Secondo i dati diffusi dalla WAN, World Association of Newspapers, il 2006 si presenta come un anno record per le uccisioni dei giornalisti. Nel 2005, i giornalisti assassinati furono 58, mentre nell’anno ancora in corso il numero è salito a quota 102 (dati aggiornati al Novembre 2006).
Questo triste record fa tornare alla mente molti nomi di reporters che, soltanto perché impegnati ad espletare il proprio lavoro, sono stati barbaramente assassinati da individui senza scrupoli, spesso (ma non solo), vestiti da militari.
Ci sono molti modi di svolgere la professione giornalistica, da chi elabora in modo accurato articoli di analisi lavorando al desk a chi va “on the field” per verificare e raccontare un determinato evento.
In diversi casi, i reporters si occupano di eventi bellici o di situazioni sociali che attengono a significativi fatti di cronaca capaci di originare importanti inchieste.
Prossimamente, PressWeb dedicherà a questo argomento qualche approndimento mirato a ricordare recenti casi amari che hanno visto soccombere, in situazioni diverse tra loro, alcuni validi reporters, tra i quali l’italiano Enzo Baldoni e la russa Anna Politkovskaya, rispettivamente uccisi nel 2004 (in Iraq) e nel 2006 (in Russia), in circostanze ancora ben poco chiare.