecipanti al seminario. La seconda giornata del seminario si aprirà con la presentazione in anteprima di un libro fotografico di grande pregnanza, “I custodi dei fratelli”, raccolta di immagini di 22 tra i più grandi autori di tutti i tempi su “storie nascoste che dovevano essere portate alla luce”. L’evento si concluderà con un dialogo tra Giulio Anselmi, (direttore de La Stampa) e uno dei “grandi vecchi” del giornalismo italiano, Lamberto Sechi, che negli anni ‘70 ha introdotto in Italia con Panorama il “newsmagazine”, condotto da Angelo Perrino, direttore di Affaritaliani.it. Il Seminario è stato realizzato grazie a Fondazione Cariplo, Fondazione Vodafone, NCR, Sopra Group, Red Group e con la sponsorizzazione di ENI.
Per il download del programma in file .pdf, fare click qui
Per ulteriori informazioni:
Rossella Collina
Ufficio Stampa
Comunicazione e Ufficio Stampa Anffas Milano Onlus
Tel. 02-84470142
Cell. 338-9651920
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