
A volte, in ambiente professionale e nel giro di pochi giorni, è incredibile come si possa avere contatto con persone dalla competenza e della correttezza così diverse. Senza fare nomi, ho avuto l’immenso piacere di rivedere una straordinaria ex collega e mia grande amica che, dopo alcune esperienze lavorative maturate in ambienti aziendali o pseudo tali che di professionale avevano ben poco, si è rimessa in discussione, si è iscritta a un ottimo master, ne è uscita riportando una valutazione eccellente e che, poi, nel corso degli ultimi quattro anni, step by step, ha intrapreso una carriera di altissimo livello come marketing manager. Si tratta di una persona estremamente motivata, preparata e che dimostra sempre una costante volontà verso la crescita personale, pur sempre restando saldamente ancorata ai principi della correttezza e dell’amicizia. Altro discorso, invece, riguarda una sedicente “consulente” aziendale, che, dopo reiterati comportamenti orientati a far passare di sé un’immagine di professionista esperta nel suo settore (ma, in realtà, i suoi sconcertanti e rivelatori strafalcioni sono ormai noti a molti), oltre a tirare fango su terze persone, continua ad arrampicarsi sugli specchi (scivolosi…) per trovare scuse, anche di pessimo gusto, dirette a esonerarla dalle proprie inadempienze. Come mi faceva notare un mio ottimo collega, le evidenti differenze tra i due soggetti in questione sembrano davvero offrire un quadro di quella che è l’Italia di oggi: c’è chi fa di tutto per impegnarsi a dovere, apportando valore e c’è chi fa di tutto per apportare improvvisazione e marciume. Il nostro Paese, come noto, sta vivendo una fase congiunturale certamente non florida ed è proprio in periodi come questo che occorrerebbe (anzi, occorre) premiare e incentivare ulteriormente chi merita e riservare, invece, un trattamento esattamente opposto a chi crede di poter operare ricorrendo a volgari mezzucci e alla squallida improvvisazione.
Marzo 11, 2009 alle 2:23 pm |
Certo che le persone perbene non mancano in questa nostra società e neppure mancano le persone preparate. Quelle che dovremmo ringraziare perchè ci tramandano buon senso e cultura. Quelle che dovremmo incentivare e premiare perchè esistono. Ma spesso è proprio mentre si è immersi in un contesto roseo che si sovrappone l’altra faccia. Che noti quelle rivelazioni catastrofiche. I burattini della penna. Gli insipidi e disordinati esseri muniti di parola scritta che si arrampicano dove trovano spazio.
Che catastrofe. Paragono questi ultimi a una conceria che rilascia sostanze inquinanti. Sarebbe bene conciare loro ma purtroppo da noi non esiste nessun freno. Nessun filtro. Se almeno si trattasse di concerie vegetali!!!!
George Carta